Dpcm, i 21 indicatori Covid usati per classificare le zone rosse, arancioni e gialle

Conte e i tecnici dell'Iss e del ministero della Salute hanno spiegato che per la valutazione delle zone sono stati utilizzati ben 21 parametri. Ma quali sono?

Ha fatto molto discutere la suddivisione operata dal premier Conte e dalla sua squadra di Governo in merito alle tre zone (gialla, arancione, rossa) che fissano nuove regole per gli italiani, riportando il nord-ovest e un pezzo di Sud in lockdown.

Italia spaccata in 3

Lombardia, Piemonte, Valle d’Aosta e Calabria da venerdì 6 novembre, e solo per due settimane per il momento, ripiombano in una situazione di controllo duro e divieti stringenti, perché la situazione epidemiologica è stata valutata “di massima gravità”.

Il tanto temuto scenario 4 è arrivato per queste Regioni, mentre le altre sono state colorate di giallo, a parte Puglia e Sicilia arancioni perché considerate ad alto rischio.

Le misure restrittive previste dal nuovo Dpcm 3 novembre si sono basate però di fatto su dati riferiti alla settimana tra il 19 e il 25 ottobre, quindi con diversi giorni di ritardo rispetto alla situazione reale. E proprio su questo punto, e sul presunto utilizzo di due pesi e due misure, si è accesa la protesta di alcuni Governatori, come quello del Piemonte Cirio o il primo cittadino di Milano Sala.

Conte e i tecnici dell’Iss e del ministero della Salute hanno spiegato che per la valutazione delle zone sono stati utilizzati ben 21 parametri. Ma quali sono questi parametri?

3 ambiti di valutazione

L’elenco dei 21 indicatori per il controllo del rischio prevede il monitoraggio di 9 parametri. Tutti i dati raccolti vengono analizzati da due algoritmi di valutazione, che a loro volta generano la cosiddetta matrice del rischio, definita come la combinazione della probabilità e dell’impatto di una minaccia sanitaria.

Si determina, così, la probabilità di un peggioramento della situazione sanitaria: se la probabilità risulta alta, il rischio è considerato “molto elevato”.

Gli indicatori sono divisi in tre ambiti:

  • il primo misura la capacità di raccolta dati delle singole Regioni
  • il secondo la capacità di testare tutti i casi sospetti e di garantire adeguate risorse per contact tracing, isolamento e quarantena
  • il terzo valuta la capacità “ricettiva” dei servizi sanitari e il monitoraggio del contagio.

21 indicatori di rischio

Questi i 21 indicatori:

  1. Numero di casi sintomatici notificati per mese in cui è indicata la data inizio dei sintomi, sul totale di casi sintomatici notificati al sistema di sorveglianza nello stesso periodo.
  2. Numero di casi notificati per mese con storia di ricovero in ospedale, in reparti diversi dalla terapia intensiva, in cui è indicata la data di ricovero, sul totale di casi con storia di ricovero in ospedale, in reparti diversi dalla terapia intensiva, notificati al sistema di sorveglianza nello stesso periodo.
  3. Numero di casi notificati per mese con storia di trasferimento/ricovero in reparto di terapia intensiva in cui è indicata la data di trasferimento o ricovero in terapia intensiva, sul totale di casi con storia di trasferimento/ricovero in terapia intensiva notificati al sistema di sorveglianza nello stesso periodo.
  4. Numero di casi notificati per mese in cui è riportato il comune di domicilio o residenza, sul totale di casi notificati al sistema di sorveglianza nello stesso periodo.
  5. Numero di checklist somministrate settimanalmente a strutture residenziali sociosanitarie (opzionale).
  6. Numero di strutture residenziali sociosanitarie rispondenti alla checklist settimanalmente con almeno una criticità riscontrata (opzionale).
  7. Percentuale di tamponi positivi, escludendo per quanto possibile tutte le attività di screening e il “re-testing” degli stessi soggetti, complessivamente e per macro-setting (territoriale, pronto soccorso/ospedale, altro) per mese.
  8. Tempo tra data inizio sintomi e data di diagnosi.
  9. Tempo tra data inizio sintomi e data di isolamento (opzionale).
  10. Numero, tipologia di figure professionali e tempo, sul totale delle persone dedicate in ciascun servizio territoriale al contact-tracing.
  11. Numero, tipologia di figure professionali e tempo, sul totale di persone dedicate in ciascun servizio territoriale alle attività di prelievo/invio ai laboratori di riferimento e monitoraggio dei contatti stretti e dei casi posti rispettivamente in quarantena e isolamento.
  12. Numero di casi confermati di infezione nella Regione per cui sia stata effettuata regolare indagine epidemiologica con ricerca dei contatti stretti, sul totale di nuovi casi di infezione confermati.
  13. Numero di casi riportati alla Protezione civile negli ultimi 14 giorni.
  14. Rt calcolato sulla base della sorveglianza integrata ISS (si utilizzeranno due indicatori, basati su data inizio sintomi e data di ospedalizzazione).
  15. Numero di casi riportati alla sorveglianza sentinella Covid-net per settimana (opzionale).
  16. Numero di casi per data diagnosi e per data inizio sintomi riportati alla sorveglianza integrata Covid per giorno.
  17. Numero di nuovi focolai di trasmissione (2 o più casi epidemiologicamente collegati tra loro o un aumento inatteso nel numero di casi in un tempo e luogo definito).
  18. Numero di nuovi casi di infezione confermata da SARS-CoV-2 per Regione non associati a catene di trasmissione note.
  19. Numero di accessi al pronto soccorso con classificazione ICD-9* compatibile con quadri sindromici riconducibili a Covid-19 (opzionale)
  20. Tasso di occupazione dei posti letto totali di terapia intensiva (codice 49) per pazienti Covid.
  21. Tasso di occupazione dei posti letto totali di area medica per pazienti Covid.

* Rientrano nella ICD-9 (Classificazione Internazionale delle Malattie):

  • 001-139 Malattie infettive e parassitarie
  • 140-239 Tumori
  • 240-279 Malattie delle ghiandole endocrine, nutrizione, metabolismo, e disturbi immunitari
  • 280-289 Malattie del sangue e organi emopoietici
  • 290-319 Disturbi mentali
  • 320-389 Malattie del sistema nervoso e degli organi di senso
  • 390-459 Malattie del sistema circolatorio
  • 460-519 Malattie dell’apparato respiratorio
  • Roma 16-18 marzo 2016
  • 460-519 Malattie dell’apparato respiratorio
  • 520-579 Malattie dell’apparato digerente
  • 580-629 Malattie dell’apparato genitourinario
  • 630-677 Complicazioni della gravidanza, del parto e del puerperio
  • 680-709 Malattie della pelle e del tessuto sottocutaneo
  • 710-739 Malattie del sistema osteomuscolare e del tessuto connettivo
  • 740-759 Malformazioni congenite
  • 760-779 Alcune condizioni morbose di origine perinatale
  • 780-799 Sintomi, segni, e stati morbosi maldefiniti
  • 800-999 Traumatismi e avvelenamenti (800-999).

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