Dpcm 3 dicembre, le novità per negozi e centri commerciali

Il nuovo Dpcm prevede la possibilità di negozi e centri commerciali, in base al colore della zona, di riaprire e di estendere l'orario

Nelle ultime ore il dibattito inerente al nuovo Dpcm, pensato per tenere sotto controllo la curva dei contagi durante le feste di Natale, ha riguardato essenzialmente l’opportunità o meno della corsa al biglietto aereo o ferroviario per raggiungere i parenti in altre Regioni italiane. Sullo sfondo, però, c’è anche la situazione dei commercianti. Il decreto, infatti, prevede che gli esercizi commerciali al dettaglio possano rimanere aperti fino alle ore 21, quindi 60 minuti prima del coprifuoco, ma solo nelle zone gialle e arancioni e fino al 6 gennaio.

Dpcm 3 dicembre, orario esteso fino alle ore 21: cosa succede a Natale e nei weekend

Si tratta di una misura che consente ai negozianti di prendere una boccata d’ossigeno dopo settimane in apnea, soprattutto per chi è stato costretto a chiudere trovandosi in zona rossa. Lo shopping selvaggio però fa paura al governo, che ha imposto la chiusura per tutti nelle giornate festive e prefestive, weekend compresi, per scongiurare gli assembramenti tipici delle feste.

Gli unici a poter rimanere aperti saranno punti vendita di generi alimentari, di prodotti agricoli e florovivaistici, tabacchi ed edicole, farmacie, parafarmacie, presidi sanitari.

Dpcm 3 dicembre, cosa succede ai negozianti nelle zone rosse

In zona rossa (dal 6 dicembre in vigore solo in Abruzzo) restano invece chiuse le attività commerciali al dettaglio, a parte la solita eccezione di quelle che vendono generi alimentari e di prima necessità. La sospensione continua ad applicarsi sia nei negozi di vicinato sia nelle medie e grandi strutture di vendita, anche all’interno dei centri commerciali.

Centri commerciali: il ‘caso Lazio’

Misura speciale nel Lazio: il governatore Nicola Zingaretti, nonostante la regione sia in zona gialla, ha firmato un’ordinanza che proroga fino a martedì 8 dicembre la chiusura dei centri commerciali e dei mega-store che superano i 2.500 mq nelle grandi città, o i 1.500 mq in quelle fino a 10 mila abitanti, nei festivi e prefestivi. Eccetto i negozi che vendono generi alimentari.

Da Roma, inoltre, prenderà il via un sistema di controlli antiassembramenti che prevede il monitoraggio, anche con i droni, di strade e piazze dello shopping. Via via il piano si estenderà a tutta le altre regioni di Italia.

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