Dpcm 3 novembre, caos Piemonte: incertezze sulla chiusura

Scuole e associazioni lamentano i ritardi nelle comunicazioni rispetto a come comportarsi sulle misure previste per le "zone rosse"

Poche ore al probabile lockdown, ma in Piemonte, come in altre regioni, non si sa ancora cosa chiudere e cosa no. Il Dpcm che fissa le limitazioni automatiche per le zone ad alto rischio è stato firmato dal presidente Conte, ma non si sanno ancora con certezza quali saranno le “zone rosse“.

Come previsto dal testo, i territori ad alto livello di rischio devono, infatti, essere indicate tramite un’ordinanza apposita del ministro della Salute Roberto Speranza in coordinamento con le Regioni.

Le candidate a subire i rimedi più restrittivi potrebbero essere oltre al Piemonte, anche la Lombardia, la Calabria, la Valle d’Aosta e la provincia autonoma di Bolzano.

Dpcm 3 novembre, caos Piemonte: le lamentele di scuole e commercianti

Nonostante sia slittata a venerdì la data di entrata in vigore a tutti gli effetti del Dpcm, non si conoscono le misure da adottare. Il Piemonte, tra le altre, non ha ancora ricevuto alcuna comunicazione e di conseguenza non è stata ancora trasmessa alcuna disposizione né alle associazioni di categoria né agli enti locali.

La conferma del rinvio arriva dallo stesso governatore Alberto Cirio: “In attesa di conoscere nel dettaglio i contenuti dell’ordinanza del Ministro della Salute in merito alla classificazione delle Regioni italiane, ho appreso direttamente da fonti del Ministero che l’ordinanza con le misure di restrizione entrerà comunque in vigore da venerdì”.

Le scuole però non sanno ancora se domattina o l’indomani potranno aprire né se potranno accogliere gli alunni in classe, date le differenze sostanziali previste tra zone di rischio diverse, oppure predisporre la didattica a distanza a partire dalla seconda media e per tutte le superiori.

La stessa incertezza che regna tra i commercianti, così che Ascom e Confesercenti sono sommersi di telefonate di negozianti che la sera prima non sanno ancora se potranno aprire e come comportarsi con i dipendenti.

Dpcm 3 novembre, caos Piemonte: il rinvio dell’entrata in vigore

Un problema che non riguarda evidentemente solo il Piemonte. Emblematico in questo senso, un post su Instagram del sindaco di Milano Giuseppe Sala: “Caro Governo, sono le 6 di sera, un bar milanese sta chiudendo e ancora non sa se alle 6 di domani mattina potrà riaprire. Quando glielo facciamo sapere?”.

È attesa in serata una conferenza stampa da parte di Giuseppe Conte che forse potrà chiarire i punti rimasti ancora in sospeso. Ma la dimostrazione di come siano ancora molti gli elementi da mettere a punto è il fatto che l’entrata in vigore del provvedimento, che sarebbe dovuto diventare effettivo da domani, è stata posticipata a venerdì.

“Tutte le nuove norme previste dall’ultimo Dpcm – quelle riservate  alle aree gialle, arancioni e rosse – saranno in vigore a partire da venerdì 6 novembre. Lo ha deciso il governo per consentire a tutti di disporre del tempo utile per organizzare le proprie attività” si legge dal profilo twitter del presidente del Consiglio.

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Dpcm 3 novembre, caos Piemonte: incertezze sulla chiusura