Perché gli impianti sci in Italia rischiano di non aprire nemmeno quest’anno

La stagione rischia di non partire nemmeno quest'anno per gli impianti sciistici in Italia

La salita dei contagi e il passaggio in zona gialla (che rischia di diventare arancione) sono due prospettive con cui le autorità sanitarie e governative stanno facendo ormai i conti da settimane. Con l’imminente apertura della stagione sciistica, per questo motivo, molti impianti rischiano di non aprire nemmeno quest’anno. Ma da cosa dipenderà lo stop? E quali saranno le regole per chi invece in caso di aperture?

Perché gli impianti sci in Italia rischiano di non aprire

Il 27 novembre è la data fissata genericamente per l’apertura degli impianti sci in Italia. Alcuni però, impazienti dopo più di un anno di chiusura, hanno deciso di anticipare, pronti ad accogliere gli appassionati della montagna prima del previsto. Al di là delle decisioni prese dai singoli gestori privati, tuttavia, l’avvio della stagione sciistica potrebbe non dipendere da loro.

L’aumento dei contagi e le previsioni riguardanti le chiusure in vista del Natale rischiano infatti di far saltare tutto anche quest’anno. Quanto stabilito nel protocollo per le riaperture degli impianti in montagna firmato dalle associazioni di categoria, infatti, sarà valido fino ad un certo punto. Questo perché le disposizioni anti Covid e le regole per l’accoglienza permetteranno l’inizio e il proseguimento delle attività solo nelle regioni in zona bianca o gialla. In caso di passaggio in zona arancione, infatti, gli impianti sciistici in Italia saranno obbligati a chiudere.

In Alto Adige la stagione è a rischio

L’ipotesi sopra esposta non è tanto lontana, ma potrebbe registrarsi in una delle regioni più frequentate dagli amanti dello scii, ovvero l’Alto Adige. Sebbene molte località traggano vantaggio da questo settore, dopo i ripetuti lockdown gli impianti scii potrebbero vedere la data di apertura slittare ancora una volta. La regione, a causa della preoccupante risalita della curva pandemica, rischia infatti il passaggio in zona gialla.

Se le cose dovessero peggiorare, quindi, il successivo e possibile passaggio in zona arancione bloccherebbe in primis gli impianti sci. La situazione, a tal proposito, sembrerebbe non essere delle migliori nemmeno in Veneto, dove nelle ultime ore si è registrata un’impennata di contagi.

Impianti scii: le regole anti contagio

Tutte le regioni che rimarranno in zona bianca o zona gialla (qui le regole valide per gli spostamenti), potranno – come già accennato sopra – mantenere comunque aperti gli impianti scii, ma nel rispetto delle disposizioni vigenti.

Oltre al possesso del Green pass per l’accesso nelle strutture (qui le ultime novità riguardanti controlli e rilascio), per gli impianti varranno le seguenti regole:

  • la capienza delle cabinovie dovrà essere pari all’80%, nelle seggiovie all’aperto invece i posti possono essere tutti occupati;
  • qualora i mezzi di trasporto per gli impianti in risalita richiedano l’abbassamento delle cupoline la capienza delle stesse (solitamente al 100%) dovrà essere ridotta anche in questo caso all’80%;
  • in tutte le zone comuni o al chiuso è obbligatorio l’uso della mascherina;
  • negli impianti, durante le file per l’accesso o nei momenti di sosta deve sempre essere mantenuto il distanziamento (per questo motivo le strutture devono disporre personale apposito per garantire il flusso nel rispetto delle distanze di sicurezza).

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