Esenzione Iva su mascherine e stop ai dazi, arriva la decisione Ue

La Commissione Ue ha deciso di prorogare fino al 31 ottobre l’esenzione Iva sulle mascherine e lo stop ai dazi applicati all'importazione di dpi e attrezzature mediche

La Commissione Europea ha deciso di prorogare fino al 31 ottobre 2020 l’esenzione dell’Iva sulle mascherine, oltre all’eliminazione dei dazi doganali applicati all’importazione di mascherine e di altri dispositivi da Paesi terzi.

La proroga

La scadenza originariamente prevista per l’iniziativa era il 31 luglio 2020. La proroga è intesa dunque a estendere l’agevolazione introdotta dalla Commissione Ue il 3 aprile scorso, nei primi mesi dell’emergenza sanitaria, pensata per unire le forze nella lotta contro il coronavirus.

Tale regime agevolato, che non riguarda solamente l’importazione di mascherine ma anche di kit di test e attrezzature mediche, come ventilatori polmonari, riguarda tutti gli Stati dell’Unione europea.

Mascherine senza Iva e stop ai dazi, la decisione Ue

La decisione di aprile, la numero C(2020) 2146, prevede che le merci necessarie alla lotta contro la pandemia di Covid-19 vengano ammesse in franchigia dai dazi ed esenti dall’imposta sul valore aggiunto, qualora vengano soddisfatte alcune specifiche condizioni: ad esempio, deve trattarsi di prodotti destinati alla distribuzione gratuita alle persone a rischio di Covid-19 o coinvolte nella lotta all’epidemia, e le merci devono essere importate “per l’immissione in libera pratica da o per conto di organizzazioni statali, compresi enti statali, enti pubblici e altri organismi di diritto pubblico o da o per conto di organizzazioni approvate dalle autorità competenti negli Stati membri”.

“L’11 giugno 2020 la Commissione ha consultato tutti gli Stati membri, nonché il Regno Unito, in merito alla necessità dell’estensione e hanno proceduto a richiederlo”, si legge nella nota pubblicata dalla Commissione Ue. “La franchigia si applicherà ininterrottamente fino al 31 ottobre 2020”.

In Italia, a seguito della decisione europea del 3 aprile scorso, è giunta la determinazione direttoriale dell’Agenzia delle Dogane e Monopoli n. 107042/2020. Tale determinazione ha stabilito che sono ammesse all’esenzione dall’Iva e dai dazi doganali le importazioni di merci necessarie al contrasto dell’emergenza sanitaria, effettuate da, o per conto di, organizzazioni pubbliche (come enti statali o organismi di diritto pubblico), e organizzazioni autorizzate dalle competenti Autorità nazionali e delle unità di pronto soccorso.

Esenzione Iva, cosa prevede il Dl Rilancio

Anche il Decreto Rilancio (qui lo speciale QuiFinanza) ha previsto l’esenzione dell’Iva sulle mascherine e sui dispositivi di protezione individuale. L’art. 124 ha infatti ha disposto che, in via transitoria, la cessione di determinati beni impiegati nell’emergenza sia da considerarsi “esenti” dall’Iva. Tale regime è valido fino al 31 dicembre 2020, mentre, a partire dal 2021, si applicherà un’aliquota agevolata del 5%.

Tra i prodotti soggetti all’agevolazione, troviamo:

  • ventilatori polmonari per terapia intensiva (e altre attrezzature mediche);
  • mascherine chirurgiche ed Ffp2 e Ffp3;
  • articoli di abbigliamento protettivo per finalità sanitarie quali guanti in lattice, in vinile e in nitrile, visiere e occhiali protettivi, tuta di protezione, calzari e soprascarpe, cuffia copricapo, camici impermeabili, camici chirurgici;
  • termometri;
  • detergenti disinfettanti per mani;
  • dispenser a muro per disinfettanti;
  • strumentazione per diagnostica per COVID-19;
  • tamponi per analisi cliniche;
  • provette sterili;
  • attrezzature per la realizzazione di ospedali da campo.

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