Italia tra giallo e micro zone rosse: tutti gli indici Rt delle Regioni

Epidemia Covid in leggero peggioramento. Le Regioni messe meglio e quelle messe peggio. Tornano micro zone rosse in varie parti d'Italia

In questa nuova settimana, caldissima per la politica con Draghi ancora impegnato a tentare di trovare la (s)quadra di Governo e Conte che smentisce l’ipotesi di tornare in sella come ministro, l’ultimo report dell’Iss del 5 febbraio (qui quello della scorsa settimana) fotografa un lieve generale peggioramento dell’epidemia.

Anche se quasi tutta Italia è in zona gialla, aumentano, passando da 1 a 3 rispetto alla scorsa settimana, le Regioni classificate a rischio alto, e diminuiscono quelle a rischio basso (7 contro 10), in un contesto di crescente preoccupazione per le varianti Covid, che secondo gli esperti dell’Istituto Superiore di Sanità e del ministero della Salute potrebbero portare ad un rapido incremento dell’incidenza.

Vaccino AstraZeneca e variante sudafricana

Grazie all’arrivo del vaccino AstraZeneca intanto in Italia è stato ridefinito il piano vaccinale, dando precedenza (inattesa) alla fascia under 55 (con priorità a insegnanti, forze dell’ordine, personale carcerario e detenuti, e personale che vive nelle comunità), che a questo punto riceverà il siero prima della fascia tra i 56 e i 79 anni, mentre proseguiranno le dosi per gli over 80 con Pfizer e Moderna.

La brutta notizia però è che il vaccino AstraZeneca non è efficace contro la variante sudafricana. Tanto che il governo sudafricano ne ha sospeso l’uso dopo che una sperimentazione su circa 2mila volontari ha dimostrato un’efficacia di appena il 10% contro questo ceppo.

Negli Usa, intanto, uno studio dello Scripps Research Institute di La Jolla in California ha confermato la previsione dei Cdc sulla rapida diffusione della variante inglese, che ha altissime probabilità di diventare dominante negli Stati Uniti entro marzo.

Secondo lo studio, che ha analizzato circa mezzo milione di test sul Coronavirus, la variante inglese B.1.1.7 si sta diffondendo negli Usa come nel Regno Unito, raddoppiando i casi ogni 10 giorni. Il team del virologo Kristian Andersen, tra gli autori della ricerca, ha stimato che la velocità di trasmissione di questa variante negli Usa è fino al 40% superiore a quella delle altre.

Incidenza e rischio

In Italia, questa settimana l’incidenza a livello nazionale si mantiene sopra il valore di 130 casi per 100mila abitanti nei 7 giorni e 13 Regioni evidenziano un trend di casi in aumento. Rimane molto alta l’incidenza nella Provincia Autonoma di Bolzano (686,57 per 100mila).

Questa settimana si osserva un lieve peggioramento anche del livello generale del rischio, con un aumento nel numero di Regioni a rischio alto. Sono 3 le Regioni/PPAA con una classificazione di rischio alto (contro una la settimana precedente), 11 con rischio moderato (di cui una ad alto rischio di progressione a rischio alto nelle prossime settimane) e 7 con rischio basso.

Gli indici Rt per Regione

Guardando invece all’indice di trasmissibilità Rt, per quanto simile alla scorsa rilevazione, presenta questa settimana un range che arriva a superare 1 nel suo valore superiore. In due Regioni è persino in contro-tendenza rispetto al resto del Paese, con un Rt significativamente sopra la soglia di 1, e 5 Regioni riportano il valore puntuale attorno all’1, con valori compresi tra 0,95 e 1,03.

L’Rt medio calcolato sui casi sintomatici è pari a 0,84 (range 0,76– 1,02), una stima simile a quella della settimana precedente, però con un range che supera l’1 nel limite superiore. Ecco tutti gli indici Rt Regione per Regione.

Rt sotto 1

  • Abruzzo Rt 0,99 rischio moderato
  • Basilicata Rt 0,63 rischio basso
  • Calabria Rt 0,81 rischio basso
  • Campania Rt 0,78 rischio moderato
  • Emilia Romagna Rt 0,83 rischio basso
  • Lazio Rt 0,8 rischio moderato
  • Liguria Rt 0,95 rischio moderato
  • Lombardia Rt 0,94 rischio moderato
  • Marche Rt 0,95 rischio moderato
  • Molise Rt 0,9 rischio moderato (ad alto rischio di progressione)
  • Piemonte Rt 0,78 rischio moderato
  • Provincia autonoma di Trento Rt 0,61 rischio moderato
  • Puglia Rt 0,91 rischio alto
  • Sardegna Rt 0,75 rischio basso
  • Sicilia Rt 0,73 rischio basso
  • Toscana Rt 0,98 rischio moderato
  • Valle d’Aosta Rt 0,85 rischio basso
  • Veneto Rt 0,63 rischio basso.

Rt sopra 1

  • Friuli Venezia Giulia Rt 1,03 rischio moderato
  • Provincia autonoma di Bolzano Rt 1,06 rischio alto
  • Umbria Rt 1,18 rischio alto.

Alto Adige in zona rossa

L’Alto Adige da oggi lunedì 8 febbraio torna in lockdown duro. Vietato ogni spostamento in entrata e in uscita dai territori comunali, salvo per comprovate esigenze lavorative, per motivi di salute o per situazioni di necessità o urgenza. Sono consentiti gli spostamenti strettamente necessari ad assicurare lo svolgimento della didattica in presenza, nei limiti in cui la stessa è consentita, e la fruizione dei servizi di assistenza alla prima infanzia.

Non solo. All’interno del territorio comunale è consentito uscire da casa solo per comprovate esigenze lavorative, motivi di salute, situazioni di necessità o d’urgenza, tra cui l’esigenza di recarsi presso persone bisognose di cura, di portare i cani alla più vicina area cani, o per raggiungere il domicilio proprio o del partner, per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi, o per svolgere l’attività sportiva o motoria.

Chiusi bar, ristoranti, mercati (aperti solo quelli alimentari, agricoli e florovivaistici), buona parte dei negozi e strutture ricettive del turismo. Sono sospesi tutti i servizi alla persona, ad eccezione di lavanderie, pompe funebri, barbieri e parrucchieri. Nei servizi di cura alla persona consentiti, tra cui anche quelli inerenti all’assistenza podologica, il personale deve utilizzare mascherine di protezione delle vie respiratorie FFP2.

Sono sospese le attività commerciali al dettaglio, anche situate nei centri commerciali, fatta eccezione per le attività di vendita di generi alimentari e per quelle che vendono generi di prima necessità, che rimangono chiuse la domenica. Aperti invece farmacie, parafarmacie, edicole, tabaccai e punti vendita di generi alimentari. Nell’ambito delle attività commerciali al dettaglio sospese è ammessa la vendita a distanza o con consegna a domicilio.

Le attività scolastiche e didattiche nelle scuole secondarie di primo e secondo grado a partire da lunedì 8 febbraio 2021 si svolgono con modalità a distanza, salvo in casi eccezionali espressamente autorizzati. Fermo restando lo svolgimento in presenza dei servizi per la prima infanzia e dei servizi educativi per l’infanzia, a partire da giovedì 11 febbraio 2021 anche la scuola primaria va in modalità a distanza.

Le attività scolastiche e didattiche in presenza riprendono lunedì 22 febbraio nelle scuole elementari e medie e lunedì 1° marzo nelle scuole superiori.

Le micro zone rosse

Zona rossa anche per diversi Comuni del Molise. I 27 interessati dall’ordinanza firmata dal governatore Toma sono: Termoli, Acquaviva Collecroce, Casacalenda, Castelmauro, Civitacampomarano, Colletorto, Guardialfiera, Guglionesi, Larino, Mafalda, Montecilfone, Montefalcone del Sannio, Montemitro, Montenero di Bisaccia, Montorio nei Frentani, Palata, Petacciato, Portocannone, Ripabottoni, Rotello, San Felice del Molise, San Giacomo degli Schiavoni, San Giuliano di Puglia, San Martino in Pensilis, Santa Croce di Magliano, Tavenna e Ururi.

Vengono anche istituite delle micro zone rosse. Da oggi fino al 21 febbraio in Umbria, nei Comuni della Provincia di Perugia e in quelli di Amelia, Attigliano, Calvi dell’Umbria, Lugnano in Teverina, Montegabbione e San Venanzo della Provincia di Terni, scattano misure più restrittive.

Disposizioni particolari anche in Abruzzo, dove torna la didattica a distanza per le scuole superiori, mentre finisce in zona rossa l’area di Tocco da Casauria.

In Toscana a causa della presenza di casi di variante brasiliana e sudafricana l’area di Chiusi nel Senese sarà rossa per una settimana: chiuse tutte le scuole di ogni ordine e grado e lezioni a distanza.

Infine in Sicilia il presidente Nello Musumeci ha previsto già da venerdì 5 febbraio l’entrata in vigore della zona rossa per il Comune di Tortorici nel Messinese.

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