Perché ora a preoccupare sono le nuove varianti Covid

Alessandro Vespignani, studioso di epidemie e fisico italiano, fa luce sui potenziali rischi legati al Covid, anche ora che il vaccino è arrivato in Italia

Sull’emergenza Covid e sull’andamento dell’epidemia in Italia siamo ormai abituati a sentire i pareri di tutti, anche i più disparati. Sui veri pericoli a cui potenzialmente andiamo incontro, però, ha provato a fare il punto della situazione Mario Calabresi durante il suo podcast “Altre stories”, intervistando Alessandro Vespignani, studioso di epidemie e fisico italiano che da anni studia la capacità di diffusione dei virus nel mondo.

Uno sguardo attento, competente e approfondito su quelli che sono i rischi legati alla pandemia da Covid, anche adesso che in Italia è arrivato il vaccino.

Perché la variante inglese è, comunque, un campanello d’allarme

Sulla sintomaticità della variante inglese gli esperti ci hanno già tranquillizzato. È più contagiosa, è vero, ma gli studi suggeriscono che comunque non si manifesta con sintomi gravi nei pazienti Covid. Le mutazioni del virus, secondo Vespignani, non sono però da sottovalutare, per questo motivo quella inglese rappresenterebbe, comunque, un campanello d’allarme.

“Quest’ultima mutazione – ha spiegato – desta preoccupazioni perché si osserva un aumento della trasmissibilità del virus: è più efficace e ha una forza di riproduzione più grande. Non è più letale, però l’aumento della trasmissibilità, che sembra essere del 50 per cento, porta a un aumento dei casi e quindi rende ancora più difficile controllare e mitigare l’epidemia”.

La buona notizia, però, è che i vaccini risultano essere ancora efficaci, quindi la loro somministrazione è diventata una vera e propria “corsa contro il tempo, per evitare che il virus possa avere nuove mutazioni”.

“Tutte le riaperture sono a rischio. Per farle bisogna avere numeri più bassi di quelli che abbiamo adesso”, ha poi aggiunto il fisico.

Terza ondata, cosa è andato storto

Sull’imminente e inevitabile terza ondata (con cui abbiamo discusso anche con il Professor Andrea Crisanti in un’intervista rilasciata in esclusiva a QuiFinanza), Vespignani sembra non avere dubbi: “Non possiamo parlare di una terza ondata, è sempre la seconda che continua, non è mai finita […] aver combattuto la seconda ondata esattamente con i modi della prima è il segno della sconfitta. La politica non è stata coraggiosa nel dire la verità e nel cercare di attrezzarsi. Era scomodo dire ‘non è finita, dobbiamo continuare a prepararci e a lavorare’. Così abbiamo trattato la seconda ondata come se fosse inaspettata, ma non era così”.

Con un atteggiamento diverso, da parte delle Istituzioni e dei cittadini, “ci saremmo risparmiato molti morti“, ha poi concluso senza troppi giri di parole l’esperto.

Vaccino Covid, dopo Pfizer-BioNTech, le dosi di Moderna arrivano in Italia

È indubbio che con l’arrivo delle prime dosi del vaccino in Italia (Pfizer-BioNTech prima e Moderna dopo) si è diffuso un sentimento di speranza tra gli italiani, che iniziano a vedere la luce in fondo al tunnel. Perché sia importante non abbassare la guardia, tuttavia, è stato spiegato bene durante il podcast di Calabresi: “Abbiamo ancora due mesi duri d’inverno davanti, significa che quando il virus comincerà a scendere bisognerà tenere la guardia alta e significa ricordare anche che questa pandemia non è un fenomeno locale o nazionale e non si valuta solo pensando al cortile di casa”.

© Italiaonline S.p.A. 2021Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

Perché ora a preoccupare sono le nuove varianti Covid