Green Pass, gli ostacoli della partenza: chi rischia di non ricevere il lasciapassare

Dal primo luglio attiva il certificato per viaggiare, ma a pochi giorni dal via sono ancora milioni gli italiani che non riescono a ottenere il codice di immunità

Molti italiani hanno finalmente avuto accesso al vaccino. Dopo una partenza a rilento, infatti, la macchina dell’immunizzazione nazionale contro il coronavirus sta funzionando a pieno regime. Nel futuro si potrebbe prospettare, da un lato, il colpo di coda del Covid attraverso la temutissima variante Delta, che ha già costretto diversi paesi a fare dietrofront sulle riaperture. D’altra parte, invece, e soprattutto dopo interi mesi passati in lockdown, gli abitanti del Belpaese desiderano andare in vacanza. Un sogno che, per avverarsi, ha bisogno del Green Pass, il lasciapassare europeo valido anche per spostarsi all’interno delle regioni arancioni e rosse italiane che, nonostante il trend discendente, gli esperti non escludono, visto il tasso di contagiosità della mutazione del virus isolata per la prima volta in India.

Come funziona e da quando è valida la Certificazione Verde

Mentre si rimanda a questo e a questo link per una una trattazione approfondita di come funziona il Green Pass, che sarà attivo dal primo luglio, vale la pena concentrarsi sugli ostacoli che sta incontrando al debutto il certificato di immunità e sulle categorie che rischiano di essere escluse dai vantaggi del lasciapassare. Insomma, cosa ancora non funziona nel Green Pass?

Chi ancora non riesce a ottenere il Green Pass

Innanzitutto, chi è guarito da meno di sei mesi. Se si è lasciati il Covid alle spalle, infatti, si gode di un’autorizzazione temporanea che dura metà anno. In questi casi dovrebbe automaticamente arrivare, sullo smartphone o per mail, il codice unico che consente di ottenere la certificazione tramite http://www.dgc.gov.it o dalle app Io e Immuni. Sono 4 milioni le persone guarite dalla malattia negli ultimi sei mesi. Cittadini ai quali ancora non è stato recapitato l’ambito numero.

Un’altra categoria per il momento ignorata è rappresentata da chi ha avuto il Covid e ha ricevuto, quindi, una sola dose di vaccino. Questi ex positivi, per carica immunitaria, sono assimilabili a chi ha fatto anche il richiamo, quindi avrebbero diritto a viaggiare in tutti i paesi europei che accettano il Green Pass. Serve un codice, ma il codice ancora non si è visto.

Decine di migliaia di vaccinati all’estero sono in attesa della validazione che riconosca l’immunizzazione ottenuta in un altro paese anche in Italia. Occorre che le certificazioni relative siano validate dalle rappresentanze diplomatiche italiane o dall’Usmaf, la sanità marittima e aerea di frontiera. Queste agenzie tuttavia ignorano per il momento l’incombenza.

Infine, i bambini dai 2 ai 6 anni, senza i quali difficilmente i genitori possono muoversi. Non si tratta di soggetti vaccinabili e per loro non è previsto il tampone. Come fare? A questo ancora non c’è una risposta.

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