I nuovi colori delle Regioni, mentre spaventa la variante brasiliana più letale tra i giovani

Pasqua in zona rossa in tutta Italia. E con controlli rafforzati su tutto il territorio. Intanto ecco quali Regioni sperano nella zona arancione e chi rischia la rossa

Pasqua in zona rossa in tutta Italia. E con controlli rafforzati su tutto il territorio. Dopo la riunione del Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza presieduta dal ministro dell’Interno Luciana Lamorgese, il Viminale ha deciso per una stretta.

L’attenzione sarà rivolta, come lo scorso anno, alla verifica del rispetto delle misure di contenimento del contagio, con particolare riguardo a quelle riguardanti i divieti per gli spostamenti. E verranno intensificati i controlli nelle aree urbane più esposte al rischio di assembramenti, nei parchi, sui litorali, sulle arterie stradali e autostradali, nelle stazioni, nei porti e negli aeroporti. Massima attenzione, dunque, perché rischiano multe salate.

Variante brasiliana più letale? Cosa dice lo studio preliminare

In questo quadro, inoltre, spaventano le varianti al Covid, questa volta in particolare quella brasiliana, molto meno diffusa di quella inglese ma comunque in espansione. Questa variante potrebbe essere non solo più contagiosa ma anche associata a una maggiore mortalità, in particolare nella fascia giovane di popolazione, dai 20 ai 49 anni.

La scoperta arriva da un nuovo studio preliminare condotto dalla Federal University of Parana (Curitiba, Brazil), dal Cincinnati Children’s Hospital Medical Center, (Cincinnati, OH, USA) e dall’Università di Verona appena pubblicato sulla rivista MedRxiv,

Gli autori, Giuseppe Lippi, direttore della sezione di Biochimica clinica nell’ateneo di Verona, Maria Helena Santos de Oliveira e Brandon Michael Henry hanno analizzato oltre 500 mila casi di Covid nello Stato del Paraná, nel sud del Brasile, con diagnosi fatta nel febbraio 2021, quando la variante P.1, cioè la brasiliana, è divenuta quasi endemica e comunque con diffusione superiore al 70%, e nel gennaio 2021, quando la sua circolazione era minima o assente.

Lo studio evidenzia che in tutte le fasce di età la variante brasiliana sembra associarsi a mortalità maggiore per Covid. L’incremento del tasso di decessi appare particolarmente evidente, fino a 3 volte, in pazienti di età compresa tra i 20 e 29 anni. Ciò conferma alcune osservazioni preliminari, secondo cui la variante P.1 non solo potrebbe essere più contagiosa, ma anche maggiormente virulenta e patogena.

Pur preliminari, questi risultati suggeriscono la necessità di instaurare un sistema di monitoraggio costante della diffusione delle varianti di Sars-CoV-2, con la necessità di procedere rapidamente con le vaccinazioni, affinché si possa minimizzare il rischio che ceppi particolarmente virulenti (come anche la B.1.351, cioè la variante sudafricana) possano insorgere e diffondersi nella popolazione.

La regole per Pasqua

Tornano alle regole per Pasqua, come confermato dal decreto aprile emanato dal Consiglio dei ministri, dopo Pasqua fino al 30 aprile e nella giornata del 6 aprile 2021, in tutte le zone gialle si applicano le disposizioni previste per le zone arancioni.

In base alle disposizioni attualmente in vigore, si applicano le misure previste:

  • per la zona arancione: alle regioni Abruzzo, Basilicata, Lazio, Liguria, Molise, Sicilia, Sardegna, Umbria, e alla Provincia Autonoma di Bolzano;
  • per la zona rossa: alle regioni Calabria, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Marche, Piemonte, Puglia, Toscana, Valle d’Aosta, Veneto e alla Provincia Autonoma di Trento.

Ricordiamo però che nei giorni dei sabato vigilia di Pasqua, domenica di Pasqua e lunedì di Pasquetta, cioè 3, 4 e 5 aprile, su tutto il territorio nazionale si applicano le restrizioni previste per la zona rossa.

In questi tre giorni e solo in questi sarà consentito, una sola volta al giorno, spostarsi verso un’altra abitazione privata abitata della stessa Regione, tra le 5.00 e le 22.00, a un massimo di 2 persone, oltre a quelle già conviventi nell’abitazione di destinazione. La persona o le due persone che si spostano potranno comunque portare con sé i figli minori di 14 anni (o altri minori di 14 anni sui quali le stesse persone esercitino la potestà genitoriale) e le persone disabili o non autosufficienti che convivono con loro.

Ricordiamo che, anche dalla zona rossa, è possibile raggiungere le seconde case se intestate direttamente e solo se non ci sono ordinanze regionali esplicite che lo vietano, ed è possibile viaggiare all’estero, anche per turismo, secondo le specifiche indicazioni che trovate qui.

Le Regioni che rischiano di cambiare colore dopo Pasqua

Ma cosa succederà dopo Pasqua? Come sempre si attende il nuovo monitoraggio settimanale dell’Iss del venerdì che decreterà i nuovi colori delle Regioni. La grande novità del nuovo decreto è che viene concessa in zona arancione la possibilità di spostarsi una solo volta al giorno verso una sola abitazione privata abitata nel proprio Comune, prima vietata. Cosa che invece tornerà a non essere possibile nelle zone rosse. Resta fermo il criterio che sicuramente si entra in zona con una incidenza di contagi uguale o superiore a 250 per 100mila abitanti.

Qualche rischio di scivolare in zona rossa lo corrono Liguria e Lazio. Il governatore ligure Giovanni Toti ha stretto le maglie con una ordinanza che vieta l’ingresso in regione dei non residenti, scongiurando l’ipotesi esodo di massa verso le seconde case. Attenzione alta anche nel Lazio, che spera però in una conferma della zona arancione.

Per le zone rosse non ci saranno probabilmente grandi variazioni. Per Lombardia, Emilia Romagna, Toscana e Puglia i dati non fanno ancora sperare in un cambio di zona. Stesso discorso per il Piemonte, nonostante il lieve calo dei contagi e l’indice Rt stimato sotto l’1. Per la prima volta nella Regione, dopo cinque settimane di aumento, si registra una riduzione seppur lieve dei casi segnalati ma l’incidenza resta nettamente superiore a 250 casi ogni 100 mila abitanti.

Tra le Regioni che sperano però nel passaggio dalla zona rossa alla arancione ci sono Campania e Veneto. L’eventuale cambio di zona, per la regione guidata da Vincenzo De Luca, potrebbe avvenire già da mercoledì 7 aprile. Anche Luca Zaia in Veneto stringe i denti. “I dati in nostro possesso dicono che l’indice Rt è 1.12. L’incidenza è a 226,8, quindi sotto la soglia di 250 casi per 100mila abitanti. Abbiamo il 29% di ricoveri in terapia intensiva, sotto la soglia del 30%. I ricoveri in area non critica sono al 27%, la soglia è al 40%. Se la nostra proiezione sarà confermata, noi domani speriamo che ci sia un passaggio di colore”, ha detto il governatore veneto. Ma trattandosi di decimali bisogna aspettare.

Capitolo a parte riguarda la Sicilia, travolta nei giorni scorsi dallo scandalo dei dati falsi. Anche ieri ci sono stati problemi nel calcolo dei nuovi contagi: da un primo bollettino risultavano 2.904, ma poi la stessa Regione ha spiegato che il boom era dovuto a un errore nel computo e ha comunicato come dato reale 1.673 nuovi positivi.

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