Vaccini, cosa prevede il “piano Bertolaso” in Lombardia e perché è stato bloccato

Il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, è furioso perché il Ministero della Salute ha deciso di bloccare il piano vaccinale messo a punto da Guido Bertolaso

La Regione Lombardia ha inviato il suo piano organizzativo vaccinale di massa, il cosiddetto ‘piano Bertolaso‘, al Comitato tecnico scientifico: nel programma si sottolinea come l’obiettivo sia quello di vaccinare tutti i cittadini lombardi entro la fine di giugno. Il piano, però, è stato bloccato dal Cts su indicazione del Ministero della Sanità. La decisione ha fatto infuriare il presidente della Regione, Attilio Fontana.

Vaccini, bloccato il “piano Bertolaso” in Lombardia: cosa è successo

Il ‘piano Bertolaso‘ dovrebbe partire lunedì 12 aprile 2021. La motivazione dello stop è stata fornita dal Ministero della Sanità dopo le lamentele del governatore Attilio Fontana e dell’assessora al Welfare, Letizia Moratti. Secondo l’ente governativo, il piano vaccini “ha valenza nazionale”.

Questo significa che ogni atto delle singole Regioni può essere valutato dal ministro della Salute in ragione della necessità di azioni coordinate ed omogenee in tutto il Paese. Quindi, prima di dare il via libera, ci dovrà essere un raccordo tra le iniziative delle Regioni con le prescrizioni nazionali.

Vaccini, bloccato il “piano Bertolaso” in Lombardia: cosa prevede

Ma cosa prevede il ‘piano Bertolaso’? La campagna vaccinale di massa dovrebbe durare 17 settimane e concludersi, consegna dei vaccini permettendo, entro il 21 giugno. Secondo il piano dell’ex capo della Protezione civile, da metà aprile le strutture vaccinali cominceranno a lavorare a pieno ritmo: l’obiettivo è di vaccinare 10 milioni di lombardi – un sesto degli cittadini italiani – entro la fine di giugno.

Sono due le ipotesi di divisione in centri vaccinali: la prima prevede poche strutture (39, di cui 9 a Milano), la seconda un numero più alto (66, di cui nel capoluogo).

Ci sarebbero quattro tipologie di formato dei centri vaccinali:

  • molto grandi (l’unico in Lombardia è il Padiglione 3 Fiera di Milano, una struttura da 13 mila metri quadri, con la possibilità di 16.500 vaccinazioni al giorno);
  • grandi (da 5 mila a 9 mila metri quadri, con la possibilità di vaccinare fino a 9 mila persone al giorno);
  • medi (circa 3.500 metri quadri, massimo 5.500 vaccinazioni quotidiane);
  • piccoli (strutture sotto i 1.000 metri quadri, con la possibilità di vaccinare fino a 800 persone al giorno).

Secondo il ‘piano Bertolaso’, la fase di vaccinazione massiva richiederà – nella sua fase più acuta – fino a 6.800 unità di personale sanitario.

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