Peggiora l’Rt: solo 7 Regioni resistono, ben 3 tornano a rischio alto

Secondo l'ultimo monitoraggio Iss, ci troviamo di fronte a una situazione di decremento lentissimo: una situazione di stabilità, ma con qualche segnale preoccupante e in lieve peggioramento

Nell’ultimo periodo la curva dei contagi si appiattisce, ci troviamo di fronte a una situazione di decremento lentissimo: fondamentalmente una situazione di stabilità, ma con qualche segnale preoccupante.

L’Italia è stabile come altri Paesi dell’Ue, anche se alcuni Paesi hanno un rosso particolarmente scuro, soprattutto nella Penisola iberica. Ma si intravedono anche i primi segnali di una ripresa della diffusione del virus, che potrebbe portare a nuove situazioni critiche nelle prossime settimane.

Questa la sintesi di quanto spiegato dal presidente dell’Istituto Superiore di Sanità Silvio Brusaferro, che nel suo intervento in conferenza stampa presentando l’ultimo monitoraggio Iss precisa che l’età media ora è sotto i 50 anni, in lieve decrescita, e il 50% dei nuovi positivi totali è asintomatico.

I decessi per Covid restano però ancora alti. “Non possiamo dire che la situazione sia confortante anche se le misure di contenimento prese e i comportamenti prudenti hanno reso stabile l’andamento delle nuove infezioni” ha chiarito il direttore della Prevenzione del ministero della Salute Gianni Rezza. “Con l’Rt tra 0,8-0,9 significa che possiamo avere una lieve diminuzione, ma non scendere più di tanto”.

Come siamo messi con i vaccini

Sono giorni caldissimi per l’Italia: in trepidante attesa per la formazione del nuovo governo dopo l’incarico affidato a Mario Draghi dal presidente Mattarella, il Paese riceve oggi, sabato 6 febbrai, anche le sue prime dosi del vaccino AstraZeneca: 249.600 fiale che saranno inizialmente stoccate nel deposito di Pratica di Mare. Dalla prossima settimana si inizierà a distribuirle attraverso i vari punti di somministrazioni.

Una svolta decisiva nel piano vaccinale, ha detto il super commissario all’emergenza Covid Domenico Arcuri. Mentre si continuerà con Pfizer e Moderna per operatori sociosanitari, persone fragili e poi si passerà agli over 80, le dosi di AstraZeneca consentiranno di fare un “salto” generazionale. Andranno infatti agli under 55, e tra questi le prime dosi saranno riservate a delle categorie anagrafiche e lavorative ben precise: insegnanti, forze dell’ordine, personale carcerario, detenuti, personale che vive nelle comunità.

Non solo: diverse Regioni italiani hanno anche già richiesto il tanto discusso vaccino russo Sputnik V. Secondo il responsabile vaccini e prodotti terapeutici Covid all’Agenzia europea del farmaco (Ema), Marco Cavaleri, se la campagna vaccinale prosegue in questo modo, “le cose cambieranno a fine anno: si potrà ritrovare la normalità”. Mentre sul candidato vaccino Johnson & Johnson, che ha chiesto l’autorizzazione all’Fda americana, “ci stiamo già attrezzando per capire la tempistica per l’approvazione. Credo che a inizio marzo dovremmo esserci”.

Cosa dice l’ultimo report Iss

In questo quadro di novità, in parte inattese, arriva la nuova fotografia dell’Iss. Per i tempi che intercorrono tra l’esposizione al virus e lo sviluppo di sintomi e tra questi e la diagnosi e successiva notifica, verosimilmente molti dei casi notificati in questa settimana hanno contratto l’infezione nella prima metà di gennaio.

Intanto, l’ultimo report dell’Iss del 5 febbraio (qui quello delle scorsa settimana) fotografa i dati relativi alla settimana che va dal 25 al 31 gennaio: si osserva un lieve generale peggioramento dell’epidemia, con un aumento nel numero di Regioni classificate a rischio alto (3 contro 1 di settimana scorsa) e con la riduzione delle Regioni a rischio basso in questa settimana (7 contro 10), in un contesto di crescente preoccupazione per il riscontro di varianti al Covid, che potrebbero portare ad un rapido incremento dell’incidenza.

