Dpcm 3 dicembre: le regole per palestre, piscine e sport

Palestre, piscine, centri benessere e centri termali continuano a restare chiusi. Riguardo allo sport, ecco cosa si può fare e cosa no

Dagli spostamenti ai bar e ristoranti, dai negozi e centri commerciali alle cene e alle feste, sono rigorose le misure adottate dal Governo, per proseguire lungo la strada della discesa dei contagi e scongiurare una terza ondata Covid più avanti.

Dpcm 3 dicembre: palestre, piscine e centri benessere

Nel nuovo Dpcm Natale 3 dicembre, in vigore da venerdì 4 dicembre a venerdì 15 gennaio, nessuna novità per palestre, piscine, centri benessere e centri termali, che continuano a restare chiusi.

Fatta eccezione, come già in precedenza, per l’erogazione delle prestazioni rientranti nei livelli essenziali di assistenza e per le attività riabilitative o terapeutiche.

Dpcm 3 dicembre, centri culturali e ricreativi

Restano ancora chiusi anche centri culturali, centri sociali e centri ricreativi.

Dpcm 3 dicembre, sport e attività motoria

Riguardo allo sport, è ancora consentito svolgere attività sportiva o attività motoria all’aperto, anche presso aree attrezzate e parchi pubblici, purché comunque nel rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno due metri per l’attività sportiva e di almeno un metro per ogni altra attività salvo che non sia necessaria la presenza di un accompagnatore per i minori o le persone non completamente autosufficienti.

Le sessioni di allenamento degli atleti, professionisti e non professionisti, degli sport individuali e di squadra, partecipanti alle competizioni e muniti di tessera agonistica, sono consentite a porte chiuse.

L’attività sportiva di base e l’attività motoria in genere svolte all’aperto presso centri e circoli sportivi, pubblici e privati, sono consentite nel rispetto delle norme di distanziamento sociale e senza alcun assembramento, in conformità con le linee guida emanate dall’Ufficio per lo sport, sentita la Federazione medico sportiva italiana (FMSI). È però vietato l’uso di spogliatoi interni all’interno dei circoli.

Sono anche consentite le attività dei centri di riabilitazione, nonché quelle dei centri di addestramento e delle strutture dedicate esclusivamente al mantenimento dell’efficienza operativa in uso al Comparto Difesa, Sicurezza e Soccorso pubblico, che si svolgono nel rispetto dei protocolli e delle linee guida vigenti.

Idem l’attività sportiva dilettantistica di base, le scuole e l’attività formativa di avviamento relative agli sport di contatto, nonché tutte le gare, le competizioni e le attività connesse agli sport di contatto, anche se di carattere ludico-amatoriale.

Le regole per le gare sportive

Sono consentiti soltanto gli eventi e le competizioni ‒ di livello agonistico e riconosciuti di preminente interesse nazionale con provvedimento del Comitato olimpico nazionale italiano (CONI) e del Comitato italiano paralimpico (CIP) ‒ riguardanti gli sport individuali e di squadra organizzati dalle rispettive federazioni sportive nazionali, discipline sportive associate, enti di promozione sportiva ovvero da organismi sportivi internazionali, all’interno di impianti sportivi utilizzati a porte chiuse ovvero all’aperto senza la presenza di pubblico.

Sospesi invece ancora gli eventi e le competizioni sportive di interesse nazionale e lo svolgimento degli sport di contatto, come individuati con provvedimento del Ministro per le politiche giovanili e lo sport.

Per consentire il regolare svolgimento delle competizioni sportive ammesse, che prevedono la partecipazione di atleti, tecnici, giudici e commissari di gara, e accompagnatori provenienti da Paesi per i quali l’ingresso in Italia è vietato o per i quali è prevista la quarantena, questi ultimi, prima dell’ingresso in Italia, devono avere effettuato un test molecolare o antigenico per verificare lo stato di salute, il cui esito deve essere indicato nell’autodichiarazione resa e verificato dal vettore.

Il test non deve essere antecedente a 72 ore dall’arrivo in Italia e i soggetti interessati, per essere autorizzati all’ingresso in Italia, devono essere in possesso dell’esito che ne certifichi la negatività e riporti i dati anagrafici della persona sottoposta al test per gli eventuali controlli.

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