Green pass europeo dal 1° luglio: come funziona, come ottenerlo e in quali Paesi è valido

Dal 1° luglio 2021 entra ufficialmente in vigore in tutto il territorio dell'Unione europea il certificato verde Covid

Dal 1° luglio 2021 entra ufficialmente in vigore in tutto il territorio dell’Unione europea il green pass. Il certificato Covid digitale dell’UE ha l’obiettivo di agevolare la libera circolazione sicura dei cittadini durante la pandemia. Alcuni Paesi Ue, come l’Italia, hanno iniziato prima a rilasciare e utilizzare il documento, che da oggi diventa operativo e valido in tutti i 27 Stati dell’Unione (qui l’approfondimento di QuiFinanza su come funziona in Italia).

Green pass Ue, a cosa serve

Il certificato digitale Covid Ue può essere utilizzato in tutti gli Stati membri dell’Ue. Durante il viaggio, ogni titolare del certificato digitale ha gli stessi diritti dei cittadini dello Stato membro visitato che sono stati vaccinati, testati o che sono guariti dal Covid.

In caso di viaggio, il titolare del certificato è esonerato dalle restrizioni alla libera circolazione: gli Stati membri non possono cioè imporre ulteriori restrizioni di viaggio ai titolari di un certificato Covid digitale Ue, a meno che non siano necessarie e proporzionate per tutelare la salute pubblica.

Green pass Ue, chi può ottenerlo

Si tratta di fatto di un certificato Covid digitale che attesta che una persona, alternativamente:

  • è stata vaccinata contro il Covid
  • ha ottenuto un risultato negativo al tampone
  • è guarita dal Covid.

Green pass Ue, com’è fatto

Il green pass è sia digitale che cartaceo. La versione digitale può essere salvata su un dispositivo mobile. I cittadini possono inoltre richiedere una versione cartacea. Entrambe le versioni dispongono di un QR Code contenente le informazioni essenziali e di una firma digitale per garantire l’autenticità del certificato.

Al momento del controllo del certificato, si procede alla scansione del codice QR e alla verifica della firma.

Ogni organismo autorizzato a rilasciare i certificati (ad esempio un ospedale, un centro di test o un’autorità sanitaria) ha la propria chiave di firma digitale. Tutte le chiavi di firma sono conservate in una banca dati protetta in ciascun Paese.

Il green pass è:

  • con un codice QR
  • in formato digitale e/o cartaceo (non è obbligatorio stamparlo, basta conservare il QR Code sul proprio smartphone)
  • gratuito
  • nella lingua nazionale e in inglese
  • sicuro e protetto
  • valido in tutti i Paesi Ue.

Green pass Ue, quali informazioni personali contiene

Contiene solo le informazioni necessarie, come nome, data di nascita, data di rilascio, informazioni pertinenti su vaccino/test/guarigione e identificativo unico. Questi dati rimangono sul certificato e non sono memorizzati o conservati quando un certificato viene verificato in un altro Stato membro.

I certificati comprenderanno solo una serie limitata di informazioni necessarie, che non potranno essere conservate dai paesi visitati. A fini della verifica, vengono controllate solo la validità e l’autenticità del certificato, accertando da chi è stato rilasciato e firmato. Tutti i dati sanitari sono conservati nello Stato membro che ha rilasciato il certificato Covid Ue.

Inoltre:

  • per un certificato di vaccinazione: tipo e produttore del vaccino, numero di dosi ricevute, data della vaccinazione;
  • per un certificato di tampone negativo: tipo di prova, data e ora della prova, luogo e risultato;
  • per un certificato di guarigione: data di esito positivo del test, periodo di validità.

Green pass Ue, come ottenerlo

Responsabili del rilascio del green pass Ue sono le autorità nazionali. In molti casi viene rilasciato da centri che effettuano i test anti-Covid, dalle autorità sanitarie o direttamente tramite un portale del ministero della Salute, come nel caso dell’Italia.

Dopo aver ricevuto un vaccino in un paese Ue, aver effettuato un tampone o essere guariti dal Covid, i cittadini ricevono il certificato digitale automaticamente o su richiesta.

