L’autocertificazione per gli spostamenti cambia ancora: ecco il quarto modulo

Il capo della Polizia, Franco Gabrielli, ha annunciato che sta per arrivare un nuovo modello per l'autodichiarazione da portare sempre con sé in caso di spostamenti dalla propria residenza

A pochissimi giorni dalla terza versione, arriva un nuovo modello per l’autocertificazione degli spostamenti in relazione alle restrizioni dovute all’emergenza sanitaria Covid-19.

Ad annunciarlo il capo della Polizia, Franco Gabrielli. “Stiamo per editare una nuova autocertificazione. Su questo è stata fatta anche ironia sul web, ma non lo facciamo perché non sappiamo cosa fare, ma perché cambiano le disposizioni e dobbiamo aggiornarle”, ha spiegato.

Le differenze rispetto al precedente

Rispetto alla versione precedente, nella domanda in cui il cittadino dichiara di non essere sottoposto alla misura della quarantena e di non essere risultato positivo al Covid-19, si aggiunge la frase: “Fatti salvi gli spostamenti disposti dalle Autorità sanitarie”.

Il cittadino deve poi dichiarare di essere a conoscenza, oltre che dei divieti e delle sanzioni disposti dal decreto, anche delle “ulteriori limitazioni disposte con provvedimenti del Presidente della Regione (indicando la Regione di partenza) e del Presidente della Regione (indicando la Regione di arrivo) e che lo spostamento rientra in uno dei casi consentiti dai medesimi provvedimenti”.

Vengono inoltre specificati tra le situazioni di necessità che giustificano lo spostamento quelli “all’interno dello stesso comune o che rivestono carattere di quotidianità o che, comunque, siano effettuati abitualmente in ragione della brevità delle distanze da percorrere”.

Riguardo la motivazione dello spostamento la persona deve specificarla nel modulo: “Lavoro presso…, devo effettuare una visita medica, urgente assistenza a congiunti o a persone con disabilità, o esecuzioni di interventi assistenziali in favore di persone in grave stato di necessità, obblighi di affidamento di minori, denunce di reati, rientro dall’estero, altri motivi particolari, etc…)”.

La guerra ai “furbi”

“I furbi, quelli che vogliono disattendere la legge, vanno perseguiti con rigore e con estrema severità. Ma c’è una parte di cittadini che vive una condizione di necessità e questa necessità non sempre trova riscontro in un modulo. Bisogna intercettare le loro necessità, colpire i furbi ma aiutare le persone che hanno bisogno, che sono dalla nostra parte ma che sono messi in una posizione non corretta dalla mancata comprensione delle disposizioni”, ha sottolineato Gabrielli.

“La stragrande maggioranza degli italiani – conclude Gabrielli – vive con sofferenza e fastidio disposizioni che limitano le nostre libertà e i nostri movimenti, ma le rispetta. Ma c’è un’altra parte che o perché non ha compreso o perché non è consapevole del rischio, è sempre un po’ allergica e si comporta in modo negativo” denuncia il capo della Polizia, “introducendo in questo complesso sistema un vulnus, un baco, che può pregiudicare il tanto che si sta facendo”. Da qui la necessità di rimettere mano, ancora una volta, al modulo.

Le violazioni degli italiani e le sanzioni

Gabrielli spiega che fino al 24 marzo la Polizia ha controllato oltre 2,5 milioni di persone e rilevato 110mila comportamenti non corretti sanzionabili.

L’articolo 4 del decreto legge 19 stabilisce che non c’è più un reato penale, ma un comportamento sanzionabile con un’ammenda che va da 400 a 4mila euro, e stabilisce anche le disposizioni per le sanzioni elevate. “Quindi le 110mila sanzioni non finiranno in un nulla, ma saranno anch’esse sanzionate con una sanzione amministrativa pari a 200 euro”.

Qui potete scaricare il nuovo modulo per l’autodichiarazione, pubblicato dal Ministero dell’Interno il 26 marzo.

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