Green pass, cosa fare se scade a lavoro o in viaggio

Green pass scaduto, cosa fare? I controlli e gli obblighi di chi è a lavoro o in viaggio

Dal 15 ottobre 2021 il Green pass è diventato obbligatorio per i lavoratori del settore pubblico e privato, ma non solo. Già a partire dal 1 settembre 2021 (DECRETO-LEGGE 6 agosto 2021, n. 111, art. 2), il Certificato verde Covid è stato imposto anche ai viaggiatori per salire a bordo di: aerei; navi e traghetti per il trasporto interregionale (esclusi i collegamenti nello Stretto di Messina); treni di tipo Intercity e Alta Velocità; autobus per il trasporto interregionale; autobus per servizi di noleggio con conducente. Ma cosa succede se, durante il viaggio o il lavoro, la certificazione in possesso scade? 

Green pass scaduto durante il viaggio, quali sono le regole

In queste settimane abbiamo letto spesso di gente, più o meno nota, costretta a scendere da treni in corsa e/o ad interrompere il proprio spostamento perché in possesso di un Green pass scaduto durante il viaggio.

A tal proposito, si ricorda che il tempo di emissione e la durata della Certificazione variano a seconda della prestazione sanitaria a cui è collegata. Nei casi di tampone negativo, per esempio, la Certificazione sarà generata in poche ore e avrà validità per 48 ore dall’ora del prelievo in caso di test antigenico rapido, di 72 ore in caso di test molecolare. Può capitare, quindi, che un Certificato verde Covid valido ad inizio del viaggio non sia più valido dopo un paio di giorni o che – che è successo a molti – scada durante la percorrenza del tragitto in treno (un po’ difficile che questo accada su un aereo perché solitamente i controlli avvengono pre-partenza).

In caso di Green pass scaduto durante il viaggio, il controllore (o il personale responsabile del controllo sui treni o su qualsiasi altro mezzo di trasporto che lo prevede) è tenuto a far scendere il passeggero, che potrà riprendere la propria corsa solo quando si sarà munito di certificazione. Le soluzioni quindi in questo caso sono due:

  • provare a percorrere lo stesso percorso affidandosi, dove e se possibile, a mezzi per cui non è richiesto il Green pass (ad esempio con automobile privata, per cui valgono le regole della zona bianca)
  • effettuare un tampone, attendere l’esito e rimettersi in viaggio.

Per i viaggi fuori dall’Italia, invece, i limiti sono decisi dai singoli Paesi e possono variare in base alla situazione epidemiologica (qui il modulo previsto per gli spostamenti all’estero).

Green pass scaduto a lavoro, quali sono le regole

Situazione simile può verificarsi anche per i lavoratori del settore pubblico o privato, in possesso di Certificato in scadenza.

Secondo la normativa vigente, ogni amministrazione o azienda è autonoma nell’organizzare i controlli (qui le applicazioni usate e concesse), nel rispetto delle normative sulla privacy e delle linee guida emanate con il DPCM del 12 ottobre 2021. Questo vuol dire che sono i datori di lavoro che definiscono le modalità operative per l’organizzazione dei controlli, anche a campione, prevedendo prioritariamente, ove possibile, che tali controlli siano effettuati al momento dell’accesso ai luoghi di lavoro e individuano, con atto formale, i soggetti incaricati dell’accertamento delle violazioni.

In ogni caso, la verifica non potrà essere in misura inferiore al 20% del personale presente in servizio e con un criterio di rotazione che assicuri, nel tempo, il controllo su tutto il personale dipendente.

Il dipendente che risulta sprovvisto di Green pass viene considerato assente ingiustificato (di come opera la sospensione “con riserva” ve ne abbiamo parlato qui). Un Certificato scaduto, anche se da poche ore, è considerato non valido, pertanto il lavoratore sarà tenuto a ripresentarlo nuovamente per essere riammesso in ufficio. Infatti, il soggetto che non risulta in possesso della Certificazione verde Covid al momento dell’accesso al luogo di lavoro (o durante) potrà essere abilitato al rientro in servizio solo dopo averla ripresentata.

Anche in questo caso, come per i viaggi, il lavoratore può di nuovo effettuare un tampone, attendere l’esito e mostrare il risultato negativo al proprio responsabile. Il possesso del Green pass è previsto per accedere ai luoghi di lavoro ma in ogni caso, nella pubblica amministrazione, il lavoratore che non lo possiede o non è in grado di esibirlo non può essere adibito per tale motivo a modalità di lavoro agile e continua ad essere trattato alla stessa stregua di un assente ingiustificato (quindi, a differenza dei viaggi, non ci sono molte alternative possibili).

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