Green pass, che multa rischiano ristoranti e clienti senza certificazione

Approvato il decreto Covid di luglio: oltre la proroga dello Stato di emergenza, l'estensione del Green pass per locali, ristoranti ed eventi. Ma cosa rischia chi ne è sprovvisto?

Con l’approvazione del decreto Covid di luglio, il Consiglio dei ministri, su proposta del Presidente Mario Draghi e del ministro della Salute Roberto Speranza, ha prorogato fino al 31 dicembre 2021 lo stato di emergenza nazionale, deciso le modalità di utilizzo del Green Pass e stabilito nuovi criteri per la “colorazione” delle Regioni. Nel testo di legge, sono previste anche sanzioni e multe per chi non rispetta le nuove disposizioni, comprese quelle relative alla Certificazione verde.

Ma cosa rischiano, in concreto, responsabili di locali/eventi e clienti se sprovvisti di Green pass in strutture o luoghi dove invece è obbligatorio?

Green pass, multe fino a 1.000 euro per chi ne è sprovvisto

Come stabilito dall’ultimo decreto Covid di luglio, dal 6 agosto – data di entrata in vigore delle nuove disposizioni – sarà possibile svolgere alcune attività solo se si è in possesso di: Certificazioni verdi Covid-19 (Green Pass), comprovanti l’inoculamento almeno della prima dose vaccinale Sars-CoV-2 o la guarigione dall’infezione da Sars-CoV-2 (validità 6 mesi).

Il Green pass, nello specifico, sarà necessario poter accedere a:

  • Servizi per la ristorazione svolti da qualsiasi esercizio per consumo al tavolo al chiuso;
  • Spettacoli aperti al pubblico, eventi e competizioni sportivi;
  • Musei, altri istituti e luoghi della cultura e mostre;
  • Palestre, piscine, centri natatori, sport di squadra, centri benessere, anche all’interno di strutture ricettive, limitatamente alle attività al chiuso;
  • Sagre e fiere, convegni e congressi;
  • Centri termali, parchi tematici e di divertimento;
  • Centri culturali, centri sociali e ricreativi, limitatamente alle attività al chiuso e con esclusione dei centri educativi per l’infanzia, i centri estivi e le relative attività di ristorazione;
  • Attività di sale gioco, sale scommesse, sale bingo e casinò;
  • Concorsi pubblici.

Ma il mancato rispetto di queste condizioni da parte di chi partecipa a questi eventi, in concreto, a quali conseguenze negative espone? Come si legge nel comunicato stampa del Governo: “I titolari o i gestori dei servizi e delle attività autorizzati previa esibizione del Green pass sono tenuti a verificare che l’accesso a questi servizi e attività avvenga nel rispetto delle prescrizioni. In caso di violazione può essere elevata una sanzione pecuniaria da 400 a 1000 euro sia a carico dell’esercente sia dell’utente”.

Green pass, cosa rischiano locali e ristoranti se non chiedono la certificazione ai clienti

Conseguenze negative anche per i proprietari o gestori di locali, bar, ristoranti e locali in generale se – al loro interno – accolgono soggetti sprovvisti di Green pass. Quello che vale per gli esercizi di consumo al tavolo al chiuso, ovviamente, vale anche per tutte le altre strutture (musei, piscine, palestre, centri termali, parchi, centri sociali, sale da gioco etc.) che non rispettano questa condizione.

In particolare, l’accoglienza di clienti senza Green pass comporterà, oltre il pagamento della multa, la chiusura dell’attività. Infatti, si legge nella nota del Governo, “qualora la violazione fosse ripetuta per tre volte in tre giorni diversi, l’esercizio potrebbe essere chiuso da 1 a 10 giorni“.

Va detto che, in alternativa alla Certificazione verde, in queste occasioni l’accesso sarà riconosciuto anche a chi pur non avendo ancora il Green pass si è sottoposto e presenta un test molecolare o antigenico rapido con risultato negativo al virus Sars-CoV-2 (con validità 48 ore).

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