Mascherina, via in anticipo: quando e dove non è più obbligatoria, e le eccezioni

Dopo settimane di confronti e tira e molla, è finalmente arrivata la decisione favorevole del CTS sulle mascherine all'aperto

Dopo settimane di confronti e tira e molla, è finalmente arrivata la decisione favorevole del CTS sulle mascherine all’aperto. Il Comitato Tecnico Scientifico sceglie persino di anticipare la data. Non il 5 luglio e nemmeno l’1, come si era ventilato in questi giorni.

Stop obbligo di mascherina all’aperto, quando e dove

Stop all’obbligo di dispositivi di protezione all’aperto a partire già da lunedì prossimo, 28 giugno, quando tutte le Regioni saranno in zona bianca, compresa la Valle d’Aosta che è rimasta ancora gialla.

Questo il parere espresso dal CTS, confermato dal Governo secondo le dichiarazioni del ministro Roberto Speranza, nonostante le preoccupazioni espresse riguardo alla cosiddetta variante Delta, il ceppo indiano che ha riacceso l’epidemia in Gran Bretagna e che secondo gli scienziati potrebbe portare a una recrudescenza del Covid anche in Italia a settembre, per quanto ora la sua presenza sia attorno all’1% secondo i dati ufficiali ISS, al 9% secondo altre fonti, con un picco importante in Puglia, dove arriverebbe persino al 35% tra Gargano e Salento (qui le varianti che circolano oggi in Italia, sintomi e diffusione).

Perché il CTS ha deciso lo stop della mascherina

Con tutta Italia che sarà in zona bianca, 1 italiano su 4 che ha completato il ciclo vaccinale e più della metà dei cittadini che ha ricevuto almeno una dose, togliere la mascherina all’aperto è un passaggio che il sottosegretario alla Salute Andrea Costa definisce “necessario e non più rinviabile”, visti anche i numeri giornalieri confortanti della campagna vaccinale e il quadro epidemiologico in miglioramento costante.

Questa scelta, presa a seguito delle indicazioni del Comitato Tecnico Scientifico, ha un significato simbolico molto forte per il Paese: “Segna uno degli ultimi passaggi significativi per il ritorno alla vita normale. È un segnale di fiducia per i nostri concittadini e anche per tutti coloro che quest’estate verranno a visitare l’Italia”, dichiara. “Abbiamo voluto dare – prosegue il Sottosegretario – una prospettiva, a testimonianza del fatto che i vaccini funzionano e rappresentano la principale via d’uscita dalla pandemia, permettendoci di riconquistare porzioni di libertà precedentemente compresse”.

Come ha spiegato il portavoce del CTS Silvio Brusaferro in una nota, si ritiene che le mascherine rappresentino uno dei mezzi più efficaci per la riduzione della circolazione del virus, ma lo scenario epidemiologico oggi è caratterizzato da una incidenza stabilmente e significativamente sotto i 50 casi per 100mila abitanti nei 7 giorni, indicativa di una contenuta circolazione del virus SARS-CoV-2. Questo si tradurrà in un quadro nazionale che dalla prossima settimana vedrà tutte le Regioni in zona bianca.

Sulla base di questi dati il Cts ritiene che nell’attuale scenario epidemiologico a partire dal 28 giugno con tutte le Regioni in zona bianca ci siano le condizioni, limitatamente alle zone bianche, per superare l’obbligatorietà dell’uso delle mascherine all’aperto, salvo i contesti in cui si creino le condizioni per un assembramento, come mercati, fiere, code, ecc., dove resta l’obbligo di indossarla.

Mascherina, quando resta obbligatoria anche in zona bianca

La mascherina all’aperto resta comunque obbligatoria in caso di assembramento e fortemente raccomandata per i soggetti fragili e immunodepressi e coloro che stanno loro accanto.

Le persone devono comunque tutte sempre portare con sé una mascherina in modo da poterla indossare ogni qualvolta si creino condizioni di assembramento.

Resta l’obbligo di indossare la mascherina su tutti i mezzi di trasporto pubblico, così come continuano a dover essere rispettate le disposizioni e i protocolli stabiliti per l’esercizio in sicurezza delle attività economiche, produttive e ricreative. Prosegue l’obbligo anche sempre negli ambienti sanitari (ambulatori medici, studi dentistici, ecc.) secondo i protocolli in essere.

Resta infine l’obbligo anche quando si entra nei negozi e nei centri commerciali e nei locali pubblici. Nei bar e nei ristoranti va indossata quando non si sta seduti al tavolo.

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