Coronavirus, migranti in fuga: cosa succede in Sicilia

Caos migranti a Caltanissetta e Agrigento, due fughe nelle ultime 24 ore spaventano i siciliani: ma solo l'1,5% di chi arriva in Italia è positivo

In Sicilia è esploso un vero e proprio ‘caso migranti‘ dopo due fughe di massa in 24 ore: 139 tunisini, abbandonata la quarantena del Cara di Pian del Lago, sono stati rintracciati a Caltanissetta. Stessa scena a Porto Empedocle (Agrigento), dove 520 migranti sono stati riuniti in una tensostruttura con una capienza di 100 persone: alcuni sono scappati, alimentando la paura dei siciliani in merito a una possibile diffusione del contagio. Secondo una ricerca dell’Ispi, però, solo l’1,5% dei migranti risulterebbe realmente positiva al coronavirus.

Cosa è successo a Caltanissetta

A Caltanissetta si è tenuto un vertice sulla sicurezza in prefettura, cui ha partecipato anche il sindaco Roberto Gambino. Il primo cittadino ha chiesto alla ministra dell’Interno, Luciana Lamorgese, di chiudere il Cara, ritenuto non idoneo per la quarantena. La struttura, infatti, era stata creata per accogliere i richiedenti asilo: con questa motivazione, Gambino ha chiesto inoltre di bloccare l’arrivo di ulteriori migranti in città.

Cosa è successo a Porto Empedocle

A Porto Empedocle, in provincia di Agrigento, dei 520 migranti ammassati nella tensostruttura della Protezione civile aveva parlato la sindaca del M5S, Ida Carmina, prima della fuga di alcuni di loro. La prefettura fatica a trovare posti disponibili dove i migranti possano effettuare la sorveglianza sanitaria, i migranti sono scappati perché nella struttura non ci sono finestre. La stessa sindaca l’ha definita un “forno“. Il ministero dell’Interno ha reso noto di aver rintracciato quasi tutti i fuggitivi.

La ministra Lamorgese ha comunque spiegato come dal punto di vista sanitario la situazione sia sotto controllo: i test sierologici sono risultati negativi, così come tutti i tamponi sin qui effettuati sui migranti attualmente a Porto Empedocle, così come a Lampedusa.

Lamorgese invia militari e nave per quarantena

Si è detto estremamente preoccupato Nello Musumeci, presidente della Regione Sicilia, che in un post su Facebook ha scritto di ulteriori fughe di migranti sull’isola: oltre a Caltanissetta e Porto Empedocle, il governatore ha parlato di episodi a Pantelleria e Pozzallo.

La situazione ha quindi indotto la ministra Lamorgese a rafforzare l’attività di controllo sui centri per migranti. A breve verrà inviato personale militare dell’operazione Strade sicure ed entro pochi giorni sarà garantito anche l’invio in Sicilia di nave da destinare alla quarantena dei migranti.

Migranti, solo l’1,5% di chi arriva in Italia è positivo

Quindi, a detta dell’Istituto, non si dovrebbe temere un incremento del contagio portato dagli immigrati: tra chi è arrivato regolarmente e chi è sbarcato la percentuale dei positivi è dell’1,5%. Da non dimenticare che le positività sono state certificate su gruppi di migranti che avevano condiviso la stessa imbarcazione durante il viaggio, dando credito all’ipotesi che un numero significativo si sia infettato nel corso della traversata.

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