Seconda dose con vaccino diverso, cambia di nuovo tutto: cosa ha detto Draghi

Il presidente del Consiglio ha chiarito alcuni punti che riguardano la vaccinazione eterologa, che prevede la prima dose con il preparato di AstraZeneca e la seconda con quello di Pfizer o Moderna

Mario Draghi è intervenuto in conferenza stampa per fare alcuni chiarimenti riguardo l’andamento della campagna vaccinale, le indicazioni per la somministrazione dei farmaci anti Covid e quello che accadrà nelle prossime settimane. Tra i temi toccati c’è la vaccinazione eterologa, ovvero quella effettuata con la prima dose di un preparato e la seconda di un altro.

In Italia è ora consigliata ai più giovani di 60 anni che si sono già sottoposti alla prima inoculazione con il Vaxzevria prodotto da AstraZeneca e per cui è indicato il richiamo con il Comirnaty prodotto da Pfizer e BioNTech oppure con il Moderna, al fine di prevenire eventi avversi.

Due dosi del vaccino a vettore adenovirale potrebbero infatti scatenare nei soggetti più giovani quadri clinici gravi, come trombosi rare con piastrinopenia. Gli scienziati raccomandano per questo la seconda inoculazione con un vaccino a mRna, che scatena una diversa reazione immunitaria.

Il ritmo del piano vaccini, è stato sottolineato durante il punto stampa, continuerà a essere di 500 mila somministrazioni al giorno e i 900 mila cittadini che effettueranno la secona dose con un vaccino diverso sono già stati conteggiati tra le fiale distribuite alle regioni per il resto di giugno e per il mese di luglio.

Mix di vaccini, cosa ha detto Draghi e cosa cambia adesso

La vaccinazione eterologa “funziona“, ha dichiarato Mario Draghi, annunciando di doversi sottoporsi alla seconda dose con un farmaco diverso il prossimo martedì 22 giugno.

Il presidente del Consiglio ha rivelato di doversi immunizzare con il mix di AstraZeneca e Pfizer perché la prima inoculazione avrebbe dato una risposta immunitaria bassa, e per questo i medici avrebbero optato per questa soluzione.

“La cosa peggiore che si può fare”, ha dichiarato senza mezzi termini il premier, è quella di non sottoporsi al vaccino anti Covid o fare solo la prima dose. Per poi fare un annuncio sulla vaccinazione eterologa che è stato subito riportato da tutti i giornali.

L’efficacia della vaccinazione eterologa è particolarmente alta per chi ha meno di 70 e di 60 anni, ha sottolineato Mario Draghi. Tuttavia non è obbligatoria per questa fascia di età.

Chi ha meno di 60 anni, ha spiegato il presidente del Consiglio, è libero di sottoporsi alla seconda dose con il preparato di AstraZeneca, a patto che firmi il consenso informato, assumendosene eventuali rischi, e che ci sia il parere positivo del proprio medico.

Proprio su questo punto il ministro Roberto Speranza, intervenuto in conferenza stampa, ha sottolineato che all’interno del piano vaccini messo a punto in Italia l’unico obbligo riguarda gli operatori sanitari, che sono tenuti a sottoporsi al vaccino anti Covid.

Per tutti gli altri pazienti il principio rimane quello dell’adesione volontaria, e per questo ogni cittadino può scegliere di sottoporsi o meno alla vaccinazione eterologa.

Quando togliamo la mascherina all’aperto? L’annuncio di Draghi

Mario Draghi ha anche parlato della possibile proroga dello stato di emergenza, che sta già facendo discutere tanto i partiti di maggioranza che le opposizioni. Il premier ha dichiarato che si valuterà il differimento a ridosso della scadenza attuale, fissata per il 31 luglio.

Nella giornata di sabato 19 giugno, inoltre, il premier dovrebbe inoltrare una richiesta al Comitato Tecnico Scientifico per ottenere una valutazione sulla possibilità di togliere la mascherina all’aperto.

Nonostante negli scorsi giorni il presidente del Consiglio abbia parlato di metà luglio come possibile data per far cadere l’obbligo dell’uso dei dispositivi medici negli ambienti esterni, in conferenza stampa ha dichiarato che “non ci sono date“.

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