Fase 2, il Governo pensa a un’Italia divisa in 3 macroaree

Governo al lavoro sui piani di riapertura della Fase 2: le ipotesi al vaglio

Il Governo è a lavoro sulla Fase 2: una volta superato il picco dei contagi da Covid-19, in Italia gli esperti stanno studiando un piano di intervento finalizzato alla ripresa graduale delle attività. L’idea è quella di dividere il Paese in 3 macroaree, tenendo conto dei vari rischi e differenziando i vari settori professionali. Si tratta solo di ipotesi ma, stando alle ultime notizie trapelate da Palazzo Chigi, le restrizioni potrebbero presto allentarsi.

Fase 2: l’Italia sarà divisa in 3 macroaree

Nella Fase 2 l’Italia potrebbe essere divisa in 3 macroaree: Nord, Centro e Sud. All’interno delle stesse macroaree, sempre secondo gli esperti, sarebbe opportuno procedere facendo ulteriori distinzioni tra territori più a rischio e meno a rischio. Da cosa dipenderà questa differenziazione? Dalla possibile diffusione dei contagi. Nelle regioni e province dove si è registrato il maggior numero, infatti, si cercherà di procedere con più cautela, mentre più elastici si potrebbe essere nei confronti delle zone dove la diffusione del Coronavirus è stata meno aggressiva.

All’allentamento delle restrizioni, però, seguirà un costante monitoraggio della situazione (si parla di valutazioni fatte ogni 15 giorni). Qualora la riapertura delle attività e la ripresa graduale della vita sociale faccia registrare un aumento dei contagi, difatti, le autorità sarebbero tenute a rimettere i divieti imposti prima della fine del lockdown.

Per quanto riguarda invece gli spostamenti, è probabile che venga concesso di muoversi da un’area all’altra (anche da un comune all’altro, o da provincia a provincia e da regione a regione), ma solo se si tratta di zone che hanno registrato – e continueranno a registrare – una bassa diffusione del virus. Laddove la diffusione è stata e sarà maggiore, invece, potrebbero essere vietati persino gli spostamenti da un comune all’altro.

Fase 2: quali sono le attività che apriranno per prime dopo il lockdown?

Uno dei punti cruciali della Fase 2 è quello di capire quali attività commerciali apriranno per prime una volta finito il lockdown. L’economia traballa, gli imprenditori sono in crisi e, pertanto, l’obiettivo è cercare di capire come ridurre al minimo i rischi di contagio cercando di non far collassare il Paese.

Secondo quanto emerso nelle ultime ore, le attività ad aprire per prime potrebbero essere quelle dove il rischio contagio risulta essere minore. Tra queste, come confermato anche ad un’analisi Inail, rientrerebbero le aziende operanti nel settore moda e automotive, ma anche i cantieri del settore edile e i mobilifici. Le riaperture in questo caso potrebbero essere autorizzate già a partire dal 27 aprile, mentre non è escluso che bar e ristoranti rialzino le saracinesche dal 4 maggio in poi.

Tutto questo, tuttavia, sarà possibile solo se i datori di lavoro garantiranno lo svolgimento delle attività in massima sicurezza, e quindi: il distanziamento sociale, la fornitura di mascherine indonee e guanti, disinfettanti e tutti gli strumenti di protezione necessari.

Ok alla riapertura graduale della Fase 2, ma c’è chi minaccia di chiudere i confini

Tutte le ipotesi sopra esposte, lo ricordiamo, sono destinate a rimanere tale almeno fino all’ok definitivo del Governo. In più occasioni, infatti, l’Esecutivo ha esortato i cittadini ad aspettare comunicazioni ufficiali in merito alla gestione della Fase 2. Sulle riaperture, nello specifico, il dibattito è aperto e, mentre Lombardia e Veneto spingono per ripartire (seppur con le dovute tutele), c’è chi con la fine del lockdown minaccia di chiudere i confini.

Il Governatore della Campania Vincenzo De Luca, infatti, ha dichiarato di essere intenzionato a procedere con l’isolamento della Regione qualora le misure adottate non siano in grado di assicurare la non diffusione del virus.

Sulle procedure che verranno adottate nella Fase 2, così come le disposizioni contenitive e gli stessi divieti, è comunque tutto un work in progress. In questo momento il Governo, insieme al Comitato tecnico scientifico e alla task force di esperti per fronteggiare l’emergenza Coronavirus, sta ancora valutando le varie proposte sul tavolo.

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