Coronavirus, le nuove linee guida Oms: cosa cambia

Nelle nuove direttive dell'agenzia ONU vengono ridotte le tempistiche per considerarsi guariti dal virus

L’Organizzazione Mondiale per la Salute aggiorna le linee guida da seguire per cura e trattamento dei malati da COVID-19. E, con il virus che apparentemente sta regredendo, l’OMS prova ad allentare leggermente le misure di contenimento, così da facilitare il ritorno alla “vita normale” di coloro che hanno contratto la malattia.

Nelle nuove raccomandazioni (risalenti a fine maggio, a dir la verità) l’agenzia delle Nazioni Unite precisa quali saranno le tempistiche per l’uscita dalla quarantena, quanti tamponi saranno necessari per considerarsi definitivamente guariti e come “trattare” gli asintomatici. E, come vedremo in dettaglio tra poco, si tratta di una piccola-grande rivoluzione, che riduce notevolmente l’impatto che il decorso della malattia potrebbe avere sulla vita delle persone.

Linee guida OMS: le nuove direttive su tamponi, asintomatici e tempistiche per l’uscita dalla quarantena

Sino a oggi, per considerarsi guariti dalla malattia era necessario risultare negativi a due tamponi consecutivi realizzati a più di 24 ore l’uno dall’altro. Secondo le linee guida aggiornate, invece, da ora sarà sufficiente non presentare sintomi della malattia per tre giorni consecutivi. Gli asintomatici che, invece, risulteranno positivi al primo tampone, dovranno restare isolati per 10 giorni.

Secondo l’Organizzazione Mondiale per la Salute, infatti, anche chi non presenta più sintomi da diversi giorni può continuare a risultare positivo ai tamponi RT-PCR. “Nonostante questo risultato positivo del test – affermano gli scienziati dell’OMS – è improbabile che siano infettivi e pertanto che siano in grado di trasmettere il virus a un’altra persona”.

Comunque, i pazienti sintomatici dovranno rispettare un periodo di isolamento di almeno 10 giorni. Ciò vuol dire che la quarantena avrà una durata minima di 13 giorni (10 giorni di isolamento e almeno altri 3 giorni senza sintomi).

Gli effetti in Italia delle nuove disposizioni dell’OMS

Anche il ministero della Salute prende atto delle nuove linee guida dell’Organizzazione Mondiale per la Salute e, per mano del ministro Speranza, invita gli esperti del Comitato Tecnico Scientifico ad analizzarle ed, eventualmente, tenerle in considerazione per un aggiornamento delle direttive adottate oggi in Italia.

Se l’approfondimento richiesto dal ministro Speranza dovesse concordare con i risultati dell’OMS, è probabile che le disposizioni oggi in vigore nel nostro Paese dovranno essere aggiornate, fermo restando il principio di massima precauzione che ha guidato l’agire del ministero e del Comitato Tecnico Scientifico dallo scorso febbraio a oggi.

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