Mascherina dopo le 18, quando e dove è obbligatorio usarla

La stretta del governo, dopo l'aumento dei nuovi positivi al coronavirus, impone di indossarla anche all'aperto dalle 18 alle 6: cosa rischia chi non lo fa

Nelle ultime 24 ore si è registrato un picco per quel che riguarda i nuovi casi di persone positive al coronavirus: su 77.742 tamponi effettuati, infatti, sono stati riscontrati 845 contagi. Si tratta del dato più alto dallo scorso 16 maggio, negli ultimi giorni di lockdown, quando invece se ne registrarono 875. Nessuna Regione, per il secondo giorno di fila, è a contagio zero.

Anche per questo motivo il governo, di recente, ha deciso di chiudere le discoteche (almeno fino all’inizio di settembre) e di imporre l’uso della mascherina, da indossare obbligatoriamente dalle 18 alle 6 anche all’aperto dove non è possibile osservare il distanziamento. La misura è contenuta nell’ultima ordinanza firmata da Roberto Speranza, ministro della Salute (la stessa che ha fermato le discoteche). L’obbligo non vale solo per le zone della movida o per gli assembramenti davanti ai locali, ma è esteso in spazi pubblici che possono accogliere centinaia di persone: piazze, parchi, slarghi, vie e lungomari. Qualora invece fosse possibile mantenere le distanze, allora l’uso della mascherina sarebbe facoltativo.

Mascherina all’aperto, cosa si rischia

Chiunque venisse sorpreso a trasgredire l’obbligo di indossare la mascherina in una situazione di assembramento pagherà una multa di 400 euro. L’indicazione non è soggetta a deroghe: le Regioni quindi potranno interpretarla in maniera più restrittiva, introducendo misure più stringenti sulla fascia oraria e sui luoghi originariamente previsti dall’ordinanza. Quello che è certo, comunque, è che non potranno prevedere un allentamento della misura.

Mascherina all’aperto, i dubbi dei sindaci

Se da un lato si cerca di inasprire le sanzioni per provare a diminuire i contagi, dall’altro c’è malumore dilagante tra i sindaci. A lamentarsi, soprattutto quelli dei Comuni più turistici: in testa, il primo cittadino di Rimini, Andrea Gnassi. Il sindaco ha chiesto al governo di non essere lasciato solo, e soprattutto di chiarire le modalità di controllo: in primis, a chi spetti vigilare. Dello stesso avviso i sindaci della Versilia: più che di controlli spot – ha detto Alberto Stefano Giovannetti, primo cittadino di Pietrasanta – vorrebbero un’attività di controllo quotidiana in coordinamento con le polizie locali per tenere alta l’attenzione sulle normative anti-Covid.

Perplessità che il Ministero degli Interni ha provato immediatamente a neutralizzare contattando i prefetti, invitandoli a organizzare i servizi sul territorio alla luce delle nuove prescrizioni, convocando riunioni per valutare l’ordinanza insieme a sindaci e polizia locale. Nell’ottica del Viminale, dunque, ogni prefetto rafforzerà i controlli dei luoghi a rischio assembramenti e dei locali della movida, per verificare il rispetto del divieto di ballo e l’obbligo della mascherina.

© Italiaonline S.p.A. 2021Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

Mascherina dopo le 18, quando e dove è obbligatorio usarla