Green pass, obbligo al lavoro anche per i privati: come funzionerà

Il governo ha trovato l'accordo per l'estensione dell'obbligo del certificato anche per i lavoratori del settore privato

Non solo ai dipendenti pubblici, il green pass sarà richiesto anche ai lavoratori del privato. La versione extra-large del certificato verde per il Covid-19 sarà stabilita nel decreto apposito in discussione domani in Consiglio dei ministri. Nelle ultime ore nell’esecutivo erano stati avanzati dubbi sulla fattibilità dell’estensione dell’obbligo anche per i milioni di impiegati delle aziende in tutta Italia. Il governo Draghi ha deciso di tirare dritto, superando le indecisioni nel nome della sicurezza sul lavoro e di un’accelerazione della campagna vaccinale.

Green pass, obbligo al lavoro anche per i privati: il decreto

Mentre il precedente decreto Covid di luglio che ha introdotto il green pass per eventi, per i ristoranti al chiuso e per i trasporti a lunga percorrenza è diventato legge con la fiducia in Senato (189 sì, 32 no e 2 astensioni), il Cdm è pronto a varare un decreto unico per allargare il vincolo del certificato a dipendenti sia pubblici che privati, senza dunque scindere il provvedimento per le due categorie.

L’obbligo dovrebbe entrare in vigore a metà ottobre, tra il 10 e il 15, per dare il tempo a chi non si è ancora vaccinato di ricevere almeno la prima dose contro il Covid-19.

La decisione sarebbe stata presa dopo l’incontro con le sigle sindacali a Palazzo Chigi e sarà valutata in Cabina di Regia domani mattina prima del Cdm.

Abbiamo chiesto la gratuità dei tamponi fino a fine anno” hanno dichiarato all’uscita i segretari di Cgil e Uil Maurizio Landini e Pierpaolo Bombardieri, con Angelo Colombini in rappresentanza della Cisl.

“Il governo ci ha ringraziato del confronto, non ha dato risposte rispetto al provvedimento definitivo, ci auguriamo che tenga conto di queste riflessioni” ha aggiunto Landini riportando la richiesta dei sindacati di un periodo transitorio.

Green pass, obbligo al lavoro anche per i privati: le regole

Se ancora diversi i nodi rimangono da sciogliere per alcuni settori specifici, si possono già cominciare a tracciare le modalità con le quali sarà impiegato il green pass per i lavoratori del settore privato.

A controllare il green pass nelle imprese dovrebbero essere i medici aziendali, nonostante abbiano voluto sottrarsi da questa responsabilità attraverso l’associazione di categoria Anma, sostenendo che “il lavoratore interessato potrebbe adire ad un ricorso avverso il giudizio ed è facile immaginare che gli organi competenti accoglierebbero il ricorso annullando il giudizio del medico competente e potrebbero nondimeno sanzionarlo”. Le verifiche dovrebbero essere a carico anche dei responsabili e capo reparto.

Chi non dovesse essere in possesso del certificato verde a lavoro dovrebbe incorrere a sanzioni da 400 a 1.000 euro e alla sospensione dall’incarico e dallo stipendio. Secondo gli esperti di diritto del lavoro non dovrebbe però arrivare a perdere il posto.

Una soluzione per andare incontro alle volontà del dipendente che rifiuta il vaccino potrebbe essere rappresentata dal ricorso, dove possibile, allo smart working, come già prospettato da alcune aziende. A quel punto il lavoratore potrebbe accollarsi soltanto il costo dei tamponi per entrare in azienda un paio di volte a settimana.

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Green pass, obbligo al lavoro anche per i privati: come funzionerà