L’incidenza Covid

Questa settimana l’incidenza a livello nazionale si mantiene sopra il valore di 130 casi per 100mila abitanti nei 7 giorni e 13 Regioni evidenziano un trend di casi in aumento. Si osserva comunque una lieve diminuzione negli ultimi 14 giorni (273,01 per 100mila abitanti contro 289,35), che si riscontra anche nel valore dell’incidenza a 7 giorni (132,64 per 100mila abitanti contro 136,5).

L’incidenza è però ancora lontana da livelli che permetterebbero il completo ripristino sull’intero territorio nazionale dell’identificazione dei casi e tracciamento dei loro contatti. Ricordiamo che il servizio sanitario ha mostrato i primi segni di criticità quando il valore a livello nazionale ha superato i 50 casi per 100mila in 7 giorni e una criticità di tenuta dei servizi con incidenze elevate.

Nella settimana di monitoraggio rimane molto alta l’incidenza nella Provincia Autonoma di Bolzano (686,57 per 100mila). 3 Regioni e Province autonome presentano un’incidenza superiore ai 200 per 100mila abitanti nei 7 giorni.

Indice di trasmissibilità Rt

Guardando invece all’indice di trasmissibilità Rt, per quanto simile alla scorsa rilevazione, presenta questa settimana un range che arriva a superare 1 nel suo valore superiore. In due Regioni è persino in contro-tendenza rispetto al resto del Paese, con un Rt significativamente sopra la soglia di 1, e 5 Regioni riportano il valore puntuale attorno all’1, con valori compresi tra 0,95 e 1,03.

L’Rt medio calcolato sui casi sintomatici è pari a 0,84 (range 0,76– 1,02), una stima simile a quella della settimana precedente, però con un range che supera l’uno nel limite superiore. Questa settimana si osserva un lieve peggioramento del livello generale del rischio, con un aumento nel numero di Regioni a rischio alto.

La classificazione del rischio mostra segnali di peggioramento rispetto alla scorsa settimana. Complessivamente, sono 3 le Regioni/PPAA con una classificazione di rischio alto (contro una la settimana precedente), 11 con rischio moderato (di cui una ad alto rischio di progressione a rischio alto nelle prossime settimane) e 7 con rischio basso. Eccole.

Rischio basso

  • Basilicata
  • Calabria
  • Emilia-Romagna
  • Sardegna
  • Sicilia
  • Valle d’Aosta
  • Veneto

Rischio moderato

  • Abruzzo
  • Campania
  • Friuli Venezia Giulia
  • Lazio
  • Liguria
  • Lombardia
  • Marche
  • Piemonte
  • Provincia autonoma di Trento
  • Molise (unica con alto rischio di progressione a rischio alto nelle prossime settimane)
  • Toscana.

Rischio alto

  • Provincia autonoma di Bolzano
  • Puglia
  • Umbria.

Una Regione (Umbria) e una PA (Bolzano) hanno un Rt puntuale maggiore di 1 anche nel limite inferiore, compatibile con uno scenario di tipo 2. Le altre Regioni/PPAA hanno un Rt puntuale compatibile con uno scenario tipo uno, ma 5 Regioni riportano il valore medio attorno all’1:

  • Abruzzo 0,99 CI: 0,99- 1,05
  • Friuli Venezia Giulia 1,03 CI: 0,99- 1,08
  • Liguria 0,95 CI: 0,89-1,00
  • Marche 0,95 CI: 0,86-1,05
  • Toscana 0,98 CI: 0,93-1,03.

Occupazione di terapie intensive e aree mediche

Si mantiene stabile sul 7 il numero di Regioni/PPAA che hanno un tasso di occupazione in terapia intensiva e/o aree mediche sopra la soglia critica.

Il tasso di occupazione in terapia intensiva a livello nazionale si colloca sotto la soglia critica del 30%, raggiungendo il 26%. Complessivamente, il numero di persone ricoverate in terapia intensiva è in diminuzione da 2.372 a 2.214.

Anche il numero di persone ricoverate in aree mediche è in diminuzione, passando da 21.355 a 20.317. Tendenza che comunque sottende forti variazioni inter-regionali.

Scendono infine ancora i casi non riconducibili a catene di trasmissione note (28.144 contro 29.432 la settimana precedente) e si mantiene stabile la percentuale dei casi rilevati attraverso attività di tracciamento dei contatti (31,2% contro 31,7%). Invece, aumenta la percentuale di casi rilevati attraverso la comparsa dei sintomi (32,7% contro 31,4% la settimana precedente).

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