Influenza, cambiano le fasce protette per il vaccino: chi dovrebbe farlo

Il Ministero della Salute ha spiegato che quest'anno più che mai, per i sintomi simili tra influenza e Covid, è necessario ribadire l’importanza della vaccinazione antinfluenzale

La stagione influenzale 2020/2021 è già arrivata, persino in anticipo sui tempi: il primo caso in Italia è stato diagnosticato in un bimbo di 9 mesi a Parma. Con la riaperture delle scuole e l’arrivo del primo freddo stiamo già assistendo a una co-circolazione di virus influenzali e SARS-CoV-2.

Cosa che preoccupa un po’ tutti, soprattutto per la difficoltà di distinguere i sintomi tra i due, spesso sovrapponibili, anche se qualche indicatore utile possiamo averlo, come noi di QuiFinanza abbiamo approfondito qui.

Si registra già una forte crescita delle richieste del vaccino anti-influenzale alle Asl, dove è già cominciata, in diverse Regioni, la distribuzione delle dosi. La domanda degli assistiti ai medici di famiglia, secondo la Federazione medici Medicina generale, è passata dal 52% del 2019 all’80-90% di quest’anno.

Perché è importante vaccinarsi contro l’influenza

In una circolare pubblicata il 4 giugno scorso, il Ministero della Salute ha spiegato che quest’anno più che mai, proprio per distinguere i sintomi simili tra influenza e Covid, è necessario ribadire l’importanza della vaccinazione antinfluenzale, in particolare nei soggetti ad alto rischio di tutte le età, per semplificare la diagnosi e la gestione dei casi sospetti.

Non solo. Il vantaggio del vaccino antinfluenzale è anche che permette di ridurre le complicanze da influenza nei soggetti a rischio e, di conseguenza, gli accessi al pronto soccorso con possibile intasamento degli ospedali. Sappiamo che molte Regioni italiane hanno già predisposto piani di gestione dell’emergenza per rafforzare le terapie intensive sul territorio, e aumentare il numero di letti nei vari reparti.

Le novità del vaccino 2020/2021

Gli obiettivi di copertura, per tutti i gruppi target, sono il 75% come obiettivo minimo perseguibile e il 95% come obiettivo ottimale. Le novità di quest’anno sono due:

  • a causa dell’emergenza Coronavirus, il vaccino antinfluenzale quest’anno è raccomandato anche ai bambini da 6 mesi a 6 anni, che non abbiano controindicazioni al vaccino. Nei bambini di età inferiore ai 6 mesi, il vaccino antinfluenzale non è sufficientemente immunogenico e pertanto non conferisce una protezione sufficiente. L’immunizzazione con i vaccini influenzali attualmente disponibili non è dunque autorizzata per l’uso o raccomandata per i bambini di età inferiore a 6 mesi; e
  • a tutti i soggetti dai 60 compresi in su (oltre, come di consueto, ai malati con patologie croniche e alle persone con oltre 65 anni di età). Per favorire un’estensione del piano vaccinale e facilitare la diagnosi differenziale nelle fasce d’età di maggiore rischio di malattia grave, il ministro della Salute Roberto Speranza ha deciso che il vaccino è gratuito anche nella fascia d’età 60-64 anni, oltre che dai 65 in su.

Per quanto riguarda gli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie che operano a contatto con i pazienti, e gli anziani istituzionalizzati in strutture residenziali o di lungo degenza, la vaccinazione è fortemente raccomandata nella prospettiva di una iniziativa legislativa che la renda obbligatoria.

Le categorie per cui il vaccino è sempre raccomandato e gratuito

Ecco l’elenco delle categorie per le quali la vaccinazione antinfluenzale stagionale è raccomandata e offerta attivamente e gratuitamente.

Persone ad alto rischio di complicanze o ricoveri correlati all’influenza:

  • donne che all’inizio della stagione epidemica si trovano in gravidanza o nel periodo postpartum
  • soggetti dai 6 mesi ai 65 anni di età affetti da patologie che aumentano il rischio di complicanze da
    influenza:
    – malattie croniche a carico dell’apparato respiratorio (inclusa l’asma grave, la displasia broncopolmonare, la fibrosi cistica e la broncopatia cronico ostruttiva-BPCO);
    – malattie dell’apparato cardio-circolatorio, comprese le cardiopatie congenite e acquisite;
    – diabete mellito e altre malattie metaboliche (inclusi gli obesi con indice di massa corporea BMI >30);
    – insufficienza renale/surrenale cronica;
    – malattie degli organi emopoietici ed emoglobinopatie;
    – tumori e in corso di trattamento chemioterapico;
    – malattie congenite o acquisite che comportino carente produzione di anticorpi, immunosoppressione indotta da farmaci o da HIV;
    – malattie infiammatorie croniche e sindromi da malassorbimento intestinali;
    – patologie per le quali sono programmati importanti interventi chirurgici;
    – patologie associate a un aumentato rischio di aspirazione delle secrezioni respiratorie (ad es. malattie neuromuscolari);
    – epatopatie croniche.
  • soggetti di età pari o superiore a 65 anni
  • bambini e adolescenti in trattamento a lungo termine con acido acetilsalicilico, a rischio di Sindrome di Reye in caso di infezione influenzale
  • individui di qualunque età ricoverati presso strutture per lungodegenti
  • familiari e contatti (adulti e bambini) di soggetti ad alto rischio di complicanze, indipendentemente dal fatto che il soggetto a rischio sia stato o meno vaccinato.

Soggetti addetti a servizi pubblici di primario interesse collettivo e categorie di lavoratori:

  • medici e personale sanitario di assistenza in strutture che, attraverso le loro attività, sono in grado di trasmettere l’influenza a chi è ad alto rischio di complicanze influenzali.
  • forze di polizia
  • vigili del fuoco
  • altre categorie socialmente utili che potrebbero avvantaggiarsi della vaccinazione, per motivi vincolati allo svolgimento della loro attività lavorativa
  • è pratica internazionalmente diffusa l’offerta attiva e gratuita della vaccinazione antinfluenzale da parte dei datori di lavoro ai lavoratori particolarmente esposti per attività svolta e al fine di contenere ricadute negative sulla produttività.

Personale che, per motivi di lavoro, è a contatto con animali che potrebbero costituire fonte di infezione da virus influenzali non umani:

  • allevatori
  • addetti all’attività di allevamento
  • addetti al trasporto di animali vivi
  • macellatori e vaccinatori
  • veterinari pubblici e libero-professionisti.

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