Liquirizia come cura del Covid: la teoria del presidente del Turkmenistan

Secondo il capo di Stato turkmeno la radice della pianta aromatica avrebbe degli effetti benefici contro il Covid-19

Una teoria curiosa quella formulata dal presidente del Turkmenistan: la liquirizia sarebbe la nuova cura per il Covid-19. Il capo di Stato del Paese dell’Asia centrale sostiene che grazie al consumo della radice della pianta i suoi connazionali non sarebbero stati toccati dalla pandemia.

Liquirizia come cura del Covid: la teoria infondata

“Scienziati di tutto il mondo stanno ricercando rimedi efficaci per il coronavirus e uno di questi potrebbe essere la radice di liquirizia”, avrebbe detto Gurbanguly Berdmuhamedow.

Senza alcun dato scientifico presentato a sostegno della sua tesi Berdmuhamedow assicura infatti che “la liquirizia impedisce lo sviluppo del coronavirus” e che “anche una bassa concentrazione di un estratto acquoso di liquirizia ha un effetto neutralizzante“.

Viste le risorse “sufficienti” di liquirizia del Turkmenistan, il suo presidente avrebbe manifestato particolare interesse per i possibili sviluppi della pianta nel campo del Covid-19 e ha incaricato l’Accademia Nazionale delle Scienze del Paese di condurre studi sui fantomatici effetti benefici di questa erba aromatica.

Del resto già a marzo Berdmuhamedow aveva raccomandato di bruciare “sistematicamente” la ruta selvatica, una pianta dall’odore forte che ritiene avesse proprietà medicinali per combattere il coronavirus.

Ma non sono le uniche particolari iniziative prese di recente dal capo di Stato turkmeno. Un mese fa ha inaugurato una statua d’oro alta sei metri dedicata alla razza canina prediletta: i cani pastori Alabai, originari dell’Asia centrale e già inseriti nella lista dei patrimoni nazionali insieme ai tappeti fatti a mano e alla celebre razza di cavallo da corsa, akhal teke.

Liquirizia come cura del Covid: lo studio italiano

Sugli effetti benefici della liquirizia contro il Covid-19 era stato condotto a luglio in Italia uno studio secondo il quale la pianta avrebbe al suo interno una sostanza capace di “impedire” l’ingresso di Sars-Cov-2 nell’organismo.

Desiderio Passali, past president della Società Italiana Rinologia, aveva dichiarato a proposito che il principale costituente della liquirizia, la glicirrizina “è da sempre considerata una molecola dal grande potenziale farmacologico per le caratteristiche peculiari che la contraddistinguono in quanto, nonostante il basso profilo tossicologico, possiede spiccate proprietà antinfiammatorie e antivirali, queste ultime in particolare rispetto alla famiglia dei coronavirus Sars”

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