Lockdown solo per non vaccinati: la decisione di un Paese Ue

Il governo austriaco ha deciso di applicare misure drastiche e chiusure mirate in caso di risalita dei contagi

Chiusure per i non vaccinati: è la misura drastica che applicherà l’Austria se la curva dei contagi dovesse continuare a salire nel Paese. Un lockdown mirato per i cittadini che si sono rifiutati di sottoporsi all’iniezione anti-coronavirus, che secondo le stime del governo di Vienna sono ancora troppi: soltanto il 65,4% della popolazione ha ricevuto la prima dose, mentre gli immunizzati a ciclo completo risultano il 62,2%.

Lockdown solo per non vaccinati: soluzioni drastiche in Austria

In Austria i casi di Covid-19 sono tornati a crescere negli ultimi sette giorni con 20.408 nuovi positivi con un’incidenza media salita dai 152,5 contagi per mille abitanti dei sette giorni precedenti agli attuali 228,5 (qui abbiamo parlato del caso Regno Unito, con un confronto con la situazione italiana qui).

Numeri che hanno convinto l’esecutivo austriaco composto da Verdi e Popolari ad adottare la linea dura, disponendo due ulteriori livelli di emergenza, che adesso vanno fino al quinto, ai quali corrispondono delle misure via via più restrittive.

“Non vediamo la pandemia nello specchietto retrovisore, stiamo invece andando verso una pandemia dei non vaccinati“, ha detto il primo ministro Alexander Schallenberg, insediato da poco al posto del dimissionario Sebastian Kurz, annunciando le nuove norme, tra le quali anche l’introduzione dell’obbligo di una sorta di Green pass a lavoro.

“Ai non vaccinati deve essere chiaro che non solo responsabili della loro salute, ma anche di quella degli altri” ha affermato il neo cancelliere, aggiungendo: “Non è ammissibile che il sistema sanitario venga sovraccaricato per colpa degli indecisi e attendisti”.

Lockdown solo per non vaccinati: i livelli di allerta in Austria

Attualmente in Austria sono ricoverati in terapia intensiva per Covid-19 circa 220 pazienti, considerato il primo stadio dell’emergenza sanitaria.

Ma se i letti occupati dovessero arrivare a quota 600, cioè il 30% dei posti disponibili nel Paese, scatterebbe il livello massimo di allerta con un lockdown selettivo per i non vaccinati, ai quali sarà vietato di uscire di casa se non per ragioni specifiche.

Secondo i criteri proposti dal ministro della Salute Wolfgang Mueckstein, con 300 ricoveri in rianimazione si avrebbe il secondo livello, mentre il livello 3 sarebbe raggiunto con 400 posti letto occupati.

Dall’1 novembre, inoltre, per andare a lavoro sarebbe prevista l’applicazione della “regola 3G” dove le “G” stanno per “geimpft” (vaccinati), “genesen” (guariti da sei mesi) o “getestet” (testati) (qui il caso di un altro Paese in Europa che ha bloccato il lavoro)

Il livello 4 di allerta in Austria scatterebbe in caso di 500 pazienti in rianimazione  e per andare a lavoro, al ristorante o partecipare ad eventi, non sarà più valido alcun tipo di tampone ed entrerà in vigore la “regola 2G“, con accesso consentito dunque solo per vaccinati e guariti.

“Stiamo per imbatterci in una pandemia di non vaccinati, la maggior parte dei pazienti in terapia intensiva non sono vaccinati contro il Covid-19: deve essere chiaro a queste persone che hanno una grande responsabilità, abbiamo troppi procrastinatori ed esitanti (qui abbiamo parlato del risarcimento danni in caso di effetti avversi) troppi che non sono riusciti a farsi vaccinare, vaccinatevi” è l’appello finale del cancelliere austriaco Schallenberg.

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