Come andremo in spiaggia: le linee guida Inail-Iss

Capienza massima, distanziamento tra ombrelloni, cabine e altro ancora: ecco le misure per contenere il contagio in spiaggia

Mentre alcune Regioni, come Liguria ed Emilia Romagna, si preparano a riaprire le spiagge già a partire dal 18 maggio, Inail e Iss pubblicano un documento tecnico sulla balneazione che ha già sollevato parecchie polemiche nella categoria. Lo studio (consultabile qui) comprende un’analisi del rischio che comporta la riapertura degli stabilimenti balneari e delinea delle linee guida per contenere il pericolo di contagio sulle spiagge italiane. 

La premessa è che l’Italia è il Paese europeo con il maggior numero di acque di balneazione, “circa un quarto del totale di quelle europee e registra più di 50.000 concessioni demaniali marittime, di cui 11.000 sono per stabilimenti balneari. In quest’ottica, il documento, “passibile di aggiornamenti all’emergere di nuove evidenze”, fornisce indicazioni “di carattere generale per garantire la coerenza delle misure essenziali al contenimento dell’epidemia, rappresentando essenzialmente un elenco di criteri guida di cui tener conto nelle singole situazioni”.

Affollamento delle spiagge

Innanzitutto, l’invito alle autorità locali è quello di adottare “specifici piani che permettano di prevenire l’affollamento delle spiagge, anche tramite l’utilizzo di tecnologie innovative, coinvolgendo tutti gli attori istituzionali e del mondo produttivo”.

Un esempio di come è stato affrontato il tema dell’affollamento delle spiagge è quello fornito dalla Regione Sardegna, che, viene spiegato nel documento, ha introdotto “il concetto di superficie utile della spiaggia“. Questo valore è dato “dalla differenza tra la superficie totale (larghezza tra il limite di chiusura della spiaggia e la linea di riva, per la lunghezza della spiaggia) e gli spazi di arenile occupati da manufatti, passerelle, o comunque spazi non fruibili per la balneazione”.

Su tale superficie, viene calcolato un coefficiente di carico massimo in quel caso “non inferiore a 3,8 m²/ persona, a cui poi viene applicato un fattore di correzione che aumenta i metri quadrati che devono essere lasciati a disposizione dell’utente in base ad alcune caratteristiche specifiche del contesto ambientale (quali presenza di sedimenti, fenomeni di erosione o specie animali/vegetali)”.

Altri studi citati, realizzati in ambito internazionale su spiagge del Mediterraneo, hanno invece proposto “un indice di affollamento, espresso in termini di numero di persone per metro quadro di arenile, variabile tra 6 e 25 persone ogni 100 m²”.

Accoglienza

A ciò bisognerà unire una serie di misure organizzative in modo da prevenire le occasioni di contagio. Per quanto riguarda l’accoglienza, occorrerà garantire un accesso contingentato. A questo proposito, la prenotazione, anche per fasce orarie, preferibilmente obbligatoria, “può essere uno strumento organizzativo utile anche al fine della sostenibilità e della prevenzione di assembramenti”, e potrà anche agevolare la “registrazione degli utenti, anche allo scopo di rintracciare retrospettivamente eventuali contatti a seguito di contagi”. Dovranno inoltre essere favoriti i pagamenti veloci con carte o via web in fase di prenotazione, mentre i percorsi di entrata e uscita dovrebbero essere chiaramente differenziati.

Ombrelloni e solarium 

Si prevede poi la numerazione delle postazioni/ombrelloni e la registrazione per ogni postazione dei rispettivi utenti, privilegiando l’assegnazione dello stesso ombrellone ai medesimi occupanti che soggiornano per più giorni. Sarà necessaria l’igienizzazione delle superfici prima dell’assegnazione della stessa attrezzatura ad un altro utente, anche nella stessa giornata. Dovranno poi essere individuate modalità di transito da e verso gli ombrelloni e fissare chiaramente le procedure da seguire in caso di pioggia o cattivo tempo per evitare assembramenti. 

Serve inoltre ridefinire il layout degli spazi, tenendo conto della distanza minima tra le file degli ombrelloni (5 metri) e la distanza minima tra gli ombrelloni della stessa fila (4,5 metri). Lettini e sdraio dovranno essere forniti in quantità limitata in modo da garantire un distanziamento rispetto alle attrezzature dell’ombrellone contiguo di almeno 2 metri.

Cabine e servizi 

Per le cabine, va vietato l’uso promiscuo ad eccezione dei membri del medesimo nucleo familiare, prevedendo un’adeguata igienizzazione tra i diversi utenti. Saranno vietate inoltre la pratica “di attività ludico-sportive che possono dar luogo ad assembramenti e giochi di gruppo (aree giochi, feste/eventi)”.

Vietate anche le piscine all’interno dello stabilimento balneare. Per la fruizione di servizi igienici e docce, va sempre rispettato il distanziamento sociale di almeno 2 metri.

Misure igienico-sanitarie

I bagnanti devono indossare la mascherina al momento dell’arrivo, fino al raggiungimento dell’ombrellone o della postazione assegnata, all’uscita dallo stabilimento. Vanno poi installati dispenser per l’igiene delle mani a disposizione dei bagnanti in luoghi facilmente accessibili.

La pulizia dovrà essere giornaliera, e la sanificazione sarà effettuata regolarmente per tutte le attrezzature (sedie, sdraio, lettini, incluse attrezzature galleggianti e natanti), i materiali, e i servizi igienici, che dovranno essere puliti più volte nel corso della giornata. Le docce devono essere previste all’aperto, con garanzia di una frequente pulizia e disinfezione a fine giornata.

Spiagge libere

Per quanto riguarda le spiagge libere, nelle quali potrebbe essere più complicato evitare assembramenti, dovranno essere definite “puntualmente le modalità di accesso e di fruizione delle spiagge stesse, individuando quelle più idonee ed efficaci”. Una delle misure consigliate in questo caso è quella di tracciare il perimetro di ogni allestimento (ombrellone/sdraio/sedia), ad esempio con il posizionamento di nastri, “per permettere agli utenti un corretto posizionamento delle attrezzature proprie nel rispetto del distanziamento ed al fine di evitare l’aggregazione”.

Bisognerà quindi individuare “il massimo di capienza della spiaggia anche definendo turnazioni orarie”, e favorire la prenotazione “anche attraverso utilizzo di app/piattaforme on line”.

Toti: misure inapplicabili

Misure, queste, che fanno discutere perché, secondo alcuni, sono praticamente inapplicabili. Su questa linea il governatore della Liguria, Giovanni Toti, che in una nota ha protestato: “Il Pd ci chiede di confrontarci con i balneari? Vergogna, vergogna, vergogna. Sa il principale partito di Governo a Roma che le linee guida nazionali per le spiagge prevedono distanze tra gli ombrelloni tali da ritenere unanimemente impossibile aprire gli stabilimenti balneari?”. E ha proseguito: “Ma un euro dei 75 miliardi che dite di voler spendere ce lo vogliamo mettere? Sa il Pd, a proposito di linee guida, che la distanza prevista tra i tavoli dei ristoranti non consentirà la riapertura della maggior parte di questi?”.

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