I cittadini europei che sono stati vaccinati in un paese extra UE possono richiedere il certificato digitale Covid Ue allo Stato membro di nazionalità o residenza. Viene rilasciato il Certificato Digitale Covid Ue se esiste una prova affidabile della vaccinazione e se la struttura del sistema sanitario lo consente.

Green pass Ue, cos’è il gateway

La Commissione europea ha creato un gateway per garantire che tutte le firme dei certificati possano essere verificate in tutta l’Ue. I dati personali del titolare del certificato non passano attraverso il gateway perché non è necessario per verificare la firma digitale.

La Commissione europea ha inoltre aiutato gli Stati membri a sviluppare software e app nazionali per il rilascio, l’archiviazione e la verifica dei certificati e li ha sostenuti nelle prove necessarie per aderire al gateway.

Per quanto riguarda la deroga alle restrizioni alla libera circolazione, gli Stati membri devono accettare i certificati di vaccinazione per i vaccini che hanno ottenuto l’autorizzazione all’immissione in commercio nell’UE. Gli Stati membri possono decidere di estendere questa possibilità anche ai viaggiatori dell’UE che hanno ricevuto un altro vaccino.

Spetta inoltre agli Stati membri decidere se accettare un certificato di vaccinazione dopo una dose o dopo il completamento dell’intero ciclo di vaccinazione. Come sappiamo, in Italia è stato deciso di rilasciarlo già dopo la prima dose, anche se si sta discutendo di attendere il completamento del ciclo vaccinale.

Green pass Ue, i bambini lo devono avere?

Anche i bambini possono ottenere il green pass Ue. L’Agenzia europea per i medicinali (EMA) ha dato il via libera all’uso del vaccino BioNTech Pfizer per i bambini di 12-15 anni. I bambini possono anche ricevere un certificato di test negativo o di guarigione.

Il 31 maggio la Commissione ha proposto che i minori che viaggiano con i genitori siano esentati dalla quarantena quando i genitori non devono sottoporsi a quarantena, ad esempio a causa della vaccinazione. Anche i bambini sotto i 6 anni dovrebbero essere esentati dai test relativi al viaggio.

Green pass Ue, in quali Paesi è valido

Fino al 12 agosto di fatto è in vigore un periodo transitorio: se uno Stato membro non è ancora pronto a rilasciare il nuovo certificato ai propri cittadini, è ancora possibile utilizzare altri formati che dovrebbero essere accettati negli altri Stati membri.

Ad oggi 1° luglio, il documento è valido in tutti i Paesi Ue, ma con alcune eccezioni. I Paesi che si sono già tecnicamente pronti a collegarsi al gateway ma che ancora non rilasciano il certificato verde Covid sono:

  • Cipro
  • Ungheria
  • Irlanda
  • Malta
  • Paesi Bassi
  • Romania
  • Svezia

Il regolamento del green pass è stato anche incorporato nell’accordo sullo Spazio economico europeo (SEE), consentendo ai paesi del SEE (Islanda, Liechtenstein e Norvegia) di applicare il sistema dei certificati digitali Covid Ue. Anche i certificati della Svizzera dovrebbero essere accettati alle stesse condizioni.

Il green pass vale dunque anche in:

  • Islanda
  • Liechtenstein
  • Norvegia
  • Svizzera (dove però non è ancora attivo).

Prima di partire consigliamo comunque di consultare la piattaforma Reopen Ue, dove è possibile verificare le restrizioni vigenti nei vari Paesi. Nel sistema ideato dai 27 è previsto un codice a colori per la classificazione delle regioni, in base alla situazione epidemiologica. Le informazioni sono aggiornate frequentemente e disponibili in 24 lingue.

Green pass Ue, cosa fare se non si è vaccinati

Ricordiamo comunque, come chiarito dalla stessa Unione europea, che l’obiettivo del certificato digitale è facilitare la libera circolazione all’interno dell’Unione, ma non è una precondizione per viaggiare. Il Certificato Digitale Covid Ue non è un documento di viaggio.

Le persone non vaccinate devono poter esercitare i loro diritti alla libera circolazione allo stesso modo di quelle vaccinate, ove necessario fatte salve limitazioni quali test o quarantena/autoisolamento.

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