Vaccini, addio alle primule di Draghi. Come funzionano i drive through di Figliuolo

Il commissario per l'emergenza, Francesco Paolo Figliuolo, sostituisce il piano vaccini di Arcuri, il suo predecessore: cosa cambia con i drive through

Con la sostituzione di Domenico Arcuri, ormai ex commissario per l’emergenza Covid, se ne va anche il suo piano vaccinale. Il generale Francesco Paolo Figliuolo, scelto dal premier Mario Draghi per gestire la fase più delicata della pandemia, non ricorrerà alle ‘primule’ (risparmiando così 8,5 milioni di euro), bensì a ciò che gli italiani avevano già visto nei mesi scorsi con i tamponi: i drive through. Cosa sono e come sarà il nuovo piano vaccinale.

Vaccini, Figliuolo rilancia i drive through: cosa sono e come funzionano

Tanti italiani, durante la pandemia, si sono sottoposti almeno una volta al tampone. Alcuni di loro lo hanno fatto a bordo della loro auto. Di fatto, quello è il drive through: restare a bordo del veicolo, abbassare il finestrino e lasciare che l’operatore sanitario somministri il test. La stessa cosa dovrebbe accadere con i vaccini.

A Milano, nell’ospedale Baggio, l’esercito ha già allestito la prima struttura dedicata alle persone che hanno problemi motori e non possono attendere in piedi il loro turno. Le Asl che faranno richiesta potranno replicare la modalità in altre zone allestite dalle Forze Armate per i tamponi. In Italia, complessivamente, sono circa 150 (il più famoso è forse quello della Cecchignola, a Roma).

Figliuolo vorrebbe mettere a disposizione anche hangar, caserme e tensostrutture, coinvolgendo 300 mila volontari della Protezione civile e 1.700 militari impegnati quotidianamente nel trasporto, nella distribuzione e nella somministrazione dei vaccini. Intanto, venerdì 5 marzo governo e Regioni terranno un incontro sul tema vaccini a cui prenderanno parte anche il nuovo capo della Protezione civile, Fabrizio Curcio, e lo stesso Francesco Paolo Figliuolo.

Vaccini, Draghi chiama la von der Leyen: di cosa hanno parlato

Intanto l’auspicio di tutti, a prescindere dallo schieramento politico, è che dal punto di vista delle forniture dei vaccini si arrivi a una svolta. Il presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha parlato con la presidente della Commissione Ursula von der Leyen.

Al centro del confronto, l’obiettivo prioritario di un’accelerazione nella risposta sanitaria europea al Covid-19. Nella telefonata sono stati inoltre discussi il Recovery Fund e l’esigenza di una gestione europea dei flussi migratori mirata a una maggiore proporzionalità tra responsabilità e solidarietà degli Stati Membri.

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