Elezioni e Covid, come funziona la nuova proposta di legge per votare “a distanza”

Consegnata ai capigruppo, ha raccolto consensi a desta e a sinistra: è sponsorizzata da un collettivo di giovani dalla Calabria per avere elezioni più inclusive

La pandemia sospende l’esercizio di democrazia, nella sua forma più partecipativa e diretta: si parla naturalmente delle elezioni.

Con un decreto legge il governo ha rinviato le elezioni amministrative, regionali e suppletive per Camera e Senato, previste inizialmente nella primavera di quest’anno. La nuova finestra individuata dal provvedimento è il periodo compreso tra il 15 settembre e il 15 ottobre.

Sono 1.293 i comuni interessati dallo slittamento all’autunno, quando, nella visione dell’esecutivo, in Italia si sarà finalmente raggiunta l’immunità di gregge. Tra le amministrazioni in cui si andrà alla conta dei voti, quelle, importantissime, di Roma, Milano, Torino e Napoli.

L’anomalia della Calabria, quando si vota per il governatore

Per la regione Calabria invece è già il secondo rinvio, dopo lo scostamento, dal 14 febbraio, dell’apertura delle urne al giorno 11 aprile. I cittadini sono chiamati a rinnovare i vertici del governo regionale dopo la scomparsa prematura dell’ex numero uno della giunte, Jole Santelli, eletta nelle fila del partito di Berlusconi. È chiaro che lo stato d’eccezione non può essere prorogato ulteriormente.

Proprio in vista di una consultazione quanto più inclusiva possibile, Giuseppe Brescia, presidente della Commissione Affari Costituzionali della Camera, ha fatto pervenire ai capigruppo una bozza di proposta di legge stilata da Roberto Bin e Salvatore Curreri, costituzionalisti, che può già vantare il consenso di M5s, Pd e Forza Italia. A dare impulso all’iniziativa, un comitato di giovani calabresi.

Come funziona la proposta per il voto “a distanza”

Nel testo si legge che “gli elettori temporaneamente domiciliati” fuori comune o fuori regione, “possono esercitare il proprio diritto di voto presso l’Ufficio territoriale del Governo operante nel territorio del Comune in cui hanno eletto domicilio (…) previa specifica comunicazione (…) all’Ufficio territoriale del Governo” della circoscrizione di residenza, entro quattro mesi dalla data delle elezioni.

Il meccanismo, che assume un’importanza particolare in pandemia, ha però ambizioni di lungo termine, essendo pensato appositamente per i fuori sede. E mentre la sottosegretaria Cinque Stelle per il Sud, Dalila Nesci, comunica la sua approvazione (che trova echi a livello nazionale anche tra i forzisti), il collettivo Peppe Valarioti spiega le ragioni della proposta: l’obiettivo è di correggere “un vulnus di questo sistema democratico, che penalizza centinaia di migliaia tra studenti e lavoratori italiani”.

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