McDonald’s è sicuro? Bimba rischia di soffocare per una mascherina dentro ai nugget

Una bambina di sei anni è rimasta quasi soffocata da un nugget di pollo di McDonald's che conteneva una mascherina chirurgica anti-Covid

Una storia che ha dell’incredibile, e che avrebbe potuto trasformarsi in una tragedia. Una bambina di sei anni è rimasta quasi soffocata da un nugget di pollo di McDonald’s che conteneva una mascherina chirurgica anti-Covid.

Il caso della mascherina nel pollo

La piccola Maddie, questo il nome della piccola, stava mangiando con la mamma, Laura Arber, un panino di McDonald’s all’Aldershot, Hampshire, filiale del gigante del fast food più famoso al mondo. La mamma ha raccontato di aver dovuto letteralmente infilare un dito in bocca alla bambina per toglierle dalla gola la mascherina inghiottita.

“Disgustoso, non riuscivo a capire cosa fosse, ma ho guardato la scatola di nugget e ho visto qualcosa di blu sporgere” ha spiegato la mamma. “Era una mascherina, era stata infornata ed era diventata come una gomma da masticare. Se non fossi stata lì non so cosa sarebbe potuto succedere”.

Il big del fast food si è subito affrettato a dire che sta indagando su quanto accaduto, che la sicurezza alimentare è della “massima importanza” per l’azienda e che assicura sempre “rigorosi standard per evitare eventuali imperfezioni”. McDonald’s ha anche avviato un’indagine con il fornitore e preso provvedimenti per garantire che qualsiasi prodotto di questo lotto venga rimosso dai ristoranti.

Com’è cambiato McDonald’s

Non è la prima volta che accadono cose simili in un ristorante McDonald’s. Ma è anche vero che negli ultimi 20 anni la politica del Mc è molto cambiata.

Mentre le diverse indagini condotte a fine anni ’90 e inizi 2000 mostravano hamburger tutt’altro che genuini, con pecche non trascurabili dal punto di vista qualitativo – per esempio per la presenza di amido, di carne diversa da quella bovina o di bassa qualità – sia da quello nutrizionale, per via dello scarso equilibrio proteico e delle troppe calorie, oggi le cose sono cambiate.

Era il 1990 quando l’Associazione Nutrizionale per la protezione del cuore americana lanciò una violenta campagna stampa contro McDonald’s accusandolo d’essere “il veleno dell’America del nord”. Dopo allora, ad esempio, l’azienda decise di introdurre l’olio vegetale nella frittura delle patatine. Famosa anche la foto del panino conservato per dieci anni, che ha fatto il giro del mondo.

La sicurezza e il sistema di tracciabilità

Oggi, l’azienda è in continua espansione. Buona parte delle carni che mangiamo al McDonald’s in Italia provengono da allevamenti italiani, il controllo su igiene e qualità rispetta i più alti standard. Garantisce l’origine, la storia e la qualità di ogni singolo ingrediente, per questo richiede a tutti i fornitori di dotarsi di un sistema di tracciabilità attraverso il quale ogni fornitura e fase produttiva sia totalmente documentata.

Per ogni lotto di carne, ad esempio, si può risalire con esattezza a provenienza, allevamento e controlli sanitari del bestiame. Lo stesso accade per frutta e verdura, per le quali è possibile risalire rapidamente all’appezzamento di terra in cui sono state coltivate e alle sementi e ai concimi utilizzati.

Tra le iniziative che McDonald’s ha sviluppato lungo tutta la filiera e all’interno dei ristoranti per garantire la qualità e la sicurezza dei prodotti c’è il programma HACCP (Hazard Analysis and Critical Control Point), che prevede l’analisi dei rischi e il controllo dei punti critici della catena produttiva, con verifica quotidiana dell’intera filiera, dal ricevimento della merce alla vendita. L’obiettivo è avere sempre il controllo di tutto il ciclo produttivo, garantendo al cliente un prodotto controllato.

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