Nuovo Dpcm Conte 18 ottobre, tutte le misure anti-Covid: il testo definitivo

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha illustrato in conferenza stampa da Palazzo Chigi le misure contenute nel nuovo Dpcm

Dopo una giornata che ha fatto registrare numeri preoccupanti, il premier Conte in diretta da Palazzo Chigi annuncia il tanto atteso nuovo Dpcm 18 ottobre, in vigore dal 19 ottobre e fino al 13 novembre.

Sono 11.705 i nuovi contagi nelle ultime 24 ore secondo il bollettino del Ministero della Salute. Rispetto a ieri, quando si era sfiorata quota 11 mila, sono 780 in più. I decessi sono stati 69, in aumento rispetto ai 47 di ieri. La situazione delle terapie intensive comincia a farsi importante (qui trovate la mappa regionale delle situazioni più critiche). I tamponi sono stati 146mila, in calo di circa 20mila rispetto a ieri. In Lombardia quasi 3mila i casi, e i ricoveri sopra quota 1.000, con la situazione di Milano che si fa sempre più critica.

Scongiurare il lockdown generalizzato

Conte e il Governo vogliono scongiurare il lockdown a ogni costo. “Non possiamo perdere tempo, dobbiamo agire mettendo in campo le misure necessarie per scongiurare un nuovo lockdown generalizzato. Il Paese non può permettersi una nuova battuta d’arresto” dice, con tono deciso.

Conte annuncia un passaggio in Parlamento per un confronto sulle nuove misure “tra martedì e mercoledì”, ma immediate arrivano le critiche. In particolare da parte dei sindaci, che accusano l’Esecutivo di scaricare tutto su di loro. “Il Governo, senza nemmeno affrontare il tema nelle numerose riunioni di queste ore, inserisce in un Dpcm una norma che sembra avere il solo obiettivo di scaricare sulle spalle dei sindaci la responsabilità del coprifuoco agli occhi dell’opinione pubblica. Questo non lo accettiamo” chiosa il presidente dell’Anci e sindaco di Bari Antonio De Caro.

Zone rosse e coprifuoco mirati

Prima di tutto, il nuovo Dpcm 18 ottobre stabilisce che i sindaci potranno disporre la chiusura al pubblico dopo le 21 di vie e piazze dove si creino assembramenti, fatta salva la possibilità di accesso e deflusso agli esercizi commerciali legittimamente aperti e alle abitazioni private.

Bar e ristoranti

Tutte le attività di ristorazione sono consentite dalle 5 alle 24 se il consumo avviene ai tavoli. Se non è previsto ai tavoli, la somministrazione è prevista fino alle 18. Nei ristoranti, al tavolo potranno esserci 6 persone al massimo. I ristoratori dovranno affiggere cartelli con il numero massimo di persone ammesse nel locale.

L’asporto è consentito fino alle 24, le consegne a domicilio sono consentite senza vincolo di orario.

“Siamo consapevoli che imporremo sacrifici economici agli imprenditori che subiranno effetti negativi di queste misure: c’è l’impegno del Governo a ristorarli. La strategia che stiamo perseguendo per contrastare questa ondata di contagio non è e non può essere la stessa attuata in primavera”, evidenzia. Infatti, le stime dicono che per i ristoratori il coprifuoco sarà un vera e propria stangata.

>>> Scarica qui il Dpcm 18 ottobre 2020 e qui gli allegati <<<

Congressi, sagre e fiere

Sono vietate le sagre e le fiere di comunità. Restano consentite le manifestazioni fieristiche di carattere nazionale e internazionale e i congressi, previa adozione di protocolli validati dal Comitato tecnico-scientifico, e secondo misure organizzative adeguate alle dimensioni e alle caratteristiche dei luoghi e tali da garantire ai frequentatori la possibilità di rispettare la distanza interpersonale di almeno 1 metro.

Sono sospese tutte le attività convegnistiche o congressuali, a eccezione di quelle che si svolgono con modalità a distanza.

Cene e feste a casa

“Il Governo c’è ma ciascuno deve fare la sua parte” sottolinea il premier. “Le misure più efficaci restano le precauzioni di base: mascherina, distanziamento e igiene delle mani. Facciamo attenzione nelle situazioni in cui abbassiamo la guardia, con parenti e amici. In queste situazioni occorre massima precauzione”.

