Green pass, la denuncia delle farmacie piene di richieste: cosa succede

La Federfarma protesta per l'impegno eccessivo dei propri punti vendita per stampare i green pass

L’obbligo del green pass nei luoghi pubblici ha prodotto un effetto propulsione per le prenotazioni dei vaccini, che in tutta Italia, come spiegato dal commissario all’emergenza Covid-19, Francesco Paolo Figliuolo, sono incrementate fino al 200% in alcune regioni. Il boom di richieste del certificato sanitario sta però ingolfando le farmacie che lamentano di essere prese d’assalto dai cittadini che per ottenere al green pass preferiscono recarsi nei punti fisici, piuttosto che scaricarlo on-line.

Green pass, la denuncia delle farmacie piene di richieste: la procedura

Uno scenario osservato soprattutto a Roma come testimonia il presidente di Federfarma nella Capitale, Andrea Cicconetti: “Ormai stampiamo green pass all’impazzata. Alcune persone vengono con tessere sanitarie di tutta la famiglia e chiedono anche più copie. Ci siamo ridotti a copisteria, pur non essendolo“.

Sin dalla sua creazione, già prima dell’estensione dell’obbligo per entrare nei luoghi pubblici, il certificato verde può essere sia scaricato tramite App IO o Immuni oppure, per chi non ha accesso o dimestichezza con gli strumenti digitali, può essere richiesto al proprio medico di famiglia, al pediatra di libera scelta e infine in farmacia.

Grazie alle modalità per il rilascio delle certificazioni in farmacia mediante il collegamento con il sistema TS e su richiesta del cittadino, per recuperare la propria Certificazione verde COVID-19 basta infatti recarsi dal medico di base o andare in farmacia fornendo il proprio Codice Fiscale e Tessera Sanitaria per ricevere il Green pass.

L’intermediario (medico o farmacista) potrà quindi o stampare la Certificazione con il QR Code o inviarla ad un indirizzo email fornito dal richiedente.

Green pass, la denuncia delle farmacie piene di richieste: la situazione a Roma

“Secondo me c’è un grosso problema – sostiene Cicconenti – Un conto è stampare 10 Green pass al giorno e un conto è che ne stampi 100-120. Siamo arrivati a stampare green pass per intere famiglie – prosegue – Tutto questo ha un costo sia in termini economici sia di tempo che viene sottratto a persone che stanno male e sono in fila per prendere medicine o magari per l’ossigeno”.

“Molti quando si presentano in farmacia con la tessera sanitaria non hanno nulla caricato sul loro fascicolo perché magari, ad esempio, è mancata la comunicazione sull’avvenuta guarigione – ha raccontato ancora Cicconetti -. E quando spieghi che nel loro fascicolo non risulta ancor attivato il green pass alcuni veramente mettono a ferro e fuoco la farmacia, è successo.”

Disagi confermati anche da Francesco Fullone, presidente di Federfarma Puglia, regione nella quale i farmacisti sarebbero “subissati dalle richieste di green pass”.

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