Nuovo Dpcm Natale, dal coprifuoco agli spostamenti: il piano del Governo

Mentre continuano a calare i contagi Covid in Italia, anche se la situazione resta molto seria, il Governo mette a punto la proposta per il prossimo Dpcm Natale

Mentre continuano a calare i contagi Covid in Italia, anche se la situazione resta molto seria, il Governo mette a punto la proposta per il prossimo Dpcm Natale, che vedrà la luce nei prossimi giorni.

La situazione Covid in Italia

Oggi lunedì 30 novembre sono 16.377 i nuovi positivi al Coronavirus in Italia secondo le ultime notizie contenute nel bollettino del ministero della Salute, a fronte di 130.524 tamponi. I pazienti ricoverati in terapia intensiva sono 3.744, con un calo di 9 unità. Ma da ieri sono stati registrati altri 672 morti, che portano il totale a 55.576 dall’inizio dell’emergenza legata all’epidemia.

Numeri ancora preoccupanti, come lo stesso Istituto Superiore di Sanità ha avvisato nel suo ultimo report settimanale, indicando le 10 Regioni che sarebbe ancora a rischio potenzialmente elevato.

E numeri con cui l’Esecutivo deve fare i conti con grande senso di responsabilità, per evitare che si ripetano gli errori dell’estate, indiscutibile volano della seconda ondata Covid in Italia, e le scene di ieri, primo giorno di riapertura dei negozi nelle grandi città tornate arancioni, come Milano e Torino, dove le folle si sono accalcate nelle strade del centro e in coda davanti ai negozi.

Mentre prosegue serrato il confronto con le Regioni, che chiedono più libertà in vista delle festività natalizie, domani ci sarà una riunione Stato-regioni con il ministro della Salute Roberto Speranza e poi si andrà in Parlamento. Infine, come avvenuto le altre volte, il premier Conte dovrà tirare le somme e dare forma al prossimo decreto Covid.

Dpcm Natale, il coprifuoco

Prudenza e attenzione dettano la linea di Palazzo Chigi, “una linea che mette la salute davanti a tutto”. Il ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia ha anticipato che l’orientamento del Governo è quello di lasciare il coprifuoco anche a Capodanno e per tutte le festività.

“Se decidiamo che c’è un limite orario per gli spostamenti, che si torna a casa indipendentemente da quello c’è da fare: c’è da festeggiare il Capodanno? Si festeggia a casa“, ha spiegato.

Gli spostamenti e i ricongiungimenti

Sui ricongiungimenti tra figli e genitori a Natale per chi abita in Regioni diverse, il confronto andrà avanti, “ma qui si tratta di dare priorità assoluta alla difesa delle reti sanitarie”. “Nessuno penso voglia la terza ondata”, continua il ministro.

Probabilmente si potrà muovere per raggiungere i parenti soltanto chi ha la residenza in quell’abitazione oppure rientra nel proprio domicilio.

Rimangono da sciogliere i nodi delle deroghe per permettere ai familiari di andare a trovare un parente, spesso anziano, che vive da solo.

Per i rientri dall’estero sarebbe prevista la quarantena, anche se si sta studiando di fare valere i 14 giorni di isolamento soltanto per chi torna dagli Stati, soprattutto al confine come Austria e Svizzera, che decidono di lasciare aperti gli impianti sciistici.

Rischio terza ondata

“Per evitare la terza ondata dobbiamo continuare nel mese di dicembre con il rigore e il distanziamento sociale, che devono prevalere su qualsiasi esigenza. Molti di noi hanno parenti in un’altra Regione, ma ognuno di noi vuole che i propri cari stiamo bene e che gli operatori sanitari possano lavorare nel miglior modo possibile”.

Il punto è chiaro: se a dicembre adottiamo queste misure, si può pensare di rimettere in sicurezza l’intero sistema sanitario, incrociando la campagna vaccinale in primavera, ma per farlo non si possono consentire rallentamenti. Altrimenti, come dichiarato anche dal viceministro alla Salute Pierpaolo Sileri, la terza ondata ci travolgerà, di nuovo, a marzo.

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