Nuovo decreto, cosa cambia: quali Regioni rischiano di più con le riaperture

Via libera del Consiglio dei ministri al decreto che segna la roadmap per le riaperture in tutta Italia. Ma ecco quali sono le Regioni con rischio Covid più alto

Via libera del Consiglio dei ministri al decreto che segna la roadmap per le riaperture in tutta Italia. Draghi conferma il coprifuoco alle 22 e non cede al pressing di Salvini, che insieme a Forza Italia, Italia Viva, commercianti e governatori delle Regioni chiedevano di posticipare il rientro a casa almeno di un’ora, fino alle 23, per dare respiro ai locali e ristoranti che riaprono in zona gialla a partire da lunedì 26 aprile.

La situazione Covid in Italia di fronte alle riaperture

Motivo, questo, che ha spinto la Lega ad astenersi dal votare il dl, dl che tra le altre cose proroga al 31 luglio lo stato di emergenza (vi rimandiamo qui per tutte le novità e il calendario delle riaperture).

Riaperture graduali, ma con regole certe dunque. Non un “liberi tutti” come continuano a ribadire da Palazzo Chigi. Gli stessi esperti del Cts, nonché medici e studiosi, hanno più volte messo in guardia il Governo sulla necessità di massima cautela in questa delicatissima fase della pandemia.

Una terza ondata, questa in Italia, che spinge la curva dei contagi verso il basso, ma ancora non abbastanza, e ancora troppo lentamente. Situazione che rende anche difficile valutare la reale efficacia della campagna vaccinale.

E infatti, per quanto l’incidenza Covid (160,5 per 100mila abitanti contro 210,8 della settimana scorsa), l’indice di contagio Rt (a 0,85) e il rischio generale siano in discesa un po’ ovunque, la situazione resta critica negli ospedali, dove sia le terapie intensive che le aree mediche subiscono un notevole sovraccarico.

Probabilmente molti dei casi notificati questa settimana hanno contratto l’infezione negli ultimi dieci giorni di marzo. Oggi i posti letto occupati in terapia intensiva, secondo l’ultimo monitoraggio Iss, sono arrivati questa settimana al 39%, mentre quelli negli altri reparti al 41%. Entrambe le percentuali al di sopra, quindi, del livello di guardia.

In aumento la percentuale di casi rilevati attraverso l’attività di tracciamento dei contatti, in lieve diminuzione invece il numero di casi rilevati attraverso la comparsa dei sintomi.

Il livello di rischio Regione per Regione

Per quanto riguarda il rischio, si osserva una diminuzione del livello generale del rischio, con una sola Regione che ha un livello di rischio alto.

16 Regioni o Province autonome hanno una classificazione di rischio moderato, di cui 4 ad alta probabilità di progressione a rischio alto nelle prossime settimane, e 3 Regioni e 1 Provincia Autonoma che hanno una classificazione di rischio basso. Ma ecco tutti i livelli di rischio per Regione.

Regioni con rischio basso

  • Abruzzo
  • Provincia autonoma di Bolzano
  • Veneto

Regioni con rischio basso ad alta probabilità di progressione

  • Campania

Regioni con rischio moderato

  • Basilicata
  • Emilia Romagna
  • Friuli Venezia Giulia
  • Lazio
  • Liguria Lombardia Marche
  • Piemonte
  • Provincia autonoma di Trento
  • Puglia
  • Sardegna
  • Umbria.

Regioni con rischio moderato ad alta probabilità di progressione

  • Molise
  • Sicilia
  • Toscana
  • Valle d’Aosta.

Regioni con rischio alto

  • Calabria.

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