Maxi multa per pratiche scorrette sull’e-commerce: i big dell’elettronica e del fai-da-te coinvolti

L'Antitrust ha comminato una multa per complessivi 10 milioni di euro a delle catene presenti un tutta Italia

L’Antitrust ha inflitto multe per un totale di 10,9 milioni di euro a Mediaworld, Leroy Merlin, Unieuro e la controllata Monclick, accusate di pratiche commerciali scorrette condotte nei loro e-commerce. Lo ha reso noto l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato comunicando la conclusione dei tre provvedimenti aperti a carico delle aziende con punti vendita in tutta Italia.

Maxi multa per pratiche scorrette sull’e-commerce: le sanzioni ai big dell’elettronica e del fai-da-te coinvolti

Nello specifico l’Autorità ha irrogato sanzioni per 4 milioni di euro a Unieuro, per 3,6 milioni a Mediaworld, per 3 milioni a Leroy Merlin e Monclick per 300mila euro (qui abbiamo parlato della maxi multa dell’Antitrust francese a Google).

Come previsto dai provvedimenti sanciti dal Garante, le quattro società avranno 60 giorni di tempo per comunicare le iniziative dirette a rimediare ai rilievi evidenziati nei provvedimenti.

In una nota l’Agcm ha spiegato che le istruttorie hanno consentito di accertare come le quattro società abbiano adottato alcune condotte scorrette “soprattutto nel periodo di emergenza sanitaria” e riconducibili “nell’ambito dell’attività di e-commerce di prodotti di elettronica di consumo, elettrodomestici, ferramenta, bricolage, giardinaggio e altri prodotti per la casa, svolta tramite i propri siti web aziendali” (qui abbiamo parlato di quanto le Pmi punteranno sull’e-commerce dopo la pandemia).

Maxi multa per pratiche scorrette sull’e-commerce: le motivazioni dell’Acgm

Le pratiche commerciali scorrette, per quanto diverse da società a società, si possono racchiudere in due tipi di problematiche: la prima sulle criticità relative al momento dell’offerta di prodotti sul sito Internet, l’altra alle disfunzioni registrate successivamente all’acquisto online.

Il Garante le ha elencate nella nota sul sito, individuando nel dettaglio le infrazioni rilevate. In relazione alla prima categoria:

  • la diffusione di informazioni inesatte e ingannevoli sull’effettiva disponibilità dei prodotti venduti online e sui relativi prezzi;
  • la diffusione di informazioni inesatte e ingannevoli riguardo ai tempi di consegna;
  • con riferimento al processo di acquisto, l’addebito del pagamento o il blocco del plafond prima della conclusione del contratto;
  • l’annullamento unilaterale degli ordini di numerosi consumatori.

Mentre la seconda pratica scorretta si realizzata tramite:

  • la ritardata o la mancata consegna dei prodotti acquistati e regolarmente pagati dai consumatori;
  • le informazioni ingannevoli sullo stato delle spedizioni; i ritardi e gli ostacoli in relazione all’esercizio dei diritti di rimborso dei consumatori;
  • l’omessa o l’inadeguata assistenza post-vendita rispetto alle numerosissime richieste dei consumatori: in particolare, durante il periodo pandemico, sono state sospese molte attività di customer care;
  • i ritardi e gli ostacoli per l’esercizio dei diritti di recesso e di rimborso dei consumatori.

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