Mascherine Ffp2 e tamponi, la folle corsa dei prezzi: quanto costano

Da Nord a Sud, dalle farmacie ai supermercati fino ai laboratori, aumenta la richiesta dei dispositivi di sicurezza e dei test: e così il prezzo vola

Come in ogni ambito commerciale, la legge che regola il rapporto tra la domanda e l’offerta fa schizzare in alto i prezzi dei prodotti più richiesti sul mercato. Questo avviene soprattutto quando ci si trova di fronte ad un aumento repentino della richiesta di un bene da parte degli acquirenti: se l’offerta non riesce a soddisfare la domanda, il costo del prodotto al dettaglio cresce.

Una congiuntura che si sta verificando nel nostro Paese per quanto riguarda le mascherine Ffp2, ma anche i test del tampone, sia quelli antigenici che i molecolari. Il governo – distratto dall’approvazione della prima legge di Bilancio di Mario Draghi e dalle trattative in vista dell’elezione del presidente della Repubblica – pensa di calmierare i prezzi dei dispositivi di protezione individuale, diventati obbligatori sui trasporti pubblici con l’entrata in vigore del Decreto Festività.

La situazione necessita in maniera urgente di un intervento mirato. Le cronache delle ultime settimane hanno raccontato di costi per le mascherine Ffp2 giunti fino a 3 euro o addirittura a 7 euro ciascuna. Stessa condizione per il tampone rapido, che in farmacia viene pagato 15 euro singolarmente, ma nei centri privati può arrivare fino a 50 euro per un test. Ancora peggio va al molecolare: 110 euro è il prezzo più diffuso all’interno dei laboratori.

Mascherine Ffp2, forte rincaro con l’obbligo

Le mascherine Ffp2 si trovano in farmacia ma anche nei supermercati, nelle parafarmacie e online. Costano di più di quelle chirurgiche perché hanno un potere filtrante sia in entrata che in uscita. Ma devono essere certificate, ovvero avere il marchio CE. E su ogni confezione si deve trovare una sigla che determina la certificazione del prodotto. La sigla KN95 significa che la mascherina è stata prodotta in Cina e lì è stata certificata.

Le Ffp2 possono essere indossate per otto ore consecutivamente. Si vendevano fino a poco tempo fa a 0,80 euro in caso di grandi acquisti, mentre il prezzo singolo arrivava a 2,50 euro. Ma a Natale i prezzi hanno cominciato a correre, come denunciato da Federconsumatori. Decine di volontari hanno girato diversi punti vendita da Nord a Sud, monitorando l’andamento del costo per i cittadini.

E così si è scoperto che il prezzo delle mascherine, per una confezione da 10 unità, oscilla da una media di 8,9 euro in una catena di supermercati, a oltre 20 euro in farmacia e parafarmacia. Uno scenario che ha spinto il governo, per voce del sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri, ad annunciare “nuove misure per arrivare ad un prezzo calmierato“.

Tamponi antigenici, la corsa prima di Natale

Per i test del tampone la situazione è ancora peggiore. La corsa al controllo nei giorni precedenti al Natale ha scatenato la crescita dei prezzi nelle strutture che non hanno il calmiere a 15 euro. Un prezzo fisso che riguarda i test antigenici, ossia quelli ritenuti meno affidabili da parte della comunità scientifica. Ma che sono lo stesso oggetto di speculazione tra i privati che non aderiscono all’accordo.

Infatti, come riportato da diverse testate nazionali, pare che negli ambulatori del Centro Diagnostico Italiano queste tipologie di tamponi vengano a costare 20 euro. Nelle sedi del gruppo San Donato in Lombardia possono arrivare sino a 29 euro. A Roma gli antigenici vengono quasi unanimemente venduti a 22 euro per chi ha meno di 12 anni. E poi ci sono i parcheggiatori. La rete ParkingGo ha infatti riconvertito alcuni suoi parcheggi in drive-through per offrire il servizio di test antigenico. A Cagliari e a Bologna un test in queste strutture costa 40 euro, a Linate si sfonda addirittura la quota di 50 euro.

Tamponi molecolari e autotest, la situazione

Ma, se possibile, per i molecolari il costo è ancora più alto. I privati in Piemonte chiedono 68 euro, a Roma 60. A Napoli arrivano a 50, ma diventano 100 se si vuole la risposta entro 24 ore. Ma è la Lombardia la protagonista della corsa dei prezzi del molecolare: 70 euro presso i laboratori dell’istituto Humanitas, 80 al San Donato, 92 nelle sedi di Habilita. Ma il costo massimo viene registrato presso il Policlinico San Marco di Bergamo, dove un test arriva a costare ben 120 euro (qui però c’è la possibilità di ricevere il responso in tempi strettissimi, quasi sempre in meno di due ore).

Infine, c’è penuria anche per i cosiddetti autotest, ossia i tamponi fai da te che si possono trovare in vendita anche nei supermercati. Il loro prezzo è decisamente inferiore rispetto ai dati snocciolati fino a qui: quasi ovunque si aggira sui 5 euro. Ma il loro risultato non è sufficiente per essere riconosciuti positivi o negativi: l’esito deve infatti essere confermato da un test certificato (antigenico o molecolare che sia).