Falsa e-mail Agenzia delle Entrate con virus: attenti alla truffa

La Polizia Postale invita gli utenti a diffidare da una mail del Fisco che chiede di aprire un allegato: attenzione, si tratta di un trojan

I mesi di lockdown hanno segnato un boom di truffe online, che hanno sfruttato il maggior utilizzo della rete da parte degli italiani, chiusi in casa per proteggersi da possibili contagi.

Truffe in aumento durante il lockdown

I dati sono impressionanti: si parla di una crescita del 167% a livello nazionale, che si è tradotta in 28mila segnalazioni di truffe alla Polizia Postale tra marzo e maggio, a fronte delle quasi 10.500 dello scorso anno.

Ma anche dopo la fine del lockdown, il fenomeno è continuato: molti casi segnalati con la ripresa degli spostamenti riguardano frodi legate a viaggi e prenotazioni di case vacanze. Ma non solo: in queste ore, la Polizia Postale sta mettendo in guardia gli utenti del web dall’ennesima truffa concepita a loro danno.

La falsa e-mail dell’Agenzia delle Entrate, come funziona

Si tratta di una e-mail fraudolenta che sembra provenire dall’Agenzia delle Entrate, di cui sfrutta anche il logo. Tale e-mail chiede a chi la riceve di collaborare alla “verifica della conformità dei pagamenti della vostra persona o impresa”, e cita a supporto una serie di normative di legge che potrebbero ingannare il malcapitato, corroborando la credibilità della comunicazione.

Il passo successivo è la richiesta di “immediata presa visione dei file xls nell’archivio incluso a questa email”: si invita, quindi, ad aprire l’allegato che giunge insieme alla comunicazione.

Una richiesta a prima vista innocua: siamo spesso abituati a truffe che invitano gli utenti a comunicare su siti e piattaforme i dati della propria carta di credito. In questo caso, la semplice apertura dell’allegato rappresenta un grosso rischio, poiché – spiega la Polizia Postale – si tratta di un trojan studiato per rubare credenziali bancarie, dati delle carte di credito ed altri dati sensibili delle vittime.

Come difendersi

Per evitare di incappare in frodi di questo tipo, è sempre consigliabile verificare l’autenticità della fonte. Già in passato l’Agenzia delle Entrate aveva specificato di essere totalmente estranea all’invio di messaggi di questo tipo.

La Polizia di Stato invita dunque gli utenti alla massima cautela, e, in caso di ricezione di comunicazioni di dubbia natura, di segnalare il fatto tramite il proprio portale (accessibile qui).

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