Vaccino AstraZeneca, i Paesi che l’hanno sospeso: cosa dicono i dati sulla sicurezza

Dopo lo stop al vaccino di Oxford, l'agenzia nazionale e gli altri paesi Ue aspettano la decisione dell'Ema: giovedì la riunione

Il fronte dei paesi Europei che sospendono la somministrazione del vaccino AstraZeneca si estende a Germania, Francia, Spagna e Italia.

Nel Belpaese è stata l’Aifa, l’agenzia di regolamentazione dei farmaci nazionale, ad annunciare lo stop alla campagna di immunizzazione nella parte che prevede l’utilizzo del siero sviluppato a Oxford.

Come la decisione, coordinata a livello continentale, anche la premessa resta identica per tutti i Paesi che hanno deliberato uno stop: la mossa, dichiarano gli esponenti delle istituzioni, è stata presa in via precauzionale, o cautelare, o in coordinamento con altri membri Ue. Formule che invitano alla prudenza, perché al momento non c’è nessuna correlazione causale tra i decessi per trombosi, verificatisi negli ultimi giorni e appunto l’inoculazione del preparato.

Quando arriva la decisione dell’Ema su AstraZeneca

Ora la palla passa all’Ema, l’agenzia di regolamentazione europea, che deciderà entro giovedì 18 marzo, quando è stata fissata una riunione straordinaria per fare il punto sulle informazioni raccolte e prendere in considerazione eventuali nuovi azioni da intraprendere: “Gli esperti stanno esaminando in dettaglio tutti i dati disponibili”, fanno sapere dall’ente, per determinare se “l’evento sia stato dovuto ad altre cause”, diverse insomma dalla vaccinazione.

Nei giorni scorsi tuttavia l’istituzione con sede ad Amsterdam aveva già fatto sentire la propria voce con un comunicato, nel quale si sottolineava che i casi di trombosi, tra chi ha già ricevuto AstraZeneca, non sono maggiori rispetto al resto della popolazione, e che i benefici della profilassi restano pur sempre superiori ai rischi.

I paesi che hanno sospeso il vaccino

Il vaccino è stato sospeso in Francia per un giorno, in Spagna per due settimane e in Italia e Germania a tempo determinato. Tra gli altri Paesi che hanno momentaneamente accantonato AstraZeneca, anche Austria, Bulgaria, Cipro, Danimarca, Estonia, Grecia, Islanda, Irlanda, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia e Svezia.

In Italia l’alt dell’Aifa arriva dopo le rassicurazione del presidente Giorgio Palù in televisione. Su Rai 3 l’esperto aveva accennato alla “molta emotività” che circonderebbe il tema vaccini, lasciando trapelare ottimismo rispetto all’ipotesi delle morti sospette.

Di questi giorni anche la querelle con cui l’agenzia ha sollecitato la Regione Piemonte, mossasi in autonomia, a rimettere le decisioni su eventuali sospensioni in capo alla stessa Aifa, autorità competente in merito. Che poi ha seguito a ruota.

Il caso Regno Unito e i dati sulla sicurezza del vaccino

Parla però (con i fatti) anche la campagna inglese. Qui AstraZeneca è stato ampiamente utilizzato: 11 milioni i cittadini che lo hanno ricevuto. Tra loro i casi di trombosi sono addirittura meno della media, fa sapere l’ente regolatorio Uk.

Astrazeneca ha pubblicato nelle scorse ore i dati sulla sicurezza del suo vaccino anti Covid, sottolineando che, dopo “un’attenta revisione” dei dati, non è stato riscontrato “un aumento del rischio di embolia polmonare, trombosi venosa profonda (TVP) o trombocitopenia, in qualsiasi fascia di età, sesso, lotto o in un determinato Paese”.

Astrazeneca ha reso noto che, nei territori a cui fanno riferimento i dati di sicurezza, cioè l’Unione Europea e il Regno Unito, si sono verificati “15 eventi di TVP e 22 eventi di embolia polmonare” tra chi è stato vaccinato fino all’8 marzo. L’azienda farmaceutica ha evidenziato che si tratta di un numero “molto più basso di quanto ci si aspetterebbe che si verifichi naturalmente in una popolazione di queste dimensioni ed è simile per altri vaccini Covid-19 autorizzati”.

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