Quasi tutta Italia zona bianca: ma 3 Regioni tornano a rischio moderato. Tutte le regole dal 21 giugno

Mentre si attende il parere del CTS sull'eliminazione dell'obbligo di mascherina all'aperto, per tutta Italia scatta la zona bianca, con la sola eccezione della Valle d'Aosta

Mentre diventa operativo il green pass (qui tutte le info) e si attende il parere del Comitato tecnico scientifico – che si riunisce oggi – sull’eliminazione dell’obbligo di mascherina all’aperto, per tutta Italia scatta la tanto agognata zona bianca, con la sola eccezione della Valle d’Aosta, che per il passaggio dovrà ancora attendere una settimana, fino al 28 giugno.

Covid in Italia, i dati al 21 giugno

Oggi vengono segnalati anche in Italia focolai di varianti Covid, come la variante Delta, che presenta una maggiore trasmissibilità e in parte la capacità di eludere la risposta immunitaria dei vaccini (oggi è al 9% di diffusione sul totale di casi positivi).

La circolazione di queste varianti ha portato ad un inatteso aumento dei casi in altri Paesi europei, come in Grand Bretagna, con un’alta copertura vaccinale, pertanto – spiega l’Iss nel suo ultimo report – è opportuno realizzare un capillare tracciamento e sequenziamento dei casi. Il raggiungimento di una elevata copertura vaccinale e il completamento dei cicli di vaccinazione rappresenta uno strumento indispensabile per la prevenzione di nuove ondate.

L’incidenza sull’intero territorio nazionale continua comunque a diminuire ed è in tutte le Regioni sotto 50 per 100mila abitanti ogni 7 giorni, fissandosi a 19, contro i 26 della settimana scorsa. Nel periodo 26 maggio-8 giugno, l’Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato pari a 0,69 (range 0,68– 0,73), stabile rispetto alla settimana precedente, e sotto l’1 anche nel limite superiore.

3 Regioni a rischio moderato

Tutte le Regioni/PPAA hanno un Rt compatibile con uno scenario di tipo 1 e tutte sono classificate a rischio basso, tranne 3 che ce l’hanno moderato (la settimana scorsa era una sola):

  • Basilicata
  • Friuli-Venezia Giulia
  • Molise.

La situazione negli ospedali

La pressione sui servizi ospedalieri si conferma al di sotto della soglia critica in tutte le Regioni. Nessuna Regione supera la soglia critica di occupazione dei posti letto in terapia intensiva o area medica. Il tasso di occupazione in terapia intensiva è 6%, con una diminuzione nel numero di persone ricoverate che passa da 688 a 504. Anche il tasso di occupazione in aree mediche a livello nazionale scende ulteriormente al 6%. Il numero di persone ricoverate in queste aree passa da 4.685 a 3.333.

Proprio sulla base di questi ottimi dati dell’epidemia in Italia, il ministro della Salute Roberto Speranza ha firmato come sempre una nuova ordinanza, in vigore da lunedì 21 giugno, che dispone il passaggio in zona bianca delle Regioni che ancora mancavano all’appello, e cioè Basilicata, Calabria, Campania, Marche, Sicilia, Toscana e Provincia Autonoma di Bolzano.

I colori delle Regioni da lunedì 21 giugno

La nuova mappa a colori dal 21 giugno, primo giorno d’estate, è quindi questa:

  • zona bianca: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Provincia Autonoma di Bolzano, Provincia Autonoma di Trento, Puglia, Sardegna, Sicilia, Toscana, Umbria, Veneto
  • zona gialla: Valle d’Aosta.

Addio coprifuoco, anche in zona gialla

Ma cosa si può fare in zona bianca e cosa c’è di diverso dalla fascia gialla? Per prima cosa in zona bianca viene abolito il coprifuoco.

Ma la novità a partire da lunedì 21 giugno è che il coprifuoco viene abolito anche in zona gialla, quindi, di fatto, da questo punto di vista non c’è più alcuna differenza tra fascia bianca e gialla. Anche in Valle d’Aosta, dunque, unica Regione ancora gialla, da stasera niente coprifuoco e si potrà rientrare a casa senza limiti di orario.

In zona bianca poi i bar, i ristoranti e le altre attività di ristorazione sono aperti ed è possibile consumare cibi e bevande al loro interno, senza limiti orari. Sono consentite senza restrizioni anche la vendita con asporto di cibi e bevande e la consegna a domicilio, che deve comunque avvenire nel rispetto delle norme sul confezionamento e sulla consegna dei prodotti.

Obbligo di mascherina in zona bianca

Resta comunque anche in zona bianca l’obbligo di mascherina, che deve essere necessariamente indossata sia quando si è all’aperto sia quando si è al chiuso in luoghi diversi dalla propria abitazione, fatta eccezione per i casi in cui è garantito l’isolamento continuativo da ogni persona non convivente.

L’obbligo non è previsto:

  • mentre si effettua l’attività sportiva
  • mentre si mangia o si beve, nei luoghi e negli orari in cui è consentito
  • quando si sta da soli o esclusivamente con i propri conviventi
  • per bambini sotto i 6 anni di età
  • per persone che, per la loro invalidità o patologia, non possono indossare la mascherina
  • per operatori o persone che, per assistere una persona esente dall’obbligo, non possono a loro volta indossare la
  • mascherina, per esempio chi debba interloquire nella L.I.S. con persona sordomuta.

È comunque fortemente raccomandato l’uso delle mascherine anche all’interno delle abitazioni private, in presenza di persone non conviventi.

Mascherina al lavoro, obbligatoria o no?

Per quanto riguarda lo svolgimento dell’attività lavorativa e delle attività con bambini dai 6 anni in su, la mascherina è obbligatoria nelle situazioni previste dagli specifici protocolli di settore.

A questo proposito, nelle Faq del Governo si spiega se sia o meno obbligatorio utilizzare strumenti di protezione individuale per i professionisti che lavorano in studio. E la risposta è sì.

L’obbligo sussiste nei luoghi al chiuso diversi dalle abitazioni private, e quindi anche negli studi professionali, ad eccezione dei casi in cui l’attività si svolga individualmente e sia garantita in modo continuativo la condizione di isolamento rispetto a persone non conviventi.

Dove l’attività professionale comporti comunque un contatto diretto e ravvicinato con soggetti non conviventi o lo svolgimento in ambienti di facile accesso dall’esterno o aperti al pubblico, e non sia possibile rispettare in modo continuativo la distanza interpersonale di almeno 1 metro, occorre sempre utilizzare gli strumenti di protezione individuale, nel rispetto anche delle altre prescrizioni previste dai protocolli di sicurezza anti-contagio.

Zona bianca e smart working

Ricordiamo che per chi è in smart working, il datore di lavoro, pubblico o privato, non è tenuto a fornire a tutti i lavoratori la strumentazione necessaria a svolgere il lavoro in modalità agile.

Se l’amministrazione pubblica o il datore di lavoro privato non può fornire la strumentazione necessaria, il lavoratore può comunque avvalersi dei propri supporti informatici per svolgere la prestazione lavorativa in modalità agile. Tuttavia, l’amministrazione o il datore di lavoro privato sono tenuti ad adottare le misure organizzative e gestionali atte ad agevolare lo svolgimento del lavoro in smart working.

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