Attenzione ai green pass falsi e ai possibili cloni dei vostri codici

Secondo le prime ricostruzioni in diverse parti dell'Europa sarebbero stati rubati certificati verdi per accedere dove il green pass è obbligatorio

Attenzione ai green pass falsi e ai possibili cloni dei vostri codici, con QR code validi e perfettamente funzionanti sulle app di verifica, in Italia e in Europa. In circolazione ce ne potrebbero essere tantissimi, ma nulla ancora è stato confermato.

Green pass rubati, cosa si sa

Cos’è successo? Alcune delle chiavi utilizzate per generare i green pass Covid collegati ai vaccini, ampiamente utilizzati in tutta Europa per accedere a eventi, ristoranti e trasporti come treni e aerei, sarebbero infatti state rubate.

Non bastava purtroppo la bufala sul numero di morti per Covid (ve ne abbiamo parlato qui per spiegarvi cos’è il numero 3783 dei no pass). A lanciare l’allarme del furto per tutta Europa è proprio l’Italia, ma secondo le prime ricostruzioni il furto delle chiavi non sarebbe avvenuto nel nostro Paese: dai primi accertamenti non risulterebbero infatti attacchi informatici alla Sogei, la società di Information Tecnology del Ministero dell’Economia che per l’Italia fornisce i codici per generare i certificati verdi.

Perché ci sono green pass intestati ad Hitler

Non si conosce al momento il numero dei codici sottratti e sono in corso accertamenti. Ciò che si sa è che tutto sembra essere partito da una discussione su Raidforums, uno dei forum più seguiti sul cosiddetto dark web, dove un utente ha chiesto a un venditore polacco di creargli un green pass europeo intestato addirittura ad Adolf Hitler. Con 300 euro questo tizio ha ottenuto una certificazione verde vera.

Al momento i green pass intestati ad Hitler in circolazione sarebbero persino due, con due date di nascita differenti: una indica il 1° gennaio 1900 e l’altra il 1930. Nessuno ovviamente durante il controllo del green pass si è accorto che comparisse il nome di Hitler.

Il furto è senza dubbio un danno enorme, e un rischio altrettanto pericoloso, soprattutto ora che la curva dei contagi e delle ospedalizzazioni da Covid si presenta in crescita in diverse zone d’Europa, tanto da far pensare a una quinta ondata.

Non a caso la strada scelta dal premier Draghi di rendere obbligatorio il green pass anche al lavoro viene guardata con attenzione da altri Paesi dentro e fuori l’Unione europea. Chi non ha predisposto l’obbligatorietà della certificazione verde, è ora pronto a fare marcia indietro di fronte ai numeri (qui come si comportano gli altri Paesi Ue).

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