Ipotesi quarta dose: quando potremmo riceverla

In Italia, ma non solo, si inizia a parlare di quarta dose per contrastare il virus: la previsione di Matteo Bassetti, uno dei principali esperti

L’emergenza sembra non finire mai. A ridosso del Natale, la notizia dell’esistenza della variante sudafricana, nota ormai con il nome di ‘Omicron’, ha destabilizzato l’Occidente, dove i vaccini ci sono, al contrario dei Paesi più arretrati, potenziali culle di mutazioni. E mentre l’Italia si appresta a somministrare ai cittadini il richiamo, c’è chi parla già di quarta dose. E non è un personaggio qualunque: si tratta di Matteo Bassetti, direttore della clinica di Malattie infettive all’ospedale San Martino di Genova, uno dei volti più noti di questa pandemia.

Ipotesi quarta dose: quando potremmo riceverla secondo Bassetti

Matteo Bassetti, alla trasmissione radiofonica ‘Un giorno da pecora’ in onda su Rai Radio 1, si è detto sicuro del fatto che nel 2022 ci sarà un’altra dose di richiamo. Non a distanza di 6 mesi dalla precedente, come nel caso della terza: secondo lui passeranno “ragionevolmente 12 mesi“. L’esperto ha infatti sottolineato che la medicina e la scienza sono materie in continua evoluzione, minimizzando il problema di un eventuale richiamo aggiuntivo, visto che “lo Stato mette in condizione di fare una vaccinazione dove vuoi e quando vuoi”.

Di quarta dose si parla anche in Israele, dove il ministro della Salute Nitzan Horowitz ha dichiarato che si potrebbe ricorrere a una nuova somministrazione per affrontare l’imminente quinta ondata di contagi. I casi, a pochi giorni dall’inizio della somministrazione del vaccino anche ai bambini tra i 5 e gli 11 anni (ecco quando si partirà in Italia), stanno risalendo: pertanto, gli esperti hanno suggerito di continuare a indossare la mascherina.

Bassetti e la variante sudafricana: “Niente terrorismo”

Una quarta dose ipotetica (ecco perché si pensa che sia necessaria, non solo in Italia), che magari sarà necessaria per consentire di fronteggiare al meglio nuove varianti. Su quella sudafricana, Bassetti predica calma: ritiene giusta e motiva la preoccupazione, “ma non bisogna esagerare”. Secondo lui c’è già “troppa preoccupazione, in questi momenti bisogna tenere la barra dritta”. L’unica reazione possibile è quella di analizzare i campioni positivi, ricordandosi “che le varianti nascono dove non ci sono molto vaccinati”.

Quindi, il consiglio agli italiani: vaccinarsi senza pensare troppo a quel che succede nei Paesi più remoti, “poi con gli studi capiremo se questa variante buca il vaccino e agiremo di conseguenza”. Anche perché “tutte le varianti trovate sono state coperte dai vaccini: quindi consiglio di vaccinarsi senza pensare troppo a quello che succede in paesi remoti. Ricercatori e virologi ci diranno se le varianti bucano i vaccini, ad oggi non abbiamo un dato certo” (ecco tutto quello che sappiamo fino ad ora sulla variante sudafricana).

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