Natale in zona gialla, ci sono 5 Regioni che rischiano più di altre

Il monitoraggio della cabina di regia evidenzia un aumento costante in alcune aree specifiche: senza un’inversione del trend si rischiano nuove restrizioni

Ci sono aree del nostro Paese che attualmente hanno numeri in crescita costante ormai da diversi giorni. Se non ci sarà una netta inversione della curva epidemiologica, ad oggi sono almeno cinque le Regioni che entro Natale rischiano di finire in zona gialla: Veneto, Calabria, Liguria, Marche e Lazio.

Ma la preoccupazione per il periodo conclusivo dell’anno non riguarda solo loro: in bilico infatti c’è pure la Lombardia, che ha un numero alto di nuovi casi positivi, ma è ancora sotto la soglia critica per l’occupazione dei posti letto nelle strutture sanitari, anche se di pochissimo per quanto riguarda le terapie intensive.

Da oggi entra invece ufficialmente in zona gialla la provincia di Bolzano del governatore Arno Kompatscher (grande sostenitore del Super green pass), che si aggiunge al Friuli-Venezia Giulia, regione che aveva registrato il cambio di colore già dalla scorsa settimana. In tutta Italia risalgono i contagi settimanali calcolati per 100 mila abitanti, portando l’incidenza a 155. Sette giorni fa era a 125.

I parametri per cambiare fascia di rischio

Ma a preoccupare è soprattutto la situazione nei reparti degli ospedali, che in alcune aree del Paese rischiano di andare in affanno. Secondo le norme in vigore, viene decretato il passaggio di una regione in zona gialla quando il numero dei nuovi contagiati per 100 mila abitanti supera i 50 casi a settimana, i letti occupati in terapia intensiva sono oltre il 10% e quelli in area medica oltre il 15%.

Il regolamento prevede poi un meccanismo crescente per l’entrata nelle successive fasce di rischio. Finiscono in zona arancione le regioni con il tasso delle terapie intensive che supera il 20% e contemporaneamente l’area medica oltre il 30%. Infine si va in zona rossa quando le terapie intensive superano il 30% e l’area medica sfonda la soglia del 40%.

La situazione a Bolzano e nel resto d’Italia

Sono 645,7 i nuovi contagiati su 100 mila abitanti nell’ultima settimana nella provincia di Bolzano che ha il 19,8% di posti occupati in area medica e il 17,5% in terapia intensiva. Sono invece 336,3 (su 100 mila) i nuovi positivi nel Friuli-Venezia Giulia del governatore leghista Massimiliano Fedriga, già in zona gialla ma dove continua a salire il livello di allerta per la situazione di occupazione degli ospedali: 23% in area medica, 14,9 in terapia intensiva.

La Valle D’Aosta ha 309 casi, il 28,3% di occupazione in area medica ma solo il 3% in terapia intensiva. L’Emilia Romagna conta 198,7 positivi su 100 mila abitanti, una media giornaliera di 8,1 ricoveri lievi, mentre 8,4 sono quelli gravi. La Lombardia (148,7 casi ogni 100 mila abitanti) raggiunge il 13,4% di letti occupati in area medica e il 7,3 in terapia intensiva.

Le Marche hanno un’incidenza di 192,6 casi, 9,5% nei reparti ordinari, 12% in terapia intensiva. La Liguria ha 192,5 casi con un livello in entrambi i reparti ospedali al 9,3. Il Lazio conta 172,1 nuovi casi e ha il 10,8% di posti pieni in area medica mentre le terapie intensive sono a 7,8. La media italiana per l’occupazione dei posti in area medica è arrivata al 9,1%, per quelli in terapia intensiva al 7,3%.

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