Gran Bretagna, addio alle restrizioni nonostante la Delta: cosa cambia, da quando e cosa si rischia

Addio alle restrizioni, nonostante l'aumento vertiginoso dei contagi. L'annuncio di Boris Johnson conferma la road map inglese

Addio alle restrizioni, nonostante l’aumento vertiginoso dei contagi. Mentre da Israele arrivano nuovi dati che complicano le cose riguardo alla protezione del vaccino Pfizer contro la variante Delta, la Gran Bretagna prevede di eliminare le leggi che impongono mascherine e distanziamento sociale appena dopo la metà di luglio.

La conferma è arrivata direttamente dal premier Boris Johnson, che ha comunque riconosciuto che la revoca delle restrizioni aumenterà, inevitabilmente, i nuovi casi di Coronavirus nel Paese. “Voglio sottolineare fin dall’inizio che questa pandemia è tutt’altro che finita”, ha detto il premier, prevedendo che i casi potrebbero raggiungere i 50mila al giorno entro il 19 luglio, data in cui il Paese tornerà alla normalità.

Il governo britannico, che ha imposto uno dei lockdown più lunghi al mondo, ha revocato le restrizioni per l’Inghilterra in una serie di passaggi iniziati con la riapertura delle scuole a marzo. La quarta e ultima fase è stata ritardata il mese scorso per consentire a più persone di essere vaccinate a causa della rapida diffusione della variante Delta.

Covid in Gran Bretagna: la situazione tra contagi e vaccini

Finora, l’86% degli adulti britannici ha ricevuto almeno una dose di vaccino e il 64% è completamente vaccinato. Il governo mira a dare a tutti gli over 18 entrambe le dosi entro metà settembre. La Gran Bretagna ha registrato oltre 128mila morti per Covid, il secondo bilancio più alto in Europa dopo la Russia, e le infezioni sono in aumento proprio a causa della variante indiana.

I casi confermati sono aumentati da circa 2mila al giorno all’inizio di quest’anno a 25mila al giorno nell’ultima settimana. Ma il numero dei decessi è sostanzialmente stabile, a meno di 20 al giorno. E questo è indubbiamente un segnale ottimo, che indica chiaramente che i vaccini sono essenziali contro la malattia grave, il rischio di ospedalizzazione e di morte.

E rivela come, probabilmente, dovremo fare i conti con il Covid-19 ancora per molto tempo, con una sua versione endemica, che resterà latente e con la quale impareremo a convivere, protetti grazie alla vaccinazione, fino alla sua scomparsa definitiva. Lo stesso Johnson ha detto che dobbiamo imparare a “convivere con questo virus” (un importante cambio di passo per lui, che in precedenza aveva dipinto il Covid come un nemico da sconfiggere”), e anche a “riconciliarci, purtroppo, con più morti per Covid. Se non lo facciamo adesso quando abbiamo fatto così tanto con la vaccinazione per spezzare il legame, quando mai potremo farlo?”.

I funzionari della sanità pubblica hanno spiegato chiaramente che il programma di vaccinazione britannico ha indebolito il legame tra infezioni e decessi, sebbene non lo abbia interrotto.

Il messaggio di Johnson è stato accolto con favore dai legislatori scettici rispetto ai blocchi nel Partito Conservatore al governo di Johnson, che affermano che il danno economico e sociale di queste restrizioni di lunga durata del virus supera i benefici per la salute pubblica, e anche dalla stampa populista britannica, che ha soprannominato il 19 luglio “giorno della libertà”. Anche gli appartenenti ai settori dello spettacolo e del turismo hanno accolto con favore la decisione del governo.

Ma i funzionari e gli scienziati della sanità pubblica hanno esortato alla cautela, affermando che abbandonare del tutto le maschere e il distanziamento sociale potrebbe essere pericoloso.

Cosa cambia in Gran Bretagna dal 19 luglio

Johnson ha affermato che i controlli legali saranno sostituiti dalla “responsabilità personale” quando il Paese passerà alla fase finale della sua tabella di marcia per la revoca delle restrizioni, prevista per il 19 luglio, anche se il premier ha precisato che la decisione finale arriverà il 12 luglio.

Se tutto sarà confermato, via dunque le maschere dal 19 luglio dopo mesi, anche se saranno comunque raccomandate in alcuni spazi chiusi, come ad esempio i trasporti pubblici. La rimozione delle regole di distanziamento sociale consentirà ai locali notturni di riaprire per la prima volta in 16 mesi e ai clienti di entrare e tornare ad ordinare normalmente, senza più bisogno di scansionare con l’app del telefono le proprie info personali.

Stop anche allo smart working, con la possibilità lasciata ai datori di decidere se far rientrare i dipendenti in presenza o meno.

Le novità dal 19 luglio si applicano in Inghilterra. Le altre parti del Regno Unito – Scozia, Galles e Irlanda del Nord – stanno seguendo le proprie tabelle di marcia, che sono comunque del tutto simili.

Covid in Israele: cosa preoccupa del vaccino Pfizer e della variante Delta

Intanto in Israele il ministero della Salute ha segnalato lunedì 501 nuovi casi di Coronavirus, con un aumento del 50% rispetto al giorno precedente. Il dato è il più alto dal 30 marzo, quando 571 sono risultati positivi al virus.

Delle nuove infezioni di lunedì, il 42% era stato vaccinato contro il Covid. Questo a causa della rapida diffusione della variante Delta, altamente contagiosa, che ora è responsabile di oltre il 90% dei casi in Israele. Anche la percentuale di tamponi positivi è passata dallo 0,7% di domenica allo 0,97% di lunedì. Delle nuove infezioni, 31 sono tornate di recente dall’estero e le altre sono state infettate tramite trasmissione comunitaria. L’Rt nazionale è a 1,43.

74 pazienti sono ricoverati, il 43% dei quali era completamente vaccinato, e 5 sono stati aggiunti lunedì, di cui 3 vaccinati. A partire da martedì, i pazienti in gravi condizioni erano 33, in calo di due rispetto al giorno precedente. La cifra include 17 in condizioni critiche e 16 che sono attualmente in ventilazione.

Anche il tasso di morbilità tra i bambini di età compresa tra 0 e 11 anni è quadruplicato nell’ultima settimana. Il numero di casi in questa fascia di età a Tel Aviv costituisce quasi un terzo della morbilità totale della fascia di età in tutto il Paese. Al contrario, non c’è stato un aumento significativo della morbilità tra i giovani di età compresa tra 12 e 18 anni. Circa un quinto di tutti i giovani di questa fascia di età sono vaccinati contro il virus.

Il ministero della Salute ha anche espresso preoccupazione per il fatto che l’efficacia del vaccino Pfizer contro la variante Delta appaia molto inferiore a quanto inizialmente ipotizzato. Il vaccino contro il coronavirus Pfizer-BioNTech è sceso al 64% di efficacia nella prevenzione dell’infezione in Israele mentre la variante delta continua a diffondersi in tutto il Paese.

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