Nelle abitazioni private il Governo raccomanda “fortemente” di evitare feste e, in caso di accoglienza di amici e parenti, di indossare comunque sempre la mascherina e mantenere la distanza di sicurezza di almeno 1 metro. I presenti, non conviventi, non dovranno essere più di 6.

Scuola

Le attività scolastiche continueranno in presenza, “è un asset fondamentale per il nostro Paese” precisa il premier illustrando il nuovo Dpcm.

La didattica a distanza potrà esserci solo previa comunicazione al Ministero dell’Istruzione da parte delle autorità regionali, locali o sanitarie delle situazioni critiche e di particolare rischio riferito ai specifici contesti territoriali, e solo per le istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado: ma il ricorso alla didattica digitale integrata rimane complementare alla didattica in presenza.

Per le scuole secondarie di secondo grado, cioè le scuole superiori, verranno favorite modalità più flessibili dell’attività didattica, con ingresso degli alunni dalle 9 e con turni pomeridiani se possibile.

Per le università è previsto che attuino piani di organizzazione della didattica in funzione delle esigenze formative e dell’evoluzione del quadro pandemico territoriale.

Smart working nella Pubblica Amministrazione

Vengono incrementate le modalità per far ricorso allo smart working. Nell’ambito delle Pubbliche amministrazioni le riunioni si svolgono in modalità a distanza, salvo la sussistenza di motivate ragioni di interesse pubblico.

E’ anche fortemente raccomandato svolgere anche le riunioni private in modalità a distanza.

Sport

Rimane vietato lo sport di contatto a livello amatoriale e non sono consentite competizioni dell’attività dilettantistica di base. Saranno consentite invece l’attività in forma individuale e quella professionistica.

In particolare, l’attività sportiva dilettantistica di base, le scuole e l’attività formativa di avviamento relative agli sport di contatto sono consentite solo in forma individuale e non sono consentite gare e competizioni. Sono anche sospese tutte le gare, le competizioni e le attività connesse agli sport di contatto aventi carattere ludico-amatoriale.

Palestre e piscine

Restano in sospeso, per ora, le palestre. “C’è stato un intenso dialogo anche con il Cts. Abbiamo notizie varie e contrastanti: molto spesso i protocolli sono rispettati, altre volte ci giungono notizie che non sono rispettati. Daremo una settimana per adeguare i protocolli e verificarne il rispetto. Se questo avverrà, non ci sarà ragione di chiudere le palestre. Altrimenti, saremo costretti a interrompere le attività nelle palestre e nelle piscine” spiega Conte.

Parrucchieri ed estetisti

Per il momento, il nuovo Dpcm non fa cenno a possibili chiusure o ulteriori restrizioni per estetisti e parrucchieri. A differenza di quanto si era ipotizzato inizialmente, queste attività dunque non chiuderanno né subiranno limitazioni diverse da quelle già in vigore.

Centri benessere, terme e centri culturali

Le attività di centri benessere, di centri termali, fatta eccezione per l’erogazione delle prestazioni rientranti nei livelli essenziali di assistenza, di centri culturali e di centri sociali sono consentite a condizione che le Regioni e le Province autonome abbiano preventivamente accertato la compatibilità dello svolgimento delle attività con l’andamento della situazione epidemiologica nei propri territori e che individuino i protocolli o le linee guida applicabili idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel settore di riferimento o in settori analoghi.

Sale giochi

Le attività di sale giochi, sale scommesse e sale bingo sono consentite dalle 8 alle 21. L’apertura è consentita a condizione che le Regioni e le Province autonome abbiano preventivamente accertato la compatibilità dello svolgimento delle attività con l’andamento della situazione epidemiologica nei propri territori e che individuino i protocolli o le linee guida applicabili idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel settore di riferimento o in settori analoghi.

I protocolli o le linee guida sono adottati dalle Regioni o dalla Conferenza delle regioni e delle province autonome nel rispetto dei principi contenuti nei protocolli o nelle linee guida nazionali.

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