Covid, come funziona il passaporto vaccinale: è obbligatorio in uno stato

Il Green pass utilizzato in Israele per chi si sottopone al vaccino anti Covid potrebbe essere un esempio per tutto il mondo e avere in futuro validità internazionale

Israele prosegue la corsa contro il coronavirus, avvicinandosi sempre di più all’immunità di gregge. Il medico Arnon Shahar, che coordina la task force anti Covid a Tel Aviv ha dichiarato di recente che il 93% di chi riceve il vaccino non sviluppa la malattia. Il restante 7% che si ammala lo fa in forma più lieve rispetto al gruppo di controllo che non è stato sottoposto all’inoculazione del farmaco. Visti gli alti numeri di chi ha effettuato la profilassi, il governo ha stabilito che per entrare nei luoghi pubblici, e in futuro anche nel Paese, sarà necessario dotarsi di un passaporto vaccinale.

Il Green pass israeliano potrebbe diventare un modello per gli altri stati, con l’adozione di standard simili a quelli di Tel Aviv. La comunità internazionale potrebbe accordarsi su un documento valido a livello globale anche per i viaggi in sicurezza.

Come funziona il Green pass in Israele, obbligatorio per locali e luoghi pubblici

Dal 22 febbraio in Israele l’ingresso a palestre, hotel, piscine, eventi pubblici sportivi e culturali, come concerti e festival, è vincolato dal possesso della carta verde. Inizialmente era chiamata Green passport, ma il governo ha preferito il nuovo nome per fugare ogni dubbi sui viaggi all’estero, che rimangono condizionati dalle normative internazionali.

Per ottenere il Green pass fortemente voluto dal Ministero della Sanità e dal premier Benjamin Netanyahu, e che per il momento ha validità esclusivamente nel Paese mediorientale, è necessario iscriversi su un sito apposito. Inserendo il numero di carta d’identità, il sito permette di stampare il proprio lasciapassare. Il foglio certifica che il cittadino ha effettuato il vaccino anti Covid o si è ammalato e negativizzato di recente. Ha una validità di sei mesi.

Come abbiamo visto spesso in Italia per l’erogazione di bonus e di nuovi servizi, anche in Israele il sito del Green pass è andato off-line dopo poche ore dall’avvio della campagna.

Cosa può fare in Israele chi non possiede il passaporto vaccinale verde

Con il sito down, per il momento la popolazione vaccinata può accedere ai locali grazie al certificato di vaccinazione, con un codice a barre che è possibile esibire all’ingresso delle attività. Sia i vaccinati che gli ex positivi al virus in possesso del Green pass sono comunque obbligati a tenere la mascherina nei luoghi chiusi.

Chi decide di non sottoporsi al vaccino contro il coronavirus o non può riceverlo, come i minori di 16 anni, può frequentare negozi, supermercati, musei e biblioteche, dove non è richiesto il Green pass o il certificato di immunizzazione.

Green pass per chi fa il vaccino: potrebbe diventare un vero passaporto

Il lasciapassare verde potrebbe trasformarsi in un passaporto vaccinale per permettere i voli da e verso Israele, bloccati fino al 6 marzo 2021. Il primo ministro Netanyahu starebbe trattando con Grecia e Cipro per aprire le frontiere ai vaccinati in primavera, e aprendo la strada verso l’uso internazionale del Green pass.

Green pass vaccinale in Israele: i dubbi e il pericolo certificati falsi

Nel Paese, dopo il down del sito nel primo giorno delle richieste, cresce il fronte degli scettici nei confronti di questa misura. Da una parte il documento potrebbe essere contraffatto, con un mercato di pass illegali già ben avviato su Telegram e nel deep web. Dall’altra insegnanti e genitori protestano per la riapertura delle palestre e la proroga alla chiusura delle scuole. In Israele sono tornate in presenza solo le elementari e gli studenti degli ultimi due anni di superiori.

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