NFT: cosa sono i non fungible token, come funzionano e perché costano così tanto

I preziosi NFT sono il futuro dell'arte, ma potrebbero diventare di uso comune, sostituendo il lavoro di notai e impiegati catastali

NFT significa non fungible token. Un bene fungibile, in economia, può essere scambiato per beni con la stessa funzione. Ad esempio un determinato tipo di cibo o il denaro. Un bene infungibile è invece impossibile da sostituire, perché possiede caratteristiche uniche. Una casa o un’opera d’arte rientrano in quest’ultima categoria. Un quadro può essere copiato o fotografato, ma l’originale rimane un pezzo unico e di grande valore.

Nell’era digitale, in cui è possibile reperire tutto con un semplice click del mouse e replicare un qualsiasi file con una semplice operazione di copia e incolla, i creatori di contenuti hanno iniziato subito a interrogarsi sulla proprietà intellettuale e sui possibili modi per tutelarla. Sono nati perciò i token infungibili, ovvero dei certificati di proprietà su un bene digitale.

Come funzionano gli NFT e come se ne crea uno

Per intenderci, una foto, un video o un file musicale possono essere salvati, caricati e condivisi infinite volte, spesso arrecando danni agli autori originali. Con gli NFT, invece, viene associato un certificato univoco di proprietà alla copia originale di un file, che diventa così unico, e assume un grande valore.

La procedura per ottenere il gettone digitale avviene attraverso siti specializzati che rilasciano i certificati. Un artista può caricare su una di queste piattaforme una sua creazione pagando una tariffa fissa, generalmente tra gli 80 e i 100 euro, per l’ottenimento della blockchain, una sequenza che viene convalidata attraverso l’utilizzo di diversi computer e che viene memorizzata su un registro apposito.

Questa è formata da blocchi che non possono essere modificati, associati ad azioni specifiche, come uno scambio o un atto di vendita, e rappresenta la “cronologia” dei movimenti. La tecnologia blockchain è già utilizzata nel mondo delle criptovalute.

NFT, non solo arte: potrebbero sostituire gli atti

Dopo l’avvenuta certificazione del file, questo può essere venduto, generalmente in cambio di Ethereum o Bitcoin, attraverso appositi siti e spesso dopo un’asta. Gli NFT hanno dunque aperto la strada ai collezionisti di arte digitale, disposti a pagare cifre esorbitanti per un file che diventa una vera e propria opera impossibile da riprodurre.

Le opere di criptoarte hanno raggiunto prezzi incredibili, con il quadro digitale più costoso venduto a quasi 6 milioni di dollari. Il fondatore di Twitter Jack Dorsey ha venduto il primo tweet postato sulla piattaforma per quasi 2,5 milioni di euro.

I token infungibili hanno però un grosso potenziale, e grazie alle tecnologie utilizzate potrebbero un giorno sostituire notai e avvocati davanti alla necessità di produrre atti di proprietà di beni fisici, come una casa.

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