Cosa potremmo fare a Natale? I parametri monitorati dal Governo

Le scelte dell'esecutivo saranno basate sull'indice Rt e sul valore Rtp: in base al loro andamento sapremo cosa fare a Natale

Natale sì, Natale no, Natale boh. Parafrasando il ritornello di una celebre canzione degli “Elii”, quello che sarà il destino del prossimo Natale è ancora piuttosto incerto. Un po’ tutta l’opinione pubblica, infatti, si sta interrogando sul tipo di festeggiamenti che “potremmo permetterci”: si potranno organizzare cenoni con gli amici? Oppure dovremmo limitarci ai parenti più stretti? O, nel caso in cui i numeri dei contagi non dovessero scendere, vivremo il primo Natale in quarantena della nostra vita? Una risposta il Governo l’ha già data e anche piuttosto precisa.

Cenone di Natale da soli o con amici? I parametri da considerare

Nelle varie dichiarazioni rilasciate in questi giorni, gli esponenti del Governo hanno predicato calma, sottolineando come, a oggi, la massima priorità sia quella di rallentare l’emergenza sanitaria ed evitare che il Sistema Sanitario Nazionale collassi sotto al peso dei ricoveri in reparto e in terapia intensiva. In base all’andamento della curva epidemiologica e ai risultati che le restrizioni di questi giorni porteranno sarà possibile capire cosa faremo a Natale.

In particolare, sono due i parametri da tenere in maggior considerazione: l’indice Rt e il valore dell’Rtp. Il primo, come noto, indica l’indice di trasmissione del virus (ossia, il numero medio di infezioni trasmesse da ogni individuo); il secondo, invece, sta a indicare la percentuale di tamponi positivi sul totale effettuato. Le restrizioni, fanno sapere fonti governative, inizieranno a essere allentate nel momento in cui l’indice Rt sarà al di sotto dell’1 mentre il valore dell’Rtp dovrà essere inferiore al 10%.

Per capire, dunque, se potremmo festeggiare il Natale con gli amici, con i soli parenti di primo grado o, addirittura, in quarantena, si dovranno dunque monitorare questi due valori. Con Rt inferiore a 1 e Rtp inferiore al 10% è probabile che potremmo godere di maggiori libertà.

Crisanti: attenzione al Natale, o avremo terza ondata a gennaio

Un atteggiamento troppo poco prudente, secondo il professor Crisanti. Il Docente di Microbiologia dell’Università di Padova e tra i maggiori artefici del piano di tracciamento della Regione Veneto nel corso della prima ondata, invita a non lasciarsi andare. Il livello dei contagi, infatti, è ancora oggi troppo elevato per poter pensare a delle riaperture (o all’allentamento delle restrizioni) in vista delle festività natalizie.

In un’intervista al quotidiano La Repubblica, il docente universitario evidenzia come la situazione che ci troviamo a vivere in questi giorni sia sovrapponibile a quella vissuta lo scorso marzo. E in quell’occasione, con un lockdown totale, sono serviti circa due mesi per uscire dalla fase di emergenza più acuta. Ora che le restrizioni sono molto più blande è impossibile pensare di uscire dalla crisi sanitaria per Natale. L’indice Rt, afferma Crisanti, resterà sopra l’1 ancora per molto tempo.

Non solo: un’eventuale allentamento delle restrizioni per i festeggiamenti di Natale potrebbe ulteriormente complicare la situazione. Si rischia di ritrovarsi a gennaio nel pieno della terza ondata con cifre di gran lunga peggiori rispetto a quelle odierne.

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