Dall’Iss via libera alle mascherine fatte in casa. Come farle e come usarle

L'Istituto Superiore di Sanità raccomanda che siano multistrato e ben aderenti a naso e bocca. Per produrle, basta una sciarpa, una bandana o una maglietta

È entrato in vigore da alcuni giorni il prezzo calmierato a 50 centesimi (più IVA) per le mascherine chirurgiche, stabilito dal Commissario straordinario per l’emergenza Domenico Arcuri. Eppure, a detta di molti farmacisti e distributori, i dispositivi promessi dal Commissario scarseggiano ancora, e quei pochi disponibili sono andati a ruba nel giro di poche ore.

Mascherine fai-da-te: il via libera dell’Iss

Ma tra le alternative su cui si può optare in attesa che l’accordo negoziato da Arcuri vada a pieno regime, ci sono anche le mascherine fatte in casa. Tali dispositivi, in realtà, possono rappresentare un’opzione valida ed economica anche a più lungo termine, come confermato recentemente dallo stesso Istituto Superiore di Sanità.

Per contenere la diffusione del contagio tra la popolazione “sono raccomandate le mascherine di comunità, multistrato, che si possono anche confezionare in casa, fermo restando che invece i modelli più sofisticati Ffp2 e Ffp3 sono per uso diverso”, ha detto infatti il presidente dell’Iss, Silvio Brusaferro, nel tradizionale punto stampa che illustra l’andamento dell’epidemia.

I diversi tipi di mascherine

In effetti, le diverse tipologie di dispositivi hanno caratteristiche differenti e proteggono a vari livelli dal rischio di contagio. Le maschere respiratorie o N95 richiedono una formazione particolare su come usarle in modo efficace, e proteggono chi le indossa dal 95% di particelle più piccole di 3 micron, ma possono anche ridurre l’ossigeno del 25%.

Quelle chirurgiche hanno tre strati: uno di tessuto occlusivo per formare una barriera protettiva, un secondo di filtrazione e un terzo interno di cotone, sempre di filtrazione. Sono considerate efficaci all’80-90% nel ridurre l’esposizione alle goccioline respiratorie di chi le indossa.

Le mascherine fai-da-te, invece, possono essere realizzate in vari modi e la loro efficacia dipende proprio dalle loro caratteristiche.

Le raccomandazioni dell’Iss sui dispositivi fai-da-te

La raccomandazione dell’Iss, dunque, è quella di produrle multistrato, per aumentare la capacità di protezione da eventuali goccioline respiratorie. Essenziale, anche, che siano aderenti sulla bocca e sul naso. Ma come produrle? Il web è pieno, in queste ore, di tutorial, ma i più affidabili sono quelli realizzati dalla CDC (il Centro per la prevenzione e il controllo delle malattie) statunitense.

Il procedimento da seguire per produrle

Si può partire da una semplice sciarpa, una bandana o una maglietta, che andrà ripiegata verso il centro dall’estremità superiore e inferiore per creare due rettangoli equivalenti, l’uno al di sopra dell’altro. Quindi, l’operazione dovrà essere ripetuta nuovamente, in modo da realizzare due rettangoli di stoffa, sempre l’uno sopra l’altro, più stretti dei precedenti e più spessi: in questo modo, il dispositivo avrà al suo interno diversi strati di stoffa sovrapposti. Basterà poi inserire due elastici alle estremità laterali (che andranno ripiegate verso l’interno) per fissarle alle orecchie, e il gioco è fatto: la mascherina fai-da-te sarà pronta per essere indossata.

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