Contro il green pass uno sciopero a oltranza dal 15 ottobre?

Dopo l'assalto violento dei no green pass alla sede della Cgil a Roma, viene indetto uno sciopero ad oltranza di ben 5 giorni, che però probabilmente non potrà vedere la luce

Dopo l’assalto “squadrista” dei no green pass alla sede della Cgil a Roma, il premier Draghi ha incontrato il leader sindacale Maurizio Landini per portargli la sua solidarietà dopo il vile attacco subito. La sede del sindacato sabato pomeriggio è stata assaltata da gruppi di violenti, nella giornata caratterizzata dalla manifestazione No Green Pass a Roma e da violenti scontri nel centro della capitale.

Dopo l’assalto alla sede del sindacato sono stati effettuati alcuni arresti, compresi quelli dei leader del movimento Forza Nuova, alla testa del movimento violento. Draghi ha voluto esprimere la vicinanza del governo e l’impegno di tutte le istituzioni “per impedire che un passato che non vogliamo ritorni”, ha detto Landini parlando di Draghi. “La vicinanza alla Cgil, a tutto il movimento sindacale e a tutti i lavoratori da parte del governo non è un fatto scontato ma importante e significativo”.

Perché Forza Nuova potrebbe essere sciolta

Intanto, arrivano dal Pd due mozioni per chiedere lo scioglimento di Forza Nuova. Depositate alla Camera e al Senato, le mozioni impegnano il governo “a dare seguito al dettato costituzionale in materia di divieto di riorganizzazione del disciolto partito fascista e alla conseguente normativa vigente adottando i provvedimenti di sua competenza per procedere allo scioglimento di Forza Nuova e di tutti i movimenti politici di chiara ispirazione neofascista artefici di condotte punibili ai sensi delle leggi attuative della XII disposizione transitoria e finale della Costituzione repubblicana”.

Da alcuni mesi diversi movimenti di estrema destra hanno intrapreso quella che il Pd definisce “una strategia volta a strumentalizzare il disagio economico derivante dal contesto emergenziale, al fine di acquisire proseliti e popolarità”. Un contesto in cui il movimento di Forza Nuova, a partire dallo scorso giugno, ha preso parte a diverse manifestazioni.

“La gravità delle azioni violente poste in essere da un partito politico come Forza Nuova e da altre organizzazioni di estrema destra è aumentata dall’evidente matrice fascista di tali azioni, troppo spesso derubricate a gesti di pochi e isolati individui violenti, con la volontà di minimizzare in modo colpevole, ambiguo e irresponsabile l’ispirazione di queste organizzazioni politiche all’eredità del ventennio fascista e l’uso della forza e della violenza come metodo di azione politica in radicale contrapposizione con l’identità antifascista della Costituzione repubblicana”, si legge nel testo.

Il punto è, continua la nota, che quanto avvenuto il 9 ottobre scorso a Roma rientrerebbe tra le fattispecie previste dalla legge Scelba, ovvero l’uso della violenza quale metodo di lotta politica, il propugnare la soppressione delle libertà garantite dalla Costituzione, la denigrazione della democrazia e delle sue istituzioni. Sono tre, nel nostro Paese, i casi di movimenti politici sciolti in virtù della cosiddetta legge Scelba: Ordine Nuovo, sciolto nel 1973, Avanguardia Nazionale, sciolto nel 1976, e il Fronte nazionale, sciolto nel 2000.

Sciopero a oltranza dal 15 al 20 ottobre contro il green pass?

Forza Nuova ha minacciato l’organizzazione di nuove manifestazioni di uguale tenore nei prossimi giorni. Alcune associazioni stanno spingendo per un nuovo sciopero per venerdì 15 ottobre, che dovrebbe durare addirittura 5 giorni. Un giorno scelto non a caso, visto che è la data a partire dalla quale scatta l’obbligo di green pass per tutti i lavoratori (qui tutte le regole in vigore e cosa cambia, sia nel settore pubblico che in quello privato).

Ancora una volta, la protesta è dunque contro l’introduzione del certificato verde Covid. A proclamare lo sciopero a oltranza è la FISI.

Perché lo sciopero no green pass del 15 ottobre potrebbe essere illegale

A quanto è possibile capire, però, lo sciopero di 5 giorni dal 15 al 20 ottobre probabilmente non vedrà mai la luce. La Commissione di Garanzia ha revocato infatti il blocco ad oltranza dal 15 al 20 ottobre.

I motivi? Prima di tutto lo sciopero non rispetta la norma che impone la distanza di almeno 10 giorni da un altro sciopero generale, anche di altre organizzazioni, in questo caso quello di lunedì 11 ottobre. Inoltre, l’agitazione ad oltranza che durerebbe 5 giorni viola le disposizioni di settore.

Chi vuole lo sciopero contro il green pass

In rete e sui social si trovano vari gruppi più o meno organizzati che invocano lo sciopero dal 15 ottobre. R2020, ad esempio, invita i lavoratori a incrociare le braccia e fornisce addirittura del materiale per rivendicare i presunti propri diritti sul posto di lavoro.

R2020 si definisce come “una rete di persone accumunate dal desiderio di riaffermare i propri diritti di libertà, dignità e autodeterminazione, ricostruire comunità solidali, tutelare il territorio che ci ospita, garantire un presente e un futuro felice a tutti noi. Un contenitore aperto, inclusivo e democratico” che lavora insieme “per proporre azioni concrete e immediatamente attuabili che mettano la salute dei cittadini, il ben-essere delle persone e il rispetto per la vita sopra qualsiasi altro interesse”.

Una rete composta da gruppi locali di cittadini, che si riuniscono in “fuochi”. I fuochi si relazionano fra loro per organizzare iniziative, campagne e azioni, grazie al supporto dei professionisti che hanno dato la loro disponibilità gratuita.

Su questo sito si possono scaricare una diffida green pass da consegnare al proprio datore lavoro, un’autorizzazione allo sciopero del 15 ottobre, un modulo adesione e presto, si legge, arriveranno ulteriori documenti e indicazioni su come poter agire dalla prossima settimana per rivendicare i propri “diritti costituzionali e fondamentali”.

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