Ordinanza Lombardia e nuovo Dpcm, supermercati presi d’assalto a Milano

Code nel weekend, interi scaffali chiusi alla vendita: cosa sta succedendo nel capoluogo lombardo e perché

L’aumento di contagi e ricoveri ha spinto il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, a firmare un nuovo Dpcm, il terzo di ottobre. Il governo ha così dato una stretta alle misure, ma evitando comunque un secondo lockdown nazionale. Nonostante questo, però, la paura di una chiusura totale si respira soprattutto in Lombardia. Supermercati e tabacchini sono presi d’assalto, nonostante all’orizzonte non ci siano provvedimenti simili a quelli adottato a marzo, nel pieno dell’emergenza coronavirus.

Paura del lockdown, supermercati presi d’assalto

Tra venerdì 23 e sabato 24 ottobre, quindi nelle ore in cui ha iniziato a circolare la bozza del nuovo Dpcm (e dopo l’ordinanza regionale), a Milano si sono registrate lunghe code di clienti fuori dai supermercati Esselunga di viale Cassala e Porta Vittoria, ma anche fuori dal Carrefour di viale Abruzzi, dall’Unes di via Spallanzani e dalla Coop di Rogoredo. Alcuni hanno anche reintrodotto le app per la prenotazione delle file.

File che, però, non hanno interessato solo la grande distribuzione: tante persone si sono recate nei negozi alimentari, nei panifici, nelle farmacie e nelle tabaccherie di alcuni quartieri.

Paura del lockdown, corsie sbarrate nei supermercati: cosa non si può comprare

La paura è stata alimentata anche da alcune immagini condivise sui social, con interi scaffali di supermercati off-limits: nastri e sbarramenti, infatti, sono stati affissi per evitare l’acquisto di beni non necessari. Per esempio:

  • articoli per la casa;
  • piatti e bicchieri (di vetro, ma anche di plastica);
  • cancelleria;
  • biancheria;
  • pile;
  • giocattoli.

Il divieto di vendita è scattato in seguito all’ordinanza della Regione Lombardia: “Informiamo la gentile clientela che in base all’ordinanza 623 della Regione Lombardia del 21 ottobre 2020 non è possibile acquistare i prodotti presenti in quest’area nelle giornate di sabato e domenica”, recita uno dei cartelli affissi all’Esselunga – che precisa che, come da ordinanza, questo vale solo per le grandi superfici di vendita -, alla Coop e in tanti altri market e ipermercati.

Nell’ordinanza di Fontana, che ha chiuso i centri commerciali nei fine settimana, si dice esplicitamente all’articolo 2 che “sabato e domenica è disposta la chiusura delle grandi strutture di vendita nonché degli esercizi commerciali al dettaglio presenti all’interno dei centri commerciali”.

Disposizione, in vigore fino al 13 novembre, che però non si applica alla vendita di:

  • generi alimentari;
  • alimenti e prodotti per animali domestici;
  • prodotti cosmetici;
  • prodotti per l’igiene personale;
  • prodotti per l’igiene della casa;
  • piante e fiori e relativi prodotti accessori;
  • farmacie e parafarmacie;
  • tabaccherie e rivendite di monopoli.

© Italiaonline S.p.A. 2020Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

Ordinanza Lombardia e nuovo Dpcm, supermercati presi d’assalto a...