Italia zona gialla, arancione e poi “bianca”: ipotesi decreto ponte, ecco il calendario

Cosa succederà dopo l'Epifania è ancora da certificare, ma il Governo ormai da giorni sta vagliando tutte le ipotesi possibili

AGGIORNAMENTO: Al termine del Consiglio dei ministri di lunedì 4 gennaio 2021 il Governo ha adottato la bozza del decreto che stabilisce nuove regole dopo l’Epifania. Vi rimandiamo qui per il calendario aggiornato e l’articolo di approfondimento.

Zona gialla, arancione o rossa? Mercoledì 6 gennaio scadono le misure introdotte per le festività con il decreto Natale. Cosa succederà dopo l’Epifania è ancora da certificare, ma il Governo ormai da giorni sta vagliando tutte le ipotesi possibili.

In programma questa sera alle 21 un nuovo Consiglio dei ministri in cui, forse, Palazzo Chigi prenderà la decisione finale. La situazione epidemiologica nel nostro Paese è talmente variabile e ancora così grave da rendere necessarie ulteriori misure di contenimento.

Terza ondata e variante inglese Covid

Seppur con una differenziazione regionale marcata, il Covid non arretra, e anzi la terza ondata è praticamente certa, come ha confermato a QuiFinanza lo stesso virologo Andrea Crisanti (l’intervista completa la potete leggere qui).

A preoccupare ora è anche la variante inglese del Coronavirus, che peraltro sarebbe più contagiosa tra i bambini, e quindi aumenterebbe ulteriormente il rischio contagio a scuola proprio ora che riaprirà, nonostante anche su questo punto siano ancora molti i dubbi, soprattutto riguardo alle scuole superiori.

Il premier Conte e la ministra dell’Istruzione Azzolina spingono per il rientro in classe il 7 gennaio, come già previsto dal Dpcm 3 dicembre, ma le ali più intransigenti del Governo e gli esperti continuano a chiedere che venga ancora rimandato. Veneto e Friuli hanno già deciso: le scuole superiori non riapriranno in presenza almeno fino a fine gennaio.

Ipotesi decreto ponte fino al 15 gennaio

Dopo il vertice tra il premier Giuseppe Conte, il ministro Boccia, i capidelegazione della maggioranza e il Comitato Tecnico Scientifico di ieri sarebbe emersa l’ipotesi di un decreto ponte che conduca il Paese fino allo scadere dell’ultimo Dpcm, cioè il 15 gennaio.

Per quanto riguardo le misure restrittive, questo è il quadro che sembra profilarsi all’orizzonte, ancora non definitivo ma probabile, dopo le prime anticipazioni di ieri:

  • coprifuoco confermato alle 22 e non anticipato alle 20 come si ipotizzava
  • dal 7 al 15 gennaio: vietato spostarsi tra Regioni, se non per motivi di lavoro, salute e urgenza
  • 7 e 8 gennaio: tutta Italia zona gialla, quindi spostamenti liberi e negozi, bar e ristoranti aperti fino alle 18.
  • 9 e 10 gennaio: tutta Italia zona arancione, divieto di spostamento tra Regioni e anche tra Comuni, ma con le stesse deroghe previste nel decreto Natale, e cioè sono consentite le visite a parenti e amici in 2 persone, con la possibilità di portare con sé minori di 14 anni o disabili già conviventi, che non rientrano quindi nel computo dei 2. Aperti i negozi e chiusi bar e ristoranti.
  • dall’11 al 15 gennaio: riparte la divisione in aree per colore a seconda della gravità dell’emergenza, ma con una rimodulazione dell’indice Rt, le cui soglie si abbassano: zona arancione già con Rt maggiore o uguale a 1, anziché 1,25, e zona rossa con Rt a 1,25, anziché 1,5.
  • dopo il 15 gennaio: ipotesi “zona bianca”. Con il Dpcm in vigore dal 15 gennaio 2021 Conte e la sua quadra potrebbero introdurre una nuova fascia di colore, la bianca appunto, in cui tutto o quasi tornerebbe normale. Gli spostamenti potrebbero essere liberi e potrebbe anche essere rinviato l’orario del coprifuoco. Sarebbero aperti bar, ristoranti, palestre, cinema, teatri, musei. Ma rimarrebbero comunque obbligatori la mascherina all’aperto e al chiuso, il distanziamento di almeno un metro tra le persone, il divieto di assembramento e l’obbligo di disinfettare le mani prima di entrare nei locali